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Per le prossime fasi della guerra in Ucraina, l’addestramento dei soldati di Kiev da parte dell’Occidente diventa un elemento sempre più importante della strategia atlantica e dei comandanti di Volodymyr Zelensky. Tutto questo serve per diverse ragioni. Da un lato fare in modo che le reclute ucraine siano addestrate in territori protetti. Dall’altro lato fare in modo che i consiglieri e gli uomini della Nato aiutino le unità ucraine a impiegare a tattiche e metodologie che possano sorprendere i russi, forgiati sullo stesso modello sovietico a cui sono legate inevitabilmente le dottrine militari di Kiev. Infine, terzo elemento che diventa sempre più centrale nel conflitto, l’addestramento dei militari ucraini per mano degli ufficiali dei Paesi Nato è imprescindibile per fare in modo che essi sappiano utilizzare armi, mezzi e sistemi inviati dal blocco euro-atlantico per supportare il Paese invaso.

In queste ore, dagli Stati Uniti è arrivata la conferma che un centinaio di militari delle forze armate di Kiev sono arrivati nella base di Fort Still, in Oklahoma, per imparare a utilizzare il sistema Patriot. La notizia era circolata già la scorsa settimana, ma il portavoce del Pentagono, Pat Ryder, ha precisato che questo non è certamente il primo training di soldati ucraini su suolo americano. Sempre da parte americana, è arrivata poi la notizia di una nuova fase di addestramento dei soldati ucraini a Grafenwoehr, in Germania. L’obiettivo del periodo di stanza in Baviera, ha detto il capo di Stato maggiore Usa Mark Milley, è quello di inviare 500 soldati in prima linea capaci di usare le armi consegnate all’Ucraina.

Gli Stati Uniti non sono da soli in questo processo di addestramento. Il ministero della Difesa spagnolo ha comunicato che 225 soldati di Kiev sono giunti sbarcati nella base di Torrejón e 20 di queste reclute saranno istruite all’utilizzo del sistema di difesa aereo Hawk. Come riporta il sito del governo iberico, l’addestramento sarà gestito dal Toledo Training Coordination Centre e fa parte di un meccanismo di supporto dell’Unone europea. Il centro, ha spiegato la Difesa, ha l’obiettivo di gestire circa 400 militari ucraini che arrivano ogni due mesi a rotazione in Spagna. Insieme ad essi, sono arrivati anche in settimana i primi soldati feriti che saranno curati negli ospedali militari del Paese.

Anche il Regno Unito partecipa a questo supporto addestrativo nei confronti delle forze ucraine. All’inizio di gennaio, le stesse forze armate di Kiev hanno pubblicato su Facebook l’annuncio che la Gran Bretagna ha lanciato un programma di addestramento per le reclute di circa cinque settimane. “Il programma per le reclute ucraine, che si svolge sul suolo britannico, fornirà ai soldati abilità di combattimento per sopravvivere ed essere efficaci in prima linea”, hanno spiegato. Per Londra, si tratta di un processo che non può definirsi certamente rivoluzionario: da diversi anni addestra soldati ucraini come segmento di quella partnership costruita con Kiev dopo l’annessione della Crimea. Tuttavia ora il problema principale delle autorità britanniche è quello di non fare andare dispersi gli aiuti militari inviati al fronte, che devono essere impiegate in modo corretto e soprattutto non finire in mano nemica.

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