Stati Uniti e Cina sono le due superpotenze che si contendono il controllo del pianeta. Anche se Pechino afferma di voler costruire un “mondo multipolare” – una sorta di perifrasi per indicare un contesto in cui vi siano più poli sovrani, tutti situati sullo stesso piano – è in realtà evidente come il Dragone ambisca a conquistare il vertice della piramide, con tutte le conseguenze del caso. Per descrivere la situazione attuale alcuni studiosi ricorrono alla cosiddetta trappola di Tucidide, ossia una sorta di legge non scritta che prevede l’inevitabile conflitto armato tra una potenza dominante e una emergente. Il motivo è dettato dal fatto che la potenza egemone in carica, seppur in decadenza o non più nella sua fase di ascesa, non ha alcuna intenzione di cedere il posto a un altro soggetto.

Ebbene, Washington e Pechino potrebbero tranquillamente essere i due soggetti citati. Al momento, i due Paesi hanno intrapreso una guerra commerciale e sono impegnati in vari screzi diplomatici, come ad esempio quelli riguardanti Taiwan e il Mar Cinese. Eppure, l’ombra di una possibile guerra militare, fatta cioè con i proiettili e non più con dazi e tariffe, è lì dietro l’angolo e fa tremare il mondo.

Le possibili cause della guerra

Cosa potrebbe succedere in caso di guerra militare tra Stati Uniti e Cina? Un lungo articolo pubblicato dal sito americano The National Interest ha simulato tale eventualità. Partiamo dal presupposto che Pechino e Washington sono interconnessi in un sofisticato sistema di commercio internazionale, e che una ipotetica guerra danneggerebbe le economie appartenenti a Paesi di mezzo mondo. È proprio per questo motivo che molti analisti ritengono improbabile lo scoppio delle ostilità, ma la storia ha insegnato che è meglio non fidarsi delle apparenze. Una decina di anni fa la scintilla che avrebbe potuto dare il via alla guerra sino-americana era limitata a un paio di questioni: Taiwan oppure l’attacco della Corea del Nord ai cugini del Sud. Oggi gli scenari si sono moltiplicati, perché bisogna considerare il teatro del Mar Cinese Meridionale e i possibili conflitti tra Cina e India lungo il confine tibetano. Appurato l’iter iniziale, gli studiosi considerano improbabile un primo attacco ad opera degli Stati Uniti, che comporterebbe costi politici troppo elevati da pagare, soprattutto di fronte all’opinione pubblica internazionale. È lecito aspettarsi un primo affondo cinese, ma anche un’immediata risposta statunitense, per lo meno difensiva.

Un esito disastroso

Interessante capire anche come e con chi si schiereranno gli storici alleati degli Stati Uniti. Nel caso in cui la guerra scoppiasse per colpa della Corea del Nord, è lecito aspettarsi una discesa in campo degli amici di Washington, mentre in altri frangenti è tutto da vedere; la Cina, invece, punterà a far fruttare la neutralità dei Paesi con cui il Dragone ha stretto affari commerciali negli anni passati. Passando alla guerra vera e propria, gli Stati Uniti punteranno alla distruzione di marina e aeronautica cinese, salvo poi prendere in considerazione la destabilizzazione del governo del Partito Comunista cinese. Dall’altra parte, Pechino avrà come obiettivo quello di distruggere quanto più possibile l’equipaggiamento americano e ferire gli Stati Uniti sul proprio territorio; chiude il cerchio la rottura del sistema delle alleanze storicamente guidato dagli Usa in Asia. Difficile stabilire chi vincerà, perché il ventaglio di risposte è vasto, come sono vaste le possibilità inerenti alla guerra stessa. Di sicuro il conflitto non terminerà con una resa firmata da una delle due parti in causa, perché o Cina o Stati Uniti ne usciranno con le ossa rotte.

Colpire gli americani nell’Indo-Pacifico

Un’altra simulazione, pubblicata invece dalla rivista The Atlantic, immagina l’ipotetica guerra in modo differente. Qualora la Cina riuscisse a colpire per prima le infrastrutture chiave degli statunitensi in Asia, Washington partirebbe con uno svantaggio non da poco. Pechino, infatti, è in grado di contare su missili intercontinentali che potrebbero perforare le difese americane situate nella regione indo-pacifica. Ecco che, in tal caso, il Dragone potrebbe accontentarsi di una vittoria a metà. La Cina, ancora per molti anni, non sarà in grado di schiacciare del tutto la potenza dell’esercito degli Stati Uniti, ma può dire la sua – adottando una buona strategia – nell’area limitrofa ai propri confini. In ogni caso, c’è sempre il rischio che le parti decidano di utilizzare le armi nucleari. E in quel caso potrebbero anche distruggersi a vicenda.

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