“Un’operazione storica”: così i media di Russia e Ucraina hanno definito lo scambio reciproco di 35 prigionieri tra i due paesi. Mosca e Kiev hanno infatti perfezionato un’operazione diplomatica benedetta, dietro le quinte, dal presidente russo Vladimir Putin e dall’ucraino Volodymyr Zelensky. Dall’inizio della guerra del Donbass nel 2014 a oggi sono avvenuti diversi scambi tra le parti, ma questo è il più massiccio nonché quello che potrebbe rappresentare il segnale di svolta capace di riavvicinare due Paesi separati tra loro da aspre tensioni. La Russia è infatti accusata di appoggiare i separatisti del Donbass e aver annesso la Crimea al proprio territorio in modo illegale e a danno del governo ucraino. Nonostante le ferite belliche siano ancora fresche, i rapporti bilaterali tra le parti si sono fatti più distesi dopo l’elezione dell’ex attore comico Zelensky alla carica di presidente dell’Ucraina. Pochi mesi dopo il suo insediamento, ecco l’atterraggio sincronizzato di due voli contenenti gli ex prigionieri: 35 russi sono tornati in Russia, 35 ucraini hanno invece fatto ritorno in Ucraina.

Un evento storico

I personaggi arrestati, e ora tornati in libertà, erano stati fermati per i motivi più disparati in diverse occasioni. Nella lista dei rilasciati spiccano nomi noti e non. C’è il regista ucraino Oleg Sentsov, vincitore tra l’altro del Premio Sakharov nel 2018, ci sono i 24 marinai a agenti di sicurezza ucraini arrestati nell’incidente dell’anno scorso nello Stretto di Kerch, c’è il giornalista russo dell’agenzia statale Ria Novosti, Kirill Vyshinsky e il comandante dei separatisti filo russi nel Donbass, Vladimir Tsemakh. Proprio quest’ultimo è un nome caldissimo in quanto ritenuto responsabile dagli inquirenti internazionali di essere un testimone chiave nel caso dell’abbattimento del volo Mh17 transitante nei cieli ucraini nel 2014 con un lanciamissili di fabbricazione russa. Per il fatto di avergli concesso la libertà, Zelensky è stato accusato di essere troppo accondiscendente nei confronti del Cremlino.

La reazione della comunità internazionale

In ogni caso, quanto accaduto fa ben sperare i leader mondiali. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha espresso tutta la sua approvazione, definendo lo scambio dei prigionieri “un segnale pieno di speranza”. “L’ultima liberazione dei detenuti tra Russia e Ucraina è stato un segnale pieno di speranza – ha detto la Merkel – sono contenta dei marinai ucraini e di Oleg Setsov, che potranno così tornare a casa”. Riguardo il conflitto nel Donbass, secondo Merkel “ha senso continuare a lavorare sull’attuazione degli accordi di Minsk”, ovvero l’unica road map verso la pace presente sul tavolo. Il governo tedesco è pronto “a fare la sua parte”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto su Twitter che il maxi scambio è “forse un primo gigante passo verso la pace. Congratulazioni a entrambi i paesi”. Zelensky, il vero vincitore di tutta la vicenda, è soddisfatto. All’aeroporto Borispol, il presidente ucraino ha accolto i 35 compatrioti e rilasciato alcune importanti dichiarazioni: “Ora dobbiamo fare tutti gli altri passi per porre fine a questa orribile guerra”. Il ministero degli Esteri della Russa è apparso altrettanto felice. La portavoce del ministero, Maria Zakharova, ha parlato di “un passo molto importante” ma ha anche aggiunto che “è necessario mantenere questo atteggiamento per risolvere il più possibile i problemi e non aggravarli”.

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