Gli auguri di buon anno sono arrivati anche da parte di Stratcom, il comando che controlla l’arsenale nucleare degli Stati Uniti e la difesa missilistica. 

Ma gli auguri via Twitter del comando Usa hanno rischiato, per alcuni minuti, di trasformarsi in un vero e proprio caso diplomatico. E hanno fatto piombare molti utenti americani nel terrore, dal momento che per alcuni interminabili attimi il mondo sembrava di nuovo sull’orlo di una guerra nucleare. O comunque che questa ipotesi non fosse così remota.

Il testo dell’augurio di buon anno recitava così: “La tradizione di Times Square ci porta nel nuovo anno facendo cadere la grande palla … se mai fosse necessario, siamo pronti a far cadere qualcosa di molto, molto più grande”. 

L’hanno chiamata una disattenzione, un gesto sciocco, frutto di un “eccesso di zelo”. Ma l’augurio del comando degli Stati Uniti che presiede l’arsenale nucleare non poteva non essere meno indicato, specialmente in una fase così delicata della politica internazionale, con il Trattato Inf messo a repentaglio dall’amministrazione Trump e con la Russia che aveva appena testato il missile Avangard in grado di trasportare testate multiple a una velocità di Mach20 e con la capacità di perforare qualsiasi ombrello missilistico dell forze Nato.

Stratcom è stato costretto immediatamente a tornare sui suoi passi, eliminando il tweet e sostituendolo con quello delle scuse ufficiali da parte del comando.

Our previous NYE tweet was in poor taste & does not reflect our values. We apologize. We are dedicated to the security of America & allies.

— US Strategic Command (@US_Stratcom) 31 dicembre 2018

Ma in quei pochi minuti in cui è stato sul web, non solo è stato visto da milioni di utenti inferociti per quella facilità con cui si parlava di una guerra atomica, ma anche da osservatori internazionali, giornalisti, diplomatici e vertici delle Difese straniere, che hanno iniziato a domandarsi cosa potesse significare quella presa di posizione così netta, quasi comica (se non drammatica) da parte di uno dei più importanti centri di comando del pianeta, in grado effettivamente di poter decidere i destini dell’uomo.

Una scelta strategica o un errore di “distrazione” di chi gestisce il profilo social del comando Usa? Difficile da dire. Quello che è certo è che la gravità del gesto non è da sottovalutare. Soprattutto perché ricorda forse a tutti, anche e specialmente a chi opera nel settore della comunicazione attraverso i social network, che il ruolo che oggi hanno questi strumenti di comunicazione non è da sottovalutare. Di fatto, rappresentano comunicati ufficiali di un leader, di un’organizzazione, di un governo, oppure, come in questo caso, di uno dei principali comandi militari degli Stati Uniti.

Esiste una responsabilità da parte di tutti: anche da parte di chi gestisce questa parte di comunicazione, fatta di messaggi immediati, che arrivano direttamente e senza filtro nella vita delle persone. E che dunque hanno un impatto molto più importante sulla vita quotidiana rispetto a quanto si possa credere. Lo devono fare i leader del mondo, lo devono fare i comandi militari. Questo tipo di propaganda non è accettabile in un sistema internazionale che rischia di scivolare nel baratro del social.

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