Semaforo verde dalla Germania per l’export di una cinquantina di carri antiaereo Gepard verso l’Ucraina e problema delle munizioni risolto. Se nelle ultime settimane il cancelliere tedesco Olaf Scholz era parso particolarmente riluttante sul fatto di inviare armamenti all’Ucraina, richiamando alla propria “responsabilità politica” nell’intenzione di evitare un’escalation che potrebbe portare alla terza guerra mondiale, adesso la situazione sembrerebbe essersi sbloccata. E sembrerebbe essersi risolta pure la questione inerente alla scarsità di munizioni, visto che la soluzione dovrebbe arrivare dal Brasile.

Andiamo con ordine e partiamo dalle sollecitazioni del segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin. Dalla base di Ramstein, nei giorni scorsi Austin aveva annunciato che la Germania avrebbe inviato 50 blindati Gepard, semoventi antiaereo, in Ucraina: “Voglio salutare con particolare favore una decisione importante dei nostri ospiti tedeschi”. Strada in discesa? Nemmeno per idea, perché dopo aver vinto gli scetticismi interni Berlino ha dovuto fare i conti con la carenza di munizioni. Anche perché inviare Gepard senza munizioni non avrebbe avuto alcun senso.

La situazione, dicevamo, si è sbloccata anche perché il Bundestag ha approvato la fornitura di armi pesanti da parte della Germania all’Ucraina, con 586 voti favorevoli, 100 contrari e sette astensioni. Il voto si è tenuto su un mozione unitaria presentata dai partiti di governo e dall’Unione, gruppo popolare all’opposizione formato da Unione cristiano-democratica (Cdu) e Unione cristiano-sociale (Csu). Partito socialdemocratico tedesco (SpD), Verdi, Partito liberaldemocratico (Fdp), Cdu e Csu hanno esortato il governo federale a “continuare e, ove possibile, accelerare la consegna dell’equipaggiamento necessario all’Ucraina e allo stesso tempo ampliare le forniture per includere armi pesanti e sistemi complessi, ad esempio come parte dello scambio circolare”.



I Gepard tedeschi

Diciamo che la mossa tedesca è stata particolarmente bizzarra. Per semplificare al massimo la vicenda, dopo aver mostrato scetticismo in merito all’invio di nuovi armamenti all’Ucraina, la Germania ha accettato di fare un passo in avanti, salvo poi rendersi conto di non avere a disposizione abbastanza munizioni da allegare ai Gepard. Secondo quanto riportato da Business Insider, l’affare dovrebbe risolversi grazie al Brasile.

Pare infatti che il Paese sudamericano sia disposto e pronto a mandare in Ucraina 300mila proiettili pronti all’uso. Già, perché i tedeschi, dal canto loro, avrebbero potuto mettere sul piatto appena 23mila munizioni per i cannoni dei semoventi. E questo aveva creato un po’ di imbarazzo, come sottolineato dall’ambasciatore ucraino in terra tedesca Andriy Melnyk, che, giustamente, aveva fatto notare come i Gepard senza munizioni fossero pressoché inutili.

Per sciogliere il nodo spinoso, la Germania avrebbe cercato le tanto ambite munizioni bussando alla porta di quei Paesi che ancora utilizzano i Gepard: Romania, Giordania, Qatar e, appunto, Brasile. Le munizioni sarebbero prodotte anche dalla Svizzera, ma gli elvetici, coerenti con la propria neutralità, hanno rifiutato di esportare armi verso l’Ucraina.

Il problema delle munizioni

Quello delle munizioni, come detto, non era (e non è) affatto un problema di poco conto. “Se le munizioni non vengono acquistate dal ministero della Difesa tedesco nei prossimi giorni, l’Ucraina dovrà probabilmente rinunciare a questa offerta dalla Germania”, aveva dichiarato l’ambasciatore Melnyk a NTV.

La Bild, infatti, aveva fatto sapere che il produttore di Monaco Kraus-Maffei Wegmann (KMW), e cioè lo stesso incaricato di consegnare i veicoli a Kiev, ha in stock circa 23.000 munizioni. Facendo un rapido calcolo, con un massimo di 1100 colpi al minuto, la fornitura sarebbe durata solo pochi minuti.

È così che il governo di Scholz, imbrigliato dalla resistenza interna di una parte dei socialdemocratici, si è dovuto dar da fare per racimolare le munizioni mancanti. Berlino, tra l’altro, ha dato anche la disponibilità all’addestramento delle truppe ucraine all’artiglieria sul suolo tedesco. Dalla Polonia, inoltre, il ministro dell’Economia e del Clima Robert Habeck ha fatto sapere che la Germania potrebbe esser pronta “in pochi giorni” a fare a meno dei rifornimenti di petrolio dalla Russia, raggiungendo un’autonomia che si riteneva possibile finora solo entro la fine dell’anno.

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