C’è un asse a sud di Tripoli che in questi giorni rappresenta il fronte più caldo della battaglia, che oramai oltrepassa i dieci giorni di durata e che assume sempre meno le sembianze di un’operazione lampo come nelle intenzioni di Haftar e che, al contrario, assomiglia sempre di più ad uno stallo tanto militare quanto politico. Tale asse è quello che, idealmente in una cartina, unisce le cittadine di Suani Ben Adem ed Ain Zara. Si tratta di località che si trovano a meno di 20 km dalla capitale libica, poco oltre verso nord si incontra già la “Second Ring Highway”, una vera e propria tangenziale esterna di Tripoli.

È qui che si concentrano gli scontri più duri, del resto la posizione di queste zone appare ampiamente strategica: le cittadine sopra citate si trovano tra gli ingressi meridionali di Tripoli e l’aeroporto internazionale. Se Al Sarraj riesce a mantenere lungo questo asse le forze di Haftar, allora può reggere diverse settimane all’interno della capitale. Al contrario, se il generale sfonda questa linea si ritroverebbe con i suoi uomini al centro di Tripoli. In proporzione, è come se a Milano si combattesse lungo un asse che va da Rho ad Settimo Milanese.

Il contrattacco di Al Sarraj

La svolta di sabato mattina appare quasi decisiva: l’Lna, l’esercito del generale Haftar, annuncia di aver preso Suani Ben Adem dopo aver fortificato le posizioni su Azizia. Quest’ultima non è da confondere con Bab Al Azizia, il cui nome riecheggia spesso durante i 42 anni di Gheddafi essendo il quartiere di Tripoli al cui interno vi è la caserma che ospita il quartier generale del rais con la sua famosa tenda beduina dove riceve i capi di Stato stranieri. Si tratta invece di un’altra località, anch’essa strategica, poco più a sud di Suani. Di fatto, l’Lna riesce in tal modo a sfondare il fronte sud di Tripoli e dunque Haftar si ritrova a pochi chilometri dalla periferia meridionale della capitale.

Ma poche ore dopo, si ha notizia di altri scontri nella zona. Dopo che con le rispettive aviazioni le due forze antagoniste attuano alcuni raid aerei lungo l’asse principale del fronte, arriva la conferma secondo cui le milizie rimaste fedeli ad Al Sarraj avrebbero compiuto un pesante contrattacco proprio a Suani. Il sabato sera tripolino è caratterizzato da aspri scontri nella fascia dove si concentra il grosso della battaglia. In particolare, è nella zona di sud ovest che le milizie vicine al governo di Tripoli riescono a respingere Haftar. Una nota dell’Ansa, come riportato dal sito SpecialeLibia.it, rivela che a Suani le truppe dell’Lna sarebbero incappate in una pesante sconfitta. Un reparto, in particolare, sembra costretto ad usare le armi contro i miliziani tripolini per provare ad aprirsi un varco e scappare dopo essere rimasto isolato.

È quindi battaglia vera, ancora una volta. Fonti dei gruppi fedeli ad Al Sarraj rivelano che i propri uomini riescono a prendere Suani ed a spingersi fino ad Azizia. La parte occidentale dell’asse a sud di Tripoli che costituisce il fronte principale della battaglia, appare dunque in mano al governo. Haftar dal canto suo, poco più a sud avrebbe però in mano l’aeroporto internazionale mentre a sud est le sue truppe riescono a spingersi ad una ventina di chilometri dalla capitale premendo su Ain Zara.

Le prospettive future

E adesso, come detto ad inizio articolo, la prospettiva è quella di una guerra di posizione ai lati estremi dell’asse richiamato tra aeroporto e periferia meridionale di Tripoli. Haftar certamente non si aspetta, quando lo scorso 4 aprile inizia la battaglia per la presa della capitale, una così strenua resistenza. Il suo esercito è quello meglio equipaggiato, ma deve fare i conti con una fase di stallo per la quale risulta difficile un’immediata presa delle zone più calde del fronte.

Intanto emergono spaccature tra le varie forze fedeli ad Al Sarraj. Per adesso la difesa di Tripoli tiene proprio perchè l’avanzata di Haftar riesce provvisoriamente a compattare i vari gruppi vicini al governo. Ma a lungo termine rischiano di pesare e non poco le molte divergenze e differenze tra le varie milizie. Tra gruppi islamisti o rappresentanti di tribù storicamente rivali, la tenuta di questa variegata coalizione potrebbe essere messa in discussione con il proseguo della battaglia. Attualmente, a destare maggiore preoccupazione ad Al Sarraj è la spaccatura emersa tra le forze di difesa della capitale ed alcune brigate estremiste: in particolare, come riportato su AgenziaNova, in queste ore si parla della scoperta di un piano della Brigata Al Sumud e del gruppo del Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi di attuare un vero e proprio colpo di Stato contro Al Sarraj dopo aver respinto Haftar.

Una situazione di tensione che potrebbe dunque divampare nei prossimi giorni. La Brigata Al Sumud è quella comandata dal misuratino Salah Badi, protagonista degli scontri di settembre a sud di Tripoli e della distruzione dell’aeroporto nel 2014. Il Consiglio della Shura è invece una formazione estremiste espulsa dal generale Haftar dalla Cirenaica nel 2017, nel corso della cosiddetta “operazione Dignità”.

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