La guerra alle porte di Tripoli sembra aumentare di intensità, specie dopo le parole giunte sabato da Bengasi dal portavoce dell’esercito di Haftar, Ahmed Al Mismari, in cui si parla di fine di ogni possibilità di dialogo e di risoluzione unicamente militare del dossier libico. La domenica mattina per i tripolini inizia con un nuovo bombardamento dell’aeroporto di Mitiga, l’unico rimasto aperto ai voli civili e che però, proprio a causa del conflitto, spesso deve essere chiuso per ragioni di sicurezza. Al tempo stesso, si ha notizia di bombardamenti dell’aviazione rimasta vicina al governo di Tripoli, guidato da Fayez Al Sarraj, che colpiscono sabato alcuni obiettivi degli uomini di Haftar.

I nuovi bombardamenti su Mitiga

Tripoli prima della guerra ha due aeroporti: uno più a sud del centro, nella zona di Qasr Bin Ghashir, l’altro invece più ad est nella zona di Mitiga. Il primo è quello più grande e da cui arrivano e partono i voli internazionali più importanti, l’altro invece è più che altro una base militare usata anche dagli italiani in epoca coloniale. Nel 2014, a tre anni dall’uccisione di Gheddafi, l’aeroporto di Qasr Bin Ghashir viene coinvolto negli scontri tra le milizie di Zintan e quelle della brigata Al Sumud, guidata dalla controversa figura di Salah Badi. Lo scalo viene distrutto ed è dunque inutilizzabile, per collegare Tripoli al resto del mondo si usa da quel momento in poi soltanto l’aeroporto di Mitiga.

Ma essendo quest’ultimo anche una base militare, quando scoppia il conflitto tra Al Sarraj ed Haftar lo scalo diventa a sua volta bersaglio. Più volte negli ultimi mesi dunque Tripoli rimane senza aeroporto, con i voli tutti dirottati verso Misurata, 200 km più ad est. Come detto in precedenza, è di questa domenica mattina la notizia di nuove incursioni dell’aviazione di Haftar nella zona di Mitiga e, molto probabilmente, l’aeroporto adesso è nuovamente chiuso al traffico civile. Così come spiegano alcune fonti militari di Tripoli, bersaglio del Libyan National Army di Haftar sono i droni turchi custoditi in questa base, mezzi inviati dal governo di Ankara proprio per dare manforte alle forze fedeli ad Al Sarraj.

L’offensiva di Al Sarraj nella zona di Qasr Bin Gashir

E proprio lì dove ancora giacciono le macerie del vecchio aeroporto, arrivano notizie di altri furiosi combattimenti questa volta con scambio di artiglieria tra soldati a terra. Così come si legge sull’Agi, a scatenare l’offensiva in questa zona sono le milizie vicine al governo di Al Sarraj, le quali provano a respingere definitivamente gli uomini di Haftar dall’area tripolina. Il vecchio aeroporto internazionale, anche se inutilizzabile, rimane uno degli obiettivi strategici più importanti dell’area a sud di Tripoli. Non a caso da aprile, da quando cioè ha inizio l’offensiva di Haftar, è teatro di scontri tra le parti.

Qui il governo stanziato nella capitale ha usato sia l’aviazione e sia le milizie: l’obiettivo è allontanare, quanto prima, il Libyan National Army. Ma, nella sostanza, lo stallo prosegue: né l’una e né l’altra parte sembrano avere il sopravvento. Gli scontri dunque sono destinati a proseguire.

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