Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato il finanziamento degli Elmetti bianchi con un fondo di circa 6,6 milioni di dollari. La portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha dichiarato che governo degli Stati Uniti “appoggia fortemente” i cosiddetti White helmets

“Questi eroici soccorritori hanno uno dei posti di lavoro più pericolosi al mondo e continuano a essere deliberatamente presi di mira dal regime siriano e dai raid aerei russi“, si legge nel comunicato. “Dal 2013, oltre 230 di questi coraggiosi volontari sono stati uccisi mentre lavoravano per salvare civili siriani innocenti”.

Una dichiarazione molto forte che merita di essere approfondita. Questo appoggio incondizionato dell’amministrazione americana al controverso gruppo legato ai ribelli siriani e finanziato dall’Occidente, arriva dopo che la presidenza Trump aveva deciso di congelare circa 200 milioni di dollari con cui il gruppo sopravviveva.

Sui metodi e sulle modalità d’intervento di questo gruppo ne abbiamo già parlato abbondantemente in questa testata. Basti pensare all’utilizzo dei video di propaganda al solo scopo di colpire l’immagine dell’esercito siriano. Così come l’opacità di alcuni interventi su presunti attacchi mai verificati. A questo si aggiunga il credito assoluto concesso da tutto il mondo mainstream sulla veridicità delle loro azioni e delle loro fonti. Ma qui è opportuno notare alcuni problemi relativi proprio alla singola dichiarazione da parte statunitense.

E gli altri 193 milioni?

La portavoce del Dipartimento di Stato non fa cenno ai rimanenti 193.4 milioni di dollari rimasti bloccati dalla decisione del governo degli Stati Uniti. E questo pone già un interrogativo: se quei fondi sono stati bloccati perché Washington voleva monitorare con attenzione le attività degli elmetti bianchi, perché adesso ne sblocca solo una minima parte dichiarando di “appoggiare fortemente” la loro attività?

Se gli elmetti bianchi sono soltanto un gruppo di soccorso composto da eroici volontari, come sostenuto da Washington, non si vede il motivo di far rimanere nel limbo quei 193 milioni di dollari, visto che gli Stati Uniti hanno rappresentato per anni almeno un terzo dei finanziamento complessi del gruppo, come ricordato da Cbs news

Il mese scorso, il Dipartimento di Stato aveva annunciato di aver posto fine a tutti i finanziamenti per i programmi di stabilizzazione nel nord-ovest della Siria.  Tra questi fondi, rientravano anche i 200 milioni promessi ai White elmets dall’allora Segretario di Stato Rex Tillerson a febbraio. Dopo poche settimane, Tillerson è stato silurato. Anche sulla Siria, come per altri dossier, le sue idee erano diverse da quelle della Casa Bianca e dei cosiddetti “falchi”.

Un messaggio agli alleati e ai nemici

Il blocco ai fondi sembrava essere un monito della presidenza Usa anche (se non soprattutto) nei confronti degli alleati della coalizione internazionale. Probabilmente, nel chiudere i rubinetti agli elmetti bianchi, c’era anche una richiesta rivolta alle monarchie del Golfo di fare di più, in termini economici, per la guerra in Siria. 

Ma c’è anche un’altra questione molto rilevante in quella dichiarazione del Dipartimento di Stato. Nauert parla apertamente di civili innocenti uccisi dal “regime siriano” e dai raid delle forze aeree russe. Un segnale che la partita siriana, a questo punto, è ancora in una fase molto calda. L’accusa di Nauert non è soltanto è un rifiuto nei confronti del governo di Damasco, ma anche l’ennesima accusa nei confronti di Mosca di sostenere un governo che, per gli Stati Uniti, resta un regime pericoloso.

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