In Ucraina si respira un’aria di attesa. La Russia ha spostato le sue truppe da Kiev e, più in generale, dal nord del Paese in vista di un riposizionamento nei quadranti sud ed est. “Stiamo vedendo un significativo movimento di truppe che si allontanano da Kiev, per raggrupparsi, riarmarsi e ricevere rifornimenti. E stanno spostando la loro attenzione verso est”, ha spiegato il Segretario della Nato Jens Stoltenberg. “Nelle prossime settimane ci aspettiamo una spinta ulteriore nell’est e nel sud dell’Ucraina per cercare di occupare l’intero Donbass e creare un corridoio verso la Crimea”, ha aggiunto.

Non sappiamo quanto tempo ci vorrà prima di assistere ad un nuovo assalto di Mosca. Forse un paio di settimane, passate le quali potrebbe scattare un’offensiva massiccia mirata a conquistare il Donbass – considerato da molti analisti l’obiettivo minimo di Vladimir Putin – e, nel caso in cui la resistenza ucraina non dovesse riuscire a respingere l’attacco, pure l’intera fascia costiera fino a Odessa.

A proposito di Odessa, resta da capire se le forze del Cremlino vorranno rischiare l’azzardo di un assalto, visto che la città sembrerebbe essersi fortificata a dovere per respingere un eventuale assedio, sia via terra che via mare. Raccogliendo e mettendo insieme gli ultimi indizi, segnali e indiscrezioni, proviamo a capire quali saranno i nuovi obiettivi della Russia nell’ormai imminente fase due del conflitto. Possiamo parlare di cinque obiettivi, non necessariamente militari.



1) Ottenere una vittoria simbolica

Dando un’occhiata al calendario, c’è chi ipotizza che Putin voglia esibire eventuali trofei di guerra ottenuti in vista del 9 maggio, in concomitanza con la festa russa per la vittoria di Mosca sulla Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Quella data è dunque un simbolo che probabilmente il presidente vorrà esibire come ripetizione di una nuova vittoria contro l’ombra del nazismo, rappresentanto questa volta dai “nazisti ucraini”. Se la guerra lampo pare non essere mai stata né cercata né voluta da Mosca, è tuttavia lecito supporre che il Cremlino possa ordinare ai suoi uomini di accelerare le operazioni affinché una buona parte degli obiettivi sia conseguita entro il 9 maggio.

2) Conquistare Mariupol

Dal punto di vista strategico, la presa di Mariupol consentirebbe ai russi di controllare il territorio che collega la Crimea alla Russia. La città, assediata da giorni, distrutta, bombardata e privata di rifornimenti, continua a resistere nonostante le forze del Cremlino siano entrate nel centro urbano e stiano controllando gran parte delle aree circostanti. Una volta conquistata Mariupol, Mosca potrebbe tanto pensare di proseguire verso nord per conquistare la parte rimanente del Donbass, quanto controllare il sud dell’Ucraina che affaccia sul Mar d’Azov.

3) Offensiva nell’Ucraina orientale

Lo scorso febbraio la Russia ha riconosciuto come entità indipendenti le regioni di Donetsk e Lugansk. Oltre a puntare sul loro pieno controllo, o quanto meno sulla loro indipendenza, Mosca potrebbe da qui lanciare un’offensiva nel quadrante orientale dell’Ucraina nel tentativo di conquistare quanto più terreno possibile. Non a caso, prosegue l’offensiva russa verso Izyum, città sul fiume Donetsk nella provincia di Kharkov, e anche verso Sloviansk e Barvinkove, nella stessa area. Le forze ucraine mantengono le posizioni difensive attorno al centro di Krasnopilia, sulla strada che collega la citata Izyum a Kramatorsk. Agli abitanti di Sloviansk le autorità locali hanno suggerito di lasciare le proprie abitazioni.

4) Il miraggio di Odessa

Abbiamo parlato di Odessa. La città appare preparata ad una lunga resistenza, tra mine, fortificazioni varie e sistemi di difesa antiaerei. Difficile se non improbabile che Mosca possa affidarsi ad un assalto via terra; complicato, in ogni caso, anche un attacco via mare. Il Cremlino potrebbe tuttavia fare leva sul territorio dell’autoproclamata Repubblica Moldava di Transnistria per sostenere operazioni offensive congiunte nelle aree limitrofe. In ogni caso, Kiev sostiene che il campo d’aviazione di Tiraspol sia attrezzato per ricevere gli aerei militari russi. Chissà che Putin non possa, alla fine, optare per l’attacco su Odessa cercando di circondarla su tutti i fronti.

5) Dividere l’Occidente

Dal momento che il conflitto si preannuncia ancora piuttosto lungo, il Cremlino proverà strategicamente a sfruttare al meglio le eventuali crepe che si creeranno sul fronte occiedentale, tra divisioni e differenti vedute, tra Paesi favorevoli ad allentare le sanzioni e quelli, al contrario desiderosi di rinforzarle, e, infine, tra chi vorrebbe smarcarsi dagli Stati Uniti e chi, invece, vorrebbe avvicinarvisi ancora di più.

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