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La Cina si sta profondendo, ormai da qualche anno, in un immenso sforzo cantieristico per aumentare il numero e migliorare la qualità delle sue unità navali. Tale impegno, che le ha recentemente permesso di possedere la marina militare più numerosa del mondo, ha come finalità quella di dotare il Paese di una flotta oceanica in grado di contrastare efficacemente quella della potenza globale per eccellenza: gli Stati Uniti.

L’ambizioso programma passa, inevitabilmente, per il miglioramento delle infrastrutture atte a costruire le navi militari: Pechino sta ampliando i suoi cantieri navali e ne sta costruendo di nuovi, come quello di Bohai, a Huludao, nella provincia di Liaoning, dove sono attualmente costruiti tutti i sottomarini nucleari cinesi. Proprio un sorvolo del satellite su questo sito ci ha permesso di sbirciare all’ultima creazione, in fase di costruzione, della nuova classe di battelli a propulsione atomica cinesi. Le immagini satellitari commerciali, disponibili a chiunque tramite Google Earth, sembrano infatti mostrare la prima sezione dello scafo di un nuovo sottomarino.

La classe esatta del sottomarino, come riporta il sito Naval News, non è stata ancora confermata, ma forse si tratta del primo sottomarino d’attacco (Ssn) di classe Tang – anche conosciuta come Type-095 – oppure del primo sottomarino missilistico balistico (Ssbn) Type-096.

Le riprese satellitari mostrano quella che è inequivocabilmente la sezione di poppa del battello. Questo era prevedibile poiché la maggior parte dei sottomarini è assemblata in modo tale che la prua esca per prima dal cantiere al momento del varo.

Il nuovo Type-095 (Type-09V per l’esattezza) è un sottomarino d’attacco che dovrebbe essere simile alla classe Virginia della Marina degli Stati Uniti. Il Type-096, invece, è un nuovo Ssbn che aumenterà la sopravvivenza e la portata del deterrente nucleare cinese in mare.

Gli Ssbn sono infatti strumenti fondamentali nella strategia nucleare di un Paese in quanto, grazie alla loro caratteristiche di “invisibilità”, garantiscono la possibilità di avere la capacità di effettuare un primo colpo (first strike) di sorpresa oppure di avere un mezzo di rappresaglia più sicuro dei silos di lancio basati a terra o dei bombardieri, da qui l’alto livello di deterrenza dato dalla componente subacquea di quella che viene chiamata “la triade nucleare” (bombardieri-silos-sottomarini).

Tornando alle immagini scovate dal satellite commerciale, tramite debite proporzioni, gli specialisti sono riusciti a determinare le misure del troncone di poppa, che risulta quindi avere una lunghezza di circa 30-32 metri e una larghezza che si aggira sugli 11-12. Questo dato è quello che ha permesso di classificare il battello in costruzione nelle nuove unità di classe Type-095 o Type-096. Esiste però un’altra possibilità, ovvero che sia una versione migliorata dell’attuale classe Shang o Type-093 che sarebbe logicamente la versione ottimizzata per missili da crociera. Se così fosse dovrebbe presentare tubi di lancio verticali (Vls – Vertical Lauch System) simili a quelli della nuova classe Yasen russa, che è stata recentemente lanciata e rappresenta la fusione perfetta tra i sottomarini da attacco e i lanciamissili da crociera. Nel caso che il sottomarino cinese fosse un Type-093 migliorato, si pensa che potrà trasportare più missili da crociera tipo Yj-18, un vettore antinave e da attacco terrestre entrato in servizio nel 2014 con un raggio d’azione, a seconda delle varianti, compreso tra i 220 e i 540 chilometri.

Tuttavia, riportano sempre gli esperti, le misurazioni approssimative effettuate sulla sezione vista da satellite, rendono più probabile che si tratti di una classe di battelli completamente nuova, che si prevede – che sia Ssn o Ssbn – molto più silenziosa di quelle precedenti.

La Type-095, ovvero il sottomarini da attacco, può diventare molto rilevante qualora la Pla Navy, la marina cinese, decida di aumentare la sua presenza nell’Oceano Indiano, come peraltro sembra si stia accingendo a fare in quanto sta predisponendo tutte le pedine per questa mossa nello scacchiere Indopacifico. Una recente analisi, effettuata incrociando i dati dei “transponder” di navigazione marittima (l’Ais – Automated Information System) e la ricognizione, ha infatti evidenziato che la Cina sta letteralmente passando al pettine vasti tratti di Oceano Indiano con le sue navi oceanografiche, che, lo ricordiamo una volta di più, raccolgono dati sul battente d’acqua e sui fondali che hanno un utilizzo duale: puramente accademico, per quanto riguarda gli studi di climatologia e oceanografia, e anche militare.

Temperatura e salinità sono due parametri molto importanti per la navigazione sottomarina: un battello può infatti letteralmente nascondersi dagli apparati acustici avversari sfruttandone le brusche variazioni (definite rispettivamente termoclino e aloclino). Anche per questo la rivale regionale più importante della Cina, l’India, ha riesumato l’idea di disseminare i fondali dell’Oceano Indiano in prossimità dei passaggi obbligati che lo mettono in comunicazione col Pacifico, di sistemi di rilevamento acustico, né più né meno come la catena di ascolto Sosus statunitense.

Tornando al misterioso vascello, secondo gli esperti la prossima sezione ad essere costruita dovrebbe essere il compartimento macchine, seguita dal compartimento reattore. Per capire davvero, però, di che tipo di classe si tratti, dovremo ancora attendere e soprattutto eseguire un’analisi attenta per interpretare ciò eventualmente potremo osservare in anteprima tramite la ricognizione satellitare.

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