Un occhio sul terreno di battaglia in Ucraina, l’altro nel Mar Mediterraneo. La Russia apre un nuovo fronte nella sfida contro la Nato inviando un sottomarino nucleare nelle acque mediterranee. Chiaro l’intento di Vladimir Putin: mettere pressione all’Alleanza Atlantica, non solo nel tentativo di intimorirla di fronte a eventuali, prossime nuove mosse, ma anche per monitorare da vicino i movimenti marittimi rivali.

È così che, secondo quanto riferito dal sito di tematiche militari navali Covertshores, Mosca avrebbe inviato in loco un sottomarino a propulsione nucleare d’attacco di classe Akula; un modello che raggiunge la lunghezza di circa 110 metri e munito di missili cruise ma privi di testata nucleare. La notizia non è stata confermata dal Cremlino ma, sempre secondo le ultime indiscrezioni, nel Mediterraneo starebbero agendo – per giunta non distanti da una portaerei Nato – anche due incrociatori di classe Slava, versioni teoricamente dotate di missili anti-nave per renderle idonee a missioni di scorta e di prima linea.

La flotta russa nel Mediterraneo

Gli incrociatori di classe Slava si troverebbero a ovest di Creta. Scendendo nel dettaglio, si tratterebbe dell’Ustinov della Flotta del Nord, visibile recentemente sulle immagini satellitari, e di Varyag della Flotta del Pacifico. Nel Mediterraneo orientale ci sarebbero anche la fregata ammiraglio Grigorovich e la corvetta classe Buyan-M Orekhov. Entrambe sono in grado di trasportare missili anti nave 3M54T Kalibr (SS-N-27 SIZZLER) o P-800 Oniks (SS-C-5 STOOGE). Possono anche trasportare missili da crociera da utilizzare per ipotetici attacchi terrestri.

Eccola, al suo completo, la flotta che da ormai più di un mese sta pattugliando le acque del Mar Mediterraneo. Mancava soltanto a ciliegina sulla torta che, a quanto pare, si sarebbe materializzata sotto forma del sottomarino nucleare Akula. Per ricapitolare, al netto dei dubbi che aleggiano sull’Akula, troviamo due fregate, due caccia, una corvetta e due sottomarini convenzionali, i cosiddetti Khilo.

Il piano di Mosca

Si potrebbe pensare che la flotta russa sia stata posizionata nel Mediterraneo per rafforzare l’attacco sull’Ucraina. Certo, le unità sopra citate possono contare su missili cruise Kalibr – gli stessi che stanno cadendo su Kiev e dintorni – ma la loro posizione potrebbe avere ben altri fini strategici. Anche perché nessuno di questi mezzi è stato coinvolto nel conflitto. E allora, perché si trovano da quelle parti?

È altamente probabile che Putin voglia utilizzare questa flotta come deterrente contro la Nato. In particolare, così facendo Mosca metterebbe pressione sullo stretto del Bosforo e sulla bocca d’ingresso al Mar Nero. Nelle scorse settimane la flotta russa si era radunata nei pressi della Siria, per poi spostarsi verso Cipro. Adesso non dovrebbe essere lontana da Creta. Appare evidente come Mosca voglia monitorare le forze Nato, tra cui la portaerei Truman statunitense e la Charles De Gaulle francese, entrambe attive nell’inviare caccia sulle coste della Romania.


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“Questo aspetto è stato enfatizzato con la crisi ucraina, ma già nei mesi precedenti abbiamo registrato un notevole aumento della flotta russa nel Mediterraneo”, ha spiegato recentemente l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato maggiore della Marina Militare, in audizione alle commissioni Difesa di Camera e Senato. “Nel 2016 la Russia era presente con una nave nel porto di Tartus (Siria). Negli anni successivi la flotta è aumentata fino ad arrivare ad una presenza di 10-12 tra navi e sommergibili nel Mediterraneo e in questi giorni stiamo assistendo ad un notevole transito di unità russe”, ha concluso lo stesso ammiraglio.

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