Via gli Usa sì, ma al contempo ecco che si fa strada l’idea di un contingente Nato: le ultime evoluzioni dalla Siria e sulla Siria, suggeriscono da più parti questa ipotesi come tra le più accreditate per i prossimi mesi, quando cioè i militari americani dovrebbero completare il ritiro dal paese arabo. A rivelarlo sono funzionari Usa all’Associated Press.

La Nato al posto del contingente Usa?

L’annuncio di dicembre da parte di Donald Trump coglie di sorpresa un po’ tutti, anche nella stessa Washington. Il ritiro dalla Siria di cui espressamente parla il presidente Usa, spiazza il Pentagono e porta alle dimissioni dell’allora segretario alla difesa, James Mattis. Ed ovviamente tutto questo ha importanti implicazioni all’interno dello scacchiere mediorientale. Con gli Stati Uniti che tolgono i propri militari a sostegno dei filo curdi, si certifica la vittoria militare di Assad e si creano i presupposti per un dialogo proprio tra il presidente siriano e le stesse forze curde. Ma restano aperti non pochi nodi, a partire da quello turco.

Erdogan, che considera le milizie Sdf alla stregua dei terroristi curdi turchi del Pkk, con l’addio degli Usa vorrebbe ripetere ad est dell’Eufrate la stessa esperienza già compiuta ad Afrin e Jarabulus: ossia l’ingresso di miliziani filo turchi e di forze speciali turche a discapito delle truppe dell’Sdf. Una circostanza che continua a non piacere ai generali americani, dopo il sostegno dato in questi anni ai filo curdi. Un elemento che da più parti si vorrebbe evitare, pena anche il rafforzamento dell’asse tra Mosca ed Ankara inaugurato a partire dalle settimane successive al fallito colpo di Stato turco del luglio del 2016. Ecco perchè dunque un continente internazionale a guida Nato sarebbe il giusto compromesso: da un lato Trump salverebbe i suoi propositi di ritiro delle truppe Usa dalla Siria, dall’altro i curdi non verrebbero lasciati i curdi in balia delle mire di Erdogan.

La possibile funzione del contingente internazionale

Ed in effetti, la forza a guida dell’alleanza atlantica dovrebbe fungere da cuscinetto nel nord della Siria. In tal modo ovviamente verrebbero placate le preoccupazioni turche: con la Nato schierata lungo il confine tra le zone del paese arabo controllate dai curdi e la Turchia, Erdogan non dovrebbe temere possibili collegamenti logistici e politici tra il Pkk e le forze Sdf. Dunque, una soluzione che accontenterebbe tutti e forse pure la stessa Russia. Mosca sta cercando una via d’uscita politica, dopo aver messo al sicuro la vittoria militare dell’alleato Assad. Dal Cremlino si prova in queste settimane a convincere la Turchia a riprendersi i “propri” terroristi ancora presenti ad Idlib, proprio perchè ulteriori sforzi militari sarebbero eccessivamente onerosi anche per lo stesso esercito siriano. Una via politica, in cui certamente potrebbe rientrare la possibile forza cuscinetto nel nord del paese.

Ma ancora il tutto ha un rango di mera ipotesi. Non ci sono certezze e, fanno notare fonti della difesa italiana a La Stampa, tutto dovrebbe comunque passare da un mandato dell’Onu. Insomma, dettagli e nodi politici sono ancora da ultimare e sciogliere. Pur tuttavia, l’idea di una forza internazionale a guida Nato in Siria non sembrerebbe da scartare a priori.

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