Gli Stati Uniti avvertono gli aerei di linea che sorvolano il Golfo: le nostre navi da guerra potrebbero compiere “errate identificazioni“, esponendovi a rischi incalcolabili. Nel 1988, al culmine della tensione tra Stati Uniti e Iran, un areo di linea venne abbattuto proprio per un’errore di identificazione: le 290 persone a bordo persero la vita per un missile Aegis che pensava di aver agganciato un F-14 dell’Aeronautica iraniana su una rotta già seguita in precedenza. Le recenti tensioni potrebbe riportarci a quei giorni. Per ora il traffico aereo su Emirati e Oman rimane immutato.

L’avvertimento è stato trasmesso dai posti diplomatici statunitensi dalla Federal Aviation Administration – agenzia del Dipartimento dei Trasporti incaricata di regolare e sovrintendere a ogni aspetto riguardante l’aviazione civile – che ha sottolineato i rischi cui potrebbero essere sottoposti i voli di linea che sorvoleranno gli spazi aerei nel Golfo Persico, al centro delle crescenti tensioni tra i paesi della regione che hanno portato Washington a inviare un Carrier Strike Group e schierare sistemi missilistici anti-aerei “Patriot”.

L’ordine trasmesso sabato dai diplomatici statunitensi in Kuwait e dagli Emirati Arabi Uniti invita tutte le compagnie aeree commerciali che intendano far sorvolare ai loro velivoli le acque del Golfo Persico e del Golfo di Oman ad essere consapevoli delle  “crescenti attività militari” e dell’ “aumento della tensione politica”. Lo schieramento di unità da battaglia e sistemi anti-aerei rappresenta un “rischio”, benché involontario, per tutti i voli civili a causa di “potenziali errori di calcolo” o di “errata identificazione”, riporta l’avvertimento. In un momento di massima tensioni infatti, un velivolo che non rispondesse adeguatamente alle comunicazioni o non fosse identificato correttamente potrebbe diventare un possibile bersaglio, o peggio trovarsi al centro di un duello aereo, o di altri tipi di operazioni militari che potrebbero comunque tracciarlo. I caccia intercettori dei Paesi che affacciano sul Golfo potrebbero essere inviati in scramble per identificarlo, e tutte queste variabili potrebbero scatenare ulteriori tensioni o portare a incidenti che potrebbero tramutarsi in un casus belli.

I velivoli civili inoltre potrebbero essere vittime di interferenze e riscontrare problemi alla strumentazioni di volo e navigazione. Il blocco delle comunicazioni di un operazioni di guerra elettronica, lanciata ad esempio da un caccia E/A-18 “Growler” imbarcato sulla Uss Linclon potrebbe rendere impossibile la ricezione e l’invio di comunicazioni radio – con conseguenza gravissime per la corretta proceduta di identificazione del velivolo.

L’incidente del 1988

L’avvertimento lanciato dagli Usa fa immediatamente tornare ai giorni dell’Operazione Praying Mantis, quando nel mezzo di una scontro navale durato appena un giorno nel Golfo Persico – che vedeva contrapposte forze statunitensi e l’Iran – il volo Iran Air 655 venne abbattuto per errore da un missile anti-aereo Aegis lanciato dall’incrociatore Uss Vincennes, coinvolto in una battaglia navale con dei pattugliatori costieri iraniani che avevano aperto il fuoco su un elicottero statunitense. L’Aribus A300  venne scambiato per un F-14 dell’Aeronautica iraniana, e la nave da guerra americana lanciò immediatamente due missili che raggiungendolo uccisero sul colpo tutte le 290 persone a bordo del volo. Il volo era diretto a Dubai.

La situazione attuale

Attualmente il Golfo è considerato uno degli scali più importanti per le rotte aeree che collegano l’Oriente con l’Occidente. L’aeroporto internazionale di Dubai negli Emirati Arabi Uniti – sede delle compagnie aeree Emirates – è diventato negli anni lo scalo con maggiore traffico aereo del mondo per quanto riguarda i viaggi internazionali. Estremamente battuto dai vettori a lungo raggio delle compagnie Etihad e Qatar Airways e Oman Air, oltre che tutte le compagnia di bandiera dei maggiori paesi del mondo. Secondo quanto affermato dall’analista dell’aviazione Alex Macheras interpellato dal Al Jazeera , per ora il traffico aereo nella regione del Golfo non ha subito alcuna mutazione. “Le compagnie aeree garantiranno inoltre che l’equipaggio di condotta sia molto reattivo nei confronti dei controllori del traffico aereo, come di consueto, al fine di evitare errori di identificazione dovuti a mancanza di comunicazione”, ha aggiunto l’analista.

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