È Zaporizhzhia il vero fronte dei combattimenti della prima notte di offensiva nel Donbass. Un attacco a sorpresa da parte dei russi, volto a mettere ulteriore pressione alle truppe ucraine stanziate nell’est del Paese. L’azione è partita nella tarda serata di lunedì, quando è apparso evidente il via libera arrivato da Mosca su quella che da molti viene dipinta come la “seconda fase” della guerra in Ucraina. Zaporizhzhia si trova a metà tra Dnipro e la regione costiera del Mar d’Azov. Ma soprattutto il suo entroterra è confinante con gli oblast di Donestk e Lugansk. Avanzare da queste parti vuol dire tagliare in due l’est dell’Ucraina, bloccare le linee di rifornimento di Kiev e pensare seriamente a un lungo assedio delle principali città del Donbass in mano alle forze ucraine.



L’attacco da sud

Si è capito che la grande offensiva sul Donbass era iniziata quando sono arrivate notizie di continui raid lungo le postazioni di difesa di Kiev situate attorno la linea di contatto, il confine militare cioè stabilito già nel 2014 dagli accordi di Minsk e che divide il Donbass controllato dai separatisti filorussi da quello invece in mano ucraina. Altri attacchi sono stati segnalati su Mykolaiv, città per la verità lontana dalle regioni orientali ma vicina a Odessa, altro luogo “caldo” per le offensive russe. Ma via terra le prime vere avvisaglie della nuova battaglia sono arrivate per l’appunto dalle regioni a est di Zaporizhzhia. Quest’ultima è una città da oltre mezzo milioni di abitanti, importante snodo commerciale lungo il fiume Dnepr in tempo di pace e salita agli onori delle cronache in tempo di guerra per via della centrale nucleare che ospita e che a inizio marzo è stata occupata dai russi.

L’impianto per la verità è ad almeno 20 km a sud dal centro di Zaporizhzhia, essendo stanziato nella piccola località di Enerhodar. La città è invece saldamente in mano ucraina. Adesso rischia di essere circondata. Le campagne a est sono adesso il terreno quasi perfetto per le truppe di Mosca per provare ad avanzare. Si tratta di territori pianeggianti, con poche barriere naturali se non quelle dei corsi d’acqua affluenti del Dnepr. Ma soprattutto qui i russi premevano già da tempo. Le stesse truppe entrate il 24 febbraio dalla Crimea e che hanno occupato le coste dell’Azov e hanno assediato Mariupol, possono adesso provare a sfondare verso nord e premere in direzione del Donbass. Staromayorske, Makarivka, Malinovka e Poltavka sono soltanto alcune delle località in questo momento sotto attacco. Da ore vengono segnalati tiri di artiglieria, raid dal cielo e tentativi di conquista delle principali postazioni difensive.

Perché Mosca ha aperto il fronte di Zaporizhzhia

Avanzare lungo la campagna di Zaporizhzhia potrebbe avere due finalità ben precise. In primo luogo, distrarrebbe molte truppe ucraine inviate verso il Donbass. L’esercito di Kiev si è difeso egregiamente dal 24 febbraio in poi, ma ha perso molte unità e molti mezzi e i raid russi degli ultimi giorni hanno inciso sulla capacità di far affluire rifornimenti nelle zone dei combattimenti. La coperta dunque è sempre più corta. Per difendere Zaporizhzhia le truppe ucraine sono adesso costrette a dispiegare molti dei propri uomini impegnati più a nord, lì dove ci si aspetta la grande offensiva da parte di Mosca per città importanti quali Kramatorsk, Slovjansk e Severodonetsk, forse i veri obiettivi del Cremlino. L’apertura del fronte di Zaporizhzhia quindi potrebbe costringere Kiev a disperdere le proprie truppe nell’est e a rendere meno potente la difesa nei punti più caldi del Donbass.

L’altra finalità è invece meramente territoriale. Il fronte sud cioè non è soltanto un motivo di distrazione per le forze di difesa, ma anche una zona la cui conquista permetterebbe un primo accerchiamento delle province orientali dell’Ucraina. Avanzando da qui infatti verrebbero tagliate le vie di rifornimento dall’ovest del Paese e le truppe di Mosca potrebbero congiungersi con le unità in avanzata dal fronte nord di Izyum, cittadina anch’essa strategica tra Kharkiv e Lugansk conquistata dai russi nei giorni scorsi. Una manovra a tenaglia quindi che potrebbe costringere gli ucraini o ad arretrare dal Donbass oppure a subire un assedio dagli esiti ben prevedibili.

Occhi puntati su Dnipro

L’avanzata su Zaporizhzhia inoltre pone al centro della questione anche la sicurezza di Dnipro, tra le cinque città più grandi dell’Ucraina e porta di accesso alle regioni centrali del Paese. Dnipro non è lontana dai fronti aperti dai russi nelle ultime ore. La scorsa settimana è stato bombardato l’aeroporto internazionale e la periferia anche nelle ultime ore è stata raggiunta dai raid russi. La sua regione potrebbe essere un altro obiettivo da parte di Mosca per costringere gli ucraini a disperdere ulteriormente le proprie forze di sicurezza. Difficile da prevedere le evoluzioni delle battaglie da queste parti, c’è di certo che l’apertura del fronte di Zaporizhzhia ha mezzo a Kiev maggior pressione e potrebbe significare anche maggiori pericoli per la difesa dell’intero est dell’Ucraina.

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