Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha lanciato l’allarme: l’esercito russo starebbe deportando illegalmente migliaia di civili ucraini catturati verso la Russia. A detta del primo cittadino, costoro sarebbero stati portati in remote città della Russia, “deportati come fecero i nazisti durante la seconda guerra mondiale”.

Nel pomeriggio la Farnesina ha risposto a Mosca, respingendo “con fermezza” le “dichiarazioni minacciose” secondo cui eventuali nuove sanzioni alla Russia comporterebbero conseguenze irreversibili per l’Italia. L’Italia ha inoltre invitato il Ministero degli Esteri russo ad “agire per la cessazione immediata dell’illegale e brutale aggressione” nei confronti dell’Ucraina. Nel frattempo, dal Regno Unito è arrivato un duro attacco di Boris Johnson all’indirizzo di Vladimir Putin, paragonato dal premier britannico ad uno “spacciatore da strada” che “crea dipendenza” dal petrolio e dal gas.

In un nuovo video pubblicato sul suo canale Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto direttamente al presidente russo Vladimir Putin, invocando un incontro con il capo del Cremlino: “Adesso è tempo di tornare a parlare, è tempo di vederci – ha dichiarato – è tempo di ridare l’integrità territoriale e la giustizia all’Ucraina”. Al momento, però, da Mosca non arrivano segnali in questa direzione. “Se non c’è un testo trattato – è stata la risposta del portavoce del Cremlino – non ci può essere un incontro”.

🔴 La diretta:


Ore 21:32| Bombardamenti a Kharkiv: morti e feriti

Vi sono stati nuovi bombardamenti russi su Kharkiv, che hanno causato incendi. Sono stati colpiti anche edifici residenziali. Secondo informazioni preliminari del Centro emergenze mediche, vi sono diversi morti e alcuni feriti, fra cui un bambino. Lo scrive l’Ukrainska Pravda.


Ore 20:35| Sindaco Mariupol: “Migliaia di ucraini deportati illegalmente in Russia”

Migliaia di residenti di Mariupol sono stati portati in remote città della Russia, “deportati come fecero i nazisti durante la seconda guerra mondiale”. La denuncia è del Sindaco della città martoriata dalla guerra Vadym Boichenko, che ha postato su Telegram un comunicato, riferisce Ukrinform. “Nell’ultima settimana, diverse migliaia di residenti di Mariupol sono stati portati in Russia. Gli occupanti hanno portato via illegalmente persone dal distretto di Livoberezhny e da un rifugio antiaereo nell’edificio di un club sportivo, dove più di mille persone, soprattutto donne e bambini, si nascondevano dai bombardamenti”, ha detto.


Ore 19:55| Russia verso blocco export zucchero, grano e mais

La Russia è pronta a vietare l’esportazione di grano e zucchero per mantenere la stabilità del mercato interno. Lo ha annunciato – secondo quanto riporta l’Interfax – la vice premier Victoria Abramchenko su Telegram sottolineando di aver approvato “gli atti introdotti dal Ministero dell’Industria e del Commercio per vietare l’esportazione di zucchero bianco e grezzo dalla Federazione Russa fino al 31 agosto, così come quella di grano, segale, orzo e mais fino al prossimo 30 giugno”. Il ministero dell’Agricoltura ha detto a Interfax che il divieto potrebbe scattare da domani.


Ore 19:25| Onu: 847 vittime tra civili da inizio guerra

Sono 847 le vittime civili da quando è cominciata l’invasione russa in Ucraina, secondo i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.


Ore 18:17| Draghi: “Da Mosca parole inaccettabili”

“Esprimo piena solidarietà al Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, vittima di attacchi da parte del Governo russo. Il paragone tra l’invasione dell’Ucraina e la crisi pandemica in Italia è particolarmente odioso e inaccettabile. Il Ministro Guerini e le forze armate sono in prima linea per difendere la sicurezza e la libertà degli italiani. A loro va il più sentito ringraziamento del Governo e mio personale.” Lo afferma il premier Mario Draghi.


Ore 17:53 | Kiev: evacuati 190mila civili con corridoi umanitari

L’Ucraina ha fatto evacuare 190mila civili dalle zone del conflitto attraverso i corridoi umanitari dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha comunicato la vice premier Iryna Vereshchuk in un’intervista, come riportano i media internazionali.


Ore 17:11 | Guerini: “Non diamo peso a propaganda. Italia a fianco dell’Ucraina”

“Non diamo peso alla propaganda. Incoraggiamo invece ogni passo politico e diplomatico che metta fine alle sofferenze del popolo ucraino. L’Italia è a fianco dell’Ucraina e continuerà ad esserlo”. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.


Ore 16:46| Ankara: “Le condizioni di Putin per incontro con Zelensky”

Nel colloquio telefonico avuto nei giorni scorsi con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Vladimir Putin ha elencato diverse condizioni per poter dare il via libera ad un suo incontro con Volodymyr Zelensky. Lo ha affermato il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, che ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Hurriyet. “La prima – ha spiegato – è la neutralità dell’Ucraina, che equivale alla sua rinuncia all’ingresso nella Nato. La seconda è il disarmo e le garanzie di sicurezza reciproca sulla base del modello austriaco. Terzo, il processo che la parte russa indica come ‘denazificazione. Quarto, la rimozione degli ostacoli a un uso generalizzato della lingua russa in Ucraina“.

Secondo il portavoce di Ankara, “qualche progresso è stato fatto sui primi quattro articoli dei negoziati in corso”, ma “è troppo presto per dire che c’è un accordo pieno o che un accordo sta per essere firmato”. Putin ha però poi avanzato altre due richieste, che sono “le più difficili”, ha ammesso Kalin: vale a dire il riconoscimento dell’annessione della Crimea e il riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, richieste che “non sono accettabili per l’Ucraina e la comunità internazionale”. Secondo il portavoce di Erdogan, “se ci sarà un accordo sui primi quattro punti, allora ci potrà essere una discussione a livello di leader riguardo il quinto ed il sesto”.


Ore 15:26 | Farnesina respinge le minacce russe sulle sanzioni

La Farnesina “respinge con fermezza le dichiarazioni minacciose del Direttore del Dipartimento europeo del Ministero degli Esteri russo Alexei Paramonov, secondo cui eventuali nuove sanzioni” alla Russia “comporterebbero conseguenze irreversibili per l’Italia e invita il Ministero degli Esteri” russo ad “agire per la cessazione immediata dell’illegale e brutale aggressione” nei confronti dell’Ucraina, “che la Farnesina condanna fortemente”. L’Italia coi partner europei ed internazionali – sottolinea una nota – continuerà a esercitare ogni pressione affinché la Russia torni nel quadro della legalità internazionale.


Ore 14:53 | Lukashenko: “Putin più in forma che mai”

Vladimir Putin è “più in forma che mai”: parola del leader bielorusso Alexander Lukashenko. “Io e lui non ci siamo incontrati solo in quanto capi di Stato, i nostri sono rapporti di amicizia. Sono assolutamente al corrente di tutto ciò che lo riguardi, per quanto possibile, sia sulle questioni politiche che su quelle personali”, ha affermato Lukashenko in un’intervista ad una tv giapponese, secondo quanto riporta l’agenzia di Minsk Belta. “Putin è assolutamente in forma, è più in forma che mai. Stiamo parlando di una persona completamente sana, è un atleta”, ha concluso.


Ore 14:46 | Johnson: “Putin uno spacciatore da strada di petrolio e gas”

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, nel suo intervento alla conferenza del partito conservatore a Blackpool, ha paragonato il presidente russo, Vladimir Putin, a uno “spacciatore da strada” che “crea dipendenza” dal petrolio e dal gas di Mosca. “La guerra di Putin ha lo scopo di causare danni economici all’Occidente e di procurare a lui benefici”, ha proseguito Johnson, “sa che con ogni dollaro di aumento del prezzo di un barile di petrolio, incassa miliardi di entrate in più dalle vendite di petrolio e gas e questo è l’aspetto tragico della situazione”. “Ora vuole indebolire la volontà collettiva di resistere spingendo in altro il costo della vita, colpendoci alla pompa di benzina e alla nostra bolletta del carburante, quindi dobbiamo rispondere”, ha detto ancora Johnson.


Ore 14:29 | Sirene di allarme aereo nuovamente attivate a Leopoli

Per la seconda volta nel giro di poche ore nella città di Leopoli sono state nuovamente attivate le sirene di allarme aereo. Questa mattina, poco dopo le ore 11:30 locali, l’allarme era stato attivato e poi revocato dopo circa un’ora. Per fortuna non sono state udite esplosioni in quell’occasione. Si teme adesso un possibile nuovo attacco in uno degli obiettivi militari attorno la città.


Ore 14:23 | Ministero Esteri Mosca: “Guerini falco anti russo”

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini è stato definito da un funzionario del ministero degli Esteri russo, Alexei Paromonov, “uno dei principali falchi e ispiratori della campagna antirussa del governo italiano”.

Ore 14:20 | Sette morti dopo un raid nella regione di Kiev

Il servizio di sicurezza e gestione delle emergenze ucraine ha fatto sapere che almeno sette civili sarebbero rimasti uccisi a seguito di un raid avvenuto a Makariv, nella regione attorno Kiev. Nel bombardamento almeno cinque civili invece sarebbero rimasti feriti e portati in ospedale a Kiev.


Ore 14:05 | Attacchi russi attorno Donetsk

Diversi attacchi dell’esercito russo sarebbero stati compiuti nell’oblast di Donetsk, nelle zone controllate dall’esercito ucraino. A riferirlo sono fonti militari ucraine sui canali Telegram. Le città coinvolte sarebbero Avdiivka, Kramatorsk, Pokrovsk, Novoselydivka, Verkhnotoretske, Krymka e Stepne, oltre ovviamente a Mariupol.

Di Donetsk, ma da un punto di vista diverso, ha parlato il presidente russo Vladimir Putin in mattinata con il premier lussemburghese Bettel. Lo ha sottolineato il Cremlino, secondo cui Donetsk e la sua regione appaiono ancora oggi pesantemente e costantemente sotto attacco ucraino.


Ore 13:09 | Lavrov: “Americani impediscono agli ucraini di accettare anche le nostre condizioni minime”

“Gli Stati Uniti tengono per mano la delegazione ucraina nei negoziati di pace con la Russia e stanno impedendo a Kiev di accettare le richieste minime di Mosca”: a dichiararlo su Interfax è stato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

“Abbiamo sempre favorito una soluzione diplomatica di ogni problema quando Zelensky propose colloqui nel pieno delle ostilità – ha proseguito Lavrov – alle quali il nostro presidente ha acconsentito. E sono così iniziati i colloqui. Questo è accaduto malgrado la delegazione ucraina abbia iniziato a prendervi parte per lo più in modo, per così dire, solo formale”.


Ore 12:49 | Kiev: “Aperti campi di prigionia per soldati russi”

“In Ucraina sono stati aperti campi speciali per prigionieri di guerra russi”. Lo ha reso noto il procuratore generale ucraino Irina Venediktov in un’intervista alla Bbc. “I campi di prigionia sono già presenti, ci abbiamo lavorato su, perché è un passaggio richiesto dalla Convenzione di Ginevra – si legge nelle sue dichiarazioni – Ai prigionieri sono fornite anche le cure mediche quasi allo stesso livello dei nostri ragazzi”.

Ci stiamo comportando come un Paese civile che respinge l’aggressore, ma non diventa a sua volta aggressore. Irina Venediktov


Ore 12:32 | Operativi nove corridoi umanitari

In tutta l’Ucraina sono nove i corridoi umanitari attivi questa mattina per permettere l’uscita dei civili dai fronti più caldi e portare aiuti e cibo nelle città maggiormente provata dalla guerra. Lo ha fatto sapere, durante una conferenza stampa a Kiev, il vicepremier ucraino Iryna Vereshchuk. Corridoio aperto anche a Mariupol, lì dove si sta combattendo anche in centro città tra russi e ucraini e dove oramai le forze di Mosca avrebbero il controllo di gran parte del territorio.


Ore 11:25 | Lukashenko: “Guerra finirebbe con telefonata Usa a Zelensky”

“La guerra potrebbe finire molto rapidamente se il presidente degli Stati Uniti Joe Biden chiamerà il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky; Probabilmente non chiamerà. Perché la situazione che si sta sviluppando in Ucraina è molto vantaggiosa per gli americani”. Sono queste le parole pronunciate dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko in un’intervista rilasciata alla tv giapponese ‘Tbs’.

Zelensky riceve istruzioni dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e dal primo ministro britannico Boris Johnson. Alexandar Lukashenko


Ore 10:45 | Sirene di allarme aereo a Leopoli

Sono scattate di nuovo, dopo gli allarmi notturni, le sirene anti aeree nella città di Leopoli. Da quando è iniziato il conflitto è la prima volta che da queste parti l’allarme è scattato in orari non notturni. Testimoni riferiscono che molti cittadini sono stati colti di sorpresa mentre erano all’aperto normalmente in giro per il centro cittadino ed è scattata la corsa per raggiungere i rifugi.


Ore 10:24 | Sanzioni, Mosca minaccia l’Italia

“L’Italia  se dovesse assumere un atteggiamento ancora più duro sul piano delle sanzioni subirebbe conseguenze irreversibili”. A pronunciare questa frase su Ria Novosti è stato Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo. Nelle sue dichiarazioni, Paramonov ha fatto riferimento alla guerra “economica e finanziaria totale” alla Russia di cui ha parlato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire nei giorni scorsi.

Non vorremmo che la logica delle dichiarazioni del ministro trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili. Alexei Paramonov


Ore 10:15 | Donetsk: “Evacuati 400 civili da Mariupol nelle ultime 24 ore”

Circa 400 persone, compresi 89 bambini, sono state evacuate da Mariupol nelle ultime 24 ore. Lo hanno reso noto i vertici della difesa dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk: “Un totale di 389 persone, inclusi 89 bambini, sono state evacuate da Mariupol a Bezymenne nel distretto di Novoazovsk – si legge – nel periodo compreso tra le 8:00 dell’11 marzo e le 8:00 del 18 marzo”.

Un’immagine di uno dei più recenti bombardamenti su Mariupol

Ore 10:13 | Coprifuoco di 38 ore a Zaporizhzhia

Nella città ucraina di Zaporizhzhia scatterà a partire dalle ore 15 un coprifuoco di 38 ore. Lo ha affermato il sindaco Anatoliy Kurtiev a seguito del divieto di circolazione nella città ordinato dalle autorità militari ucraine. La città, situata lungo le sponde orientali del Dnepr nella zona meridionale del Paese, è in mano ucraina mentre la locale centrale nucleare, la più grande d’Europa, è in mano russa.


Ore 9:48 | Fonti ufficiose ucraine: “Mariupol può considerarsi caduta”

Sui social e su Telegram diverse fonti ucraine danno oramai Mariupol per persa: “Si combatte ancora – riferisce una delle fonti – ma soltanto in alcune piccole sacche di resistenza”. Nessun commento per il momento dal ministero della Difesa di Kiev.


Ore 9:22 | Ucciso un altro generale russo, l’Ucraina parla di 14mila soldati russi morti nelle operazioni

Si chiamava Andrei Mordvichev ed è morto nella città di Chernobayevka il quinto generale russo ucciso nelle operazioni di guerra in Ucraina. A riferirlo sono fonti della Difesa ucraina. Intanto il bilancio stilato di Kiev sulle perdite russe sale a 14mila soldati di Mosca morti dall’inizio del conflitto. A livello di perdite materiali, i russi avrebbero perso 95 aerei, 115 elicotteri, 466 carri armati, 3 barche, 17 droni e 72 lanciarazzi.


Ore 9:07 | Kiev denuncia la distruzione di una grande acciaieria a Mariupol

“La situazione a Mariupol è catastrofica. Ci sono combattimenti in corso per l’acciaieria Azovstal. Sulla base dei dati disponibili, possiamo dire che ha abbiamo perso questo colosso economico, uno dei più grandi impianti in Europa è andato distrutto”. A riferirlo è una fonte del ministero della Difesa ucraino.


Ore 9:05 | Mosca: “Usati missili ipersonici”

Il ministero della Difesa della federazione russa ha riferito alla stampa di aver usato, nella notte appena trascorsa, missili ipersonici capaci di eludere i radar dei sistemi di difesa antiaerea. I missili di questo tipo lanciati dalla Russia hanno distrutto nelle scorse ore un deposito di armi e munizioni a Ivano-Frankivsk, nell’ovest dell’Ucraina.


Ore 8:30 | Bombardamenti su Odessa

Diverse testimonianze sui social parlano di diversi raid compiuti nella notte nelle regioni attorno Odessa. I bombardamenti hanno preso di mira diversi obiettivi militari sensibili attorno la città che costituisce il principale porto ucraino sul Mar Nero. In particolare, Ria Novosti ha riferito della distruzione dei centri radio e intelligence attivi nella regione. I raid sarebbero avvenuti, secondo la Difesa russa, con l’impiego del sistema missilistico costiero Bastion.


Ore 8:12 | Morti 40 soldati ucraini a Mykolaiv

L’esercito di Kiev ha annunciato la morte di 40 soldati ucraini durante un raid avvenuto nella notte a Mykolaiv, città meridionale dell’Ucraina a metà strada tra Kherson e Odessa. Questo è uno dei fronti più caldi in quanto è proprio qui che i russi spingono per accelerare i piani di accerchiamento di Odessa e di conquista delle coste ucraine del Mar Nero.


Ore 7:29 | Kiev: “Perso temporaneamente l’accesso al Mar d’Azov”

Il governo ucraino ha dichiarato che in questa fase di assedio di Mariupol le forze di Kiev hanno “temporaneamente perso ogni accesso sul Mar d’Azov”. Una notizia che dimostrerebbe le difficoltà ucraine in queste ore nel mantenere Mariupol di fronte all’avanza russa nel centro della città.


Ore 4:00 | Zelensky invoca incontro con Putin, il Cremlino la pensa diversamente

In un videomessaggio pubblicato su Telegram, il presidente ucraino è tornato a chiedere un incontro con Vladimir Putin. “Torniamo a incontrarci, è tempo di parlare” ha dichiarato mentre sullo sfondo appare un palazzo governativo del centro di Kiev. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, nel corso della notte ha fatto sapere che tra Zelensky e Putin un incontro può esserci soltanto se ci sarà un testo trattato da firmare.

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