Erano stati mandati dallo Stato Islamico in Germania come richiedenti asilo. L’obiettivo era quello di infiltrarsi come “rifugiati” in Europa su preciso ordine dell’Isis. Lo hanno ammesso i tre immigrati attualmente sotto processo ad Amburgo con l’accusa di essere membri dell’organizzazione terroristica jihadista. I tre siriani, secondo quanto riferisce il Suddeutsche Zeitung, di età compresa tra i 19 e i 27 anni, sono arrivati ​​in Germania nel 2015 e sono stati arrestati nel settembre 2016 nei centri di accoglienza di Ahrensburg, Großhansdorf e Reinbek, nei pressi di Amburgo.

Negli ultimi otto mesi, come spiega Breitbart, i giudici del tribunale hanno cercato di acclarare se gli uomini fossero stati o meno stati inviati dal Califfato in Germania o se si fossero radicalizzati successivamente. Fino a al momento in cui l’indagine è arrivata a un punto di svolta, con la diretta ammissione degli stessi immigrati siriani della loro affiliazione allo Stato Islamico.

In Germania i tre siriani ammettono di essere affiliati all’Isis 

L’imputato più anziano, Mohamed A., 27 anni, ha confermato al giudice di essere stato mandato in Germania dall’Isis e di essersi infiltrato nell’ondata di rifugiati in attesa di nuove istruzioni. Il 27enne ha dichiarato inoltre di essersi addestrato con gli islamisti a Raqqa per tre mesi prima di dirigersi verso il cuore dell’Europa, con tanto di passaporto consegnatoli da un membro dell’organizzazione terroristica per 1500 dollari. Nel dicembre 2015, tre settimane dopo il suo arrivo nel paese tedesco, ricevette la visita della polizia presso il centro di accoglienza per un accertamento, ma non fu rilevato alcun contatto con i jihadisti.

Jihadisti tra i migranti, una minaccia da non sottovalutare

Che Daesh usi questa strategia per infiltrarsi in Europa non è una novità. A fine 2016, il Servizio federale di intelligence tedesca (Bnd) ha pubblicato un rapporto sostenendo che fossero centinaia i terroristi che stavano tentando di entrare in Europa come richiedenti asilo. Una preoccupazione che ha recentemente costretto Frontex a intervenire. Come riferito dal Telegraph, l’agenzia di frontiera europea ha da poco lanciato una nuova operazione navale nel Mediterraneo per fronteggiare i terroristi che tentano di raggiungere il continente europeo dal Nord Africa.

Il timore, infatti, è che dopo la sconfitta dello Stato islamico e del suo “Califfato” in Siria e in Iraq, gli estremisti tentino di infiltrarsi in Europa per compiere la loro vendetta. Frontex ha annunciato lo scorso 31 gennaio che la nuova operazione includerà “la raccolta di informazioni d’intelligence e altre misure volte a individuare combattenti stranieri e altre minacce terroristiche”.

L’operazione, chiamata Operation Themis, riguarderà il salvataggio dei migranti in mare, ma mira anche a prevenire l’arrivo di potenziali terroristi nel nostro paese. “La nuova operazione avrà un maggiore focus sull’applicazione della legge”, ha confermato l’agenzia. L’area operativa coprirà buona parte del Mediterraneo, comprese le acque al largo dell’Algeria, della Tunisia, della Libia, dell’Egitto e dell’Albania. 

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