Il trafficante di migranti si fa pubblicità anche su Facebook, senza remore, inserendo anche il proprio numero di telefono in modo da poter essere facilmente reperibile, tant’è che la trasmissione di Rete4, Stasera Italia, è riuscita a mettersi in contatto col soggetto in questione che ha candidamente illustrato come il prezzo della traversata sia di 1.300 euro e persino le caratteristiche dell’imbarcazione utilizzata: “È di legno, ha una capienza di 25 posti e un motore potente, Yamaha. Ora ho i profughi a casa e partiremo quando il tempo lo permetterà e se Dio vorrà”.

Sul noto social il trafficante utilizza il nome Murad Zu Wara, plausibilmente in riferimento alla città costiera di Zuwarah, nella Libia nord-occidentale a pochi chilometri dal confine tunisino, zona attualmente sotto il controllo dell’esecutivo di Al Serraj e dove lo stesso utente indica di risiedere.

Il profilo di Murad Zu Wara è più che eloquente: come immagine del profilo utilizza una foto di un barcone colmo di immigrati e in sovrimpressione il suo nominativo e numero di telefono. L’immagine di sfondo è invece la nave della ong tedesca Lifeline, sbarcata a Malta lo scorso giugno con a bordo 230 immigrati e il cui capitano, Peter Reusch, era stato arrestato dalle autorità maltesi e poi rilasciato su cauzione di 11mila euro.

In un’altra immagine pubblicata sul profilo di Murad Zu Wara si vedono tre passaporti algerini e altri tre egiziani con al centro il numero da chiamare che ricompare anche in altri post con vicino il nominativo “Haj Morad”.

Un aspetto di particolare interesse è il fatto che il profilo risulta registrato da poco, con primo post visibile risalente allo scorso 23 febbraio e con ultimo post risalente intorno a mezzogiorno del 29 marzo.

È possibile che il profilo sia stato creato, in previsione dell’arrivo del bel tempo, per pubblicizzare le traversate di disperati dalle coste libiche grazie alle favorevoli condizioni marittime. Ciò che lascia interdetti è però il fatto che il trafficante di esseri umani possa tranquillamente pubblicizzare la propria attività illecita su Facebook senza che il suo profilo venga in alcun modo oscurato.

Immaginiamo per un attimo cosa accadrebbe se un trafficante di stupefacenti pubblicizzasse la propria attività sul social con tanto di contatto di riferimento. Il paragone è più che legittimo trattandosi di due attività illegali.

Molto probabilmente Murad Zu Wara si sente protetto, altrimenti non pubblicizzerebbe tutto ciò sui social e non risponderebbe come ha fatto ieri sera ai giornalisti di Stasera Italia, fornendo prezzi e dettagli in tutta tranquillità. Il trafficante è plausibilmente conscio di poter operare indisturbato in quanto nessuno verrà a cercarlo. A questo punto si aprono dei nuovi interrogativi sul perché il soggetto in questione venga lasciato libero di agire alla luce del sole e sulle ragioni per il quale chi dovrebbe intervenire non lo fa.

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