C’è chi definisce questa proposta come “un’evoluzione” del diritto volta ad includere anche soggetti che provengono da culture diverse, ma c’è pure chi invece al contrario la vede come una vera e propria prima “picconata” data al principio della monogamia. In Germania fa discutere, e non potrebbe essere altrimenti, la proposta della deputata e ministro della Giustizia Katarina Barley, della Spd. In essa non si parla di possibilità di contrarre più matrimoni, ma di riconoscere eventuali altri matrimoni già contratti nei paesi di origine per i musulmani.

La proposta nel dettaglio

Nel diritto di tutti i paesi occidentali, un uomo può sposare una sola moglie e viceversa, in alcuni casi sono consentite le nozze anche a persone dello stesso sesso ma, in generale, la famiglia è composta da due persone che danno vita ad un’unione. Si sa come nel mondo musulmano, la regola è spesso diversa: seguendo i precetti del Corano, un marito può contrarre più matrimoni ed avere quindi più mogli. Non vale lo stesso per le donne, le quali possono invece avere soltanto un marito. È pur vero però che in molti paesi arabi il diritto inizia a non contemplare più la poligamia, in Tunisia è vietata ad esempio già a partire dal 1956. Anche in Turchia, paese musulmano ma non arabo, la poligamia non è consentita. Lo è però ancora in diversi altri paesi.

Da qui la proposta di Katarina Barley: riconoscere come mogli anche coloro che risultano sposate in seconde o terze nozze dal marito. In poche parole, chi arriva in Germania con una famiglia già formata da più mogli, può ugualmente avere la cittadinanza e dare a tutte le sue mogli analoghi diritti. Dagli assegni di sussidio, fino ad ogni forma di assistenza riconosciuta normalmente per la prima moglie. Non è dunque una legalizzazione della poligamia, visto che nella proposta viene ribadito il divieto di contrarre nuovi matrimoni quando si è in Germania, ma un riconoscimento di quelli già avuti nel paese da cui si proviene.

Una proposta che non passerà, ma che crea malumori

Lo Spd di Katerina Barley non governa da sola in parlamento, fa parte di una maggioranza formata con i rivali della Cdu, i cristiano democratici di Angela Merkel. Al di là del fatto che anche nello Spd non tutti sono d’accordo, la Cdu ovviamente alza le barricate contro una simile proposta. Lo stesso ministro dell’interno, il cristiano democratico Horst Seehofer, bolla la proposta come “pericolosa”: “Per ragioni umanitarie accogliamo anche chi ha una famiglia allargata – afferma il ministro – Ma concedere loro anche la cittadinanza e, con essa, stessi diritti mi pare un po’ troppo”. La proposta dunque non ha i numeri per essere approvata in parlamento e probabilmente sarà bocciata dalle Camere.

Il semplice fatto che se ne parli però, per molti, è già ritenuto pericoloso: di fatto, è lo sdoganamento del principio del divieto assoluto della poligamia. Il fatto che due o tre matrimoni contratti in un paese arabo vengano considerati validi anche se si va ad abitare a Berlino, potrebbe minare dalla base uno dei principi cardini dell’istituto familiare nel diritto tedesco. E, chissà, aprire le porte anche a future possibilità di contrarre direttamente in Germania nuovi matrimoni. La proposta, come detto, verrà cassata ma è destinata ugualmente a far discutere a lungo.

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