Il Niger continua ad essere alla ribalta, sotto un profilo politico ed economico, nell’area sub sahariana e del Sahel. Nella giornata di mercoledì, l’azienda algerina dell’energia Sonatrach ha affermato di aver scoperto un nuovo giacimento del petrolio nel nord del Paese: si tratta del primo importante pozzo contenente oro nero scovato nel Niger, un fattore che potrebbe portare ad una vera svolta nella regione. I fattori meritevoli di considerazione, in tal senso, sono molteplici: non solo il Niger si riscopre anche possessore di giacimenti petroliferi, ma la scoperta segna il definitivo ingresso nel mercato straniero dell’algerina Sonatrach, principale azienda africana del suo settore ed in grado di far guadagnare ad Algeri importanti posizioni estere sia sul campo economico che politico.

Il Niger sempre più importante nello scacchiere africano

Quando nello scorso dicembre il dibattito in Italia era fervente tra favorevoli e contrari alla missione militare in Niger, da più parti si è avuto modo di sottolineare l’importanza del paese nello scenario sub sahariano. Dall’immigrazione alle risorge energetiche, passando per la lotta al terrorismo islamico: chi mette piede in Niger, mette piede in una fetta molto ampia di interessi che riguardano il sempre più importante continente nero. Ecco perché l’Italia voleva andarci, allo stesso modo ecco anche il motivo per il quale da Parigi sembra arrivare un certo ostruzionismo verso la missione dei nostri militari nel paese africano: pochi giorni fa, è stato sottolineato come la squadra di soldati italiana arrivata nel Niger vive all’interno di una base militare americana senza poter uscire e senza, soprattutto, avere avuto il via libera formale del governo locale e con una popolazione non ben propensa ad accettare altri militari stranieri sul proprio territorio.

Molti paesi in questi ultimi mesi, non a caso, si sono messi verso il Niger: si è mossa tantissimo ovviamente la Francia, ex madrepatria, così come gli Usa, la Germania ma anche la stessa Italia, che sul finire dello scorso anno ha aperto per la prima volta una propria ambasciata a Niamey, capitale del paese africano. Il Niger ha alcune delle risorse d’uranio più grandi al mondo, la Francia prende da qui circa il 60% dell’intera quantità che serve per il proprio fabbisogno annuo tramite il colosso Areva, ma nel Niger a confluire sono anche gran parte dei migranti che dai paesi confinanti dell’Ecowas riescono poi a raggiungere la Libia. La scoperta del petrolio nel nord del paese, aumenterà senza dubbio l’appetibilità del Niger nel contesto internazionale, nonché la sua importanza sotto un profilo geo strategico.

L’operazione mandata in porto dalla Sonatrach

Nel gennaio scorso sul sito “Jeuneafrique.com” è apparso un articolo dal titolo: “Ould Kaddour, dal carcere alla testa di Sonatrach”. È lui alla testa di un gruppo che ha saputo imporsi come il più importante nel settore idrocarburi in Africa, ma che ha dato e sta donando all’Algeria un’importante posizione nel mercato ed a livello politico. Ould Kaddour, Ceo di Sonatrach dal 2017, ha in effetti una storia molto particolare: accusato di spionaggio nel 2007, viene rinchiuso a trenta mesi di carcere per una storia che lui stesso spesso ha definito come costruita di sana pianta per screditarlo; dopo due settimane di prigione, il presidente Bouteflika ha deciso di scagionarlo ma lui ha preteso di rimanere in galera. Una volta scarcerato, va a vivere a Dubai per rifarsi una nuova vita ma il richiamo alla guida di Sonatrach lo alletta tanto da fargli decidere per il ritorno in patria, contro la volontà di moglie e famiglia.

Da leader del colosso algerino, Kaddour è tra i principali artefici della svolta estera di Sonatrach: si contratta per investimenti in Iraq, così come in altri paesi del medio oriente oltre che a rinnovare le infrastrutture interne ed a ricercare ulteriori giacimenti in Algeria. Ma il perno di questa operazione è indubbiamente dato dalla scoperta mandata in porto nelle scorse ore in Niger: Sonatrach riesce a farsi dare la licenza dal governo nigerino per sondare il campo in un territorio posto a 100 km dal confine tra Algeria e Niger e, dopo diversi mesi di esplorazioni e trivellazioni, i tecnici algerini rilevano l’oro nero. Una svolta importante per tanti attori tutti africani: il Niger, in primo luogo, ma anche l’Algeria, il suo governo e soprattutto il suo colosso del petrolio. L’operazione compiuta da Sonatrach è destinata a lanciare l’azienda nordafricana in altri investimenti stranieri, in medio oriente e non solo.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.