È un video scioccante, quello diffuso dalla Cnn. Un vero e proprio mercato di esseri umani sarebbe presente in Libia ai danni dei migranti. “800, 900, 1000, 1100. Venduto!”, dice l’uomo che dirige la vendita. Parlano di un nigeriano, venduto, quasi che fosse un oggetto, come un “ragazzo forte, ideale per farlo lavorare in una fattoria”. 

Le scene raccolte dalla Cnn sono impressionanti. Poco fuori Tripoli i giovani vengono venduti come schiavi. Bastano poche centinaia di dollari e la pazienza di aspettare (e alzare il prezzo). 500, 55, 600 dollari. Il tariffario è vario e molto variabile: dipende dalle offerte dei presenti. Scrive la Cnn: “Dopo l’asta abbiamo incontrato due degli uomini che erano stati venduti. Erano così traumatizzati da quello che avevano passato, che non riuscivano a parlare, e così spaventati da sospettare di tutti quelli che incontravano”.

I video sono stati ora consegnati nelle mani delle autorità libiche, che hanno promesso di investigare su questo caso. 

Ma i migranti venduti come schiavi sarebbero molti di più. Anes Alazabi , a capo di un centro per migranti a Tripoli ha raccontato di una situazione drammatica: “Soffro per loro. Ciò che vedo qui ogni giorno, credimi, mi fa provare pena nei loro confronti. Ogni giorno posso sentire una nuova storia da queste persone. Devi ascoltare tutte le loro voci. È loro diritto consegnare le loro voci agli altri”. 

Uno dei migranti incontrati dalla Cnn, Victory, ha raccontato di esser stato venduto come schiavo. Proviene dalla Nigeria e, dopo aver messo da parte i soldi, desiderava venire in Europa. Ma poi qualcosa è andato storto. Arrivato in Libia è stato catturato, privato del cibo e picchiato: “Se guardi, la maggior parte delle persone qui ha delle ferite. Sono stati picchiati. Mutilati”.

Non appena ha finito i soldi, Victory è stato venduto come lavoratore giornaliero dai contrabbandieri, che lo costringevano a lavorare per estinguere il suo debito. Dopo un periodo di lavoro, Victory è stato venduto più volte. Come una merce o un oggetto qualsiasi. L’ennesima violenza di un’emergenza che non conosce fine.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.