Che l’Europa abbia un problema con i migranti, questo è assodato. Ma che esistano Paesi in grado di dare lezione sull’accoglienza di profughi, migranti economici e rifugiati, questo è un altro discorso. E se qualcuno si interroga se la possibilità esista, la risposta è no: nessuno può darne.

Il caso Aquarius di questa estate è stato il simbolo di quanta ipocrisia aleggia in Europa. Tutti impegnati a bacchettare l’Italia considerandola il mostro verso cui lanciare le invettive del politicamente corretto. Ma nessuno che ha guardato più in là del caso concreto. Nessuno che ha voluto interrogarsi sul motivo per cui si sia arrivati a quel punto. E nel frattempo, si formava tutto quel moto di protesta contro l’Italia e i governi sovranisti, accusati di essere insensibili al grido di dolore dei rifugiati. E nasceva quella gara non solo ad accusare, ma mostrarsi più “buoni” rispetto agli altri. C’erano due Europe: quella dei sovranisti (o dei populisti) e quella dei progressisti, di chi si mostrava accogliente.

Il problema è che quella Europa così favorevole all’accoglienza era in realtà ben diversa. Non esisteva, ma era un sistema fittizio creato con una logica politica per contrastare non i nemici dell’accoglienza, ma semplicemente i nemici politici di quei governi. E lo hanno dimostrato sia il caso Aquarius che tutti i casi delle navi delle ong o di barconi di immigrati che hanno provato a raggiungere le coste italiane o europee e sono state fermate nel Mediterraneo. Non c’è mai stata una gara di solidarietà, ma soltanto una gara ad accusare gli altri di non aver adempiuto ai propri doveri di accoglienza.

La Francia di Emmanuel Macron, la Spagna di Pedro Sanchez, la Germania di Angela Merkel, così come i leader dell’Unione europea, si sono prodigati ad accusare l’Italia e i Paesi di Visegrad. Ma nessuno ha mai fatto realmente qualcosa per evitare quanto accadesse. Nessuno ha voluto riformare le quote di distribuzione dei migranti, nessuno ha proposto di cambiare il regolamento di Dublino, nessuno ha mai sostenuto gli Stati costieri. La soluzione al problema non l’ha mai data nessuno.

Perché nessuno in realtà l’ha mai voluta dare, sapendo perfettamente che questo avrebbe portato un alleggerimento del carico sui Paesi mediterranei e a un maggiore coinvolgimento di quegli Stati che fanno affidamento proprio sulla frontiera mediterranea per coprire le lacune del proprio sistema di accoglienza. E intanto, si è sviluppato un vero e proprio mercato dell’accoglienza, fra Stati che si rimbalzano le responsabilità e che propongono offerte e controfferte per scambiarsi quote, favori politici e soprattutto fare propaganda interna e sostenere il proprio consenso elettorale.

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un’inchiesta di Mediapart sui rifugiati e le quote. Quello che ne scaturisce è un mondo fatto di falsità. I 28 Stati dell’Ue che hanno firmato la Convenzione di Ginevra, ricorda il media francese noto per aver fatto esplodere l’affaire-Benalla, “sarebbero obbligati a offrire asilo a chiunque sia ‘nel giustificato timore di essere perseguitato’ nel suo Paese, ‘per ragioni di razza’, ‘religione’ o ‘per opinioni politiche’. Invece i governi hanno trasformato l’Europa in un grande mercato, negoziando fino al singolo migrante, in funzione delle congiunture politiche interne, pretendendo in certi casi di accogliere solo le donne, lasciando gli uomini, o solo i bambini”.

Il risultato è che solo 10 Paesi dell’Unione europea (oltre a Italia e Malta), più la Norvegia, si sono offerti di salvare migranti recuperati dalle navi delle ong da giugno del 2018. Di sicuro non è stato fatto uno sforzo da parte del Gruppo di Visegrad, ma nemmeno dall’Austria di Sebastian Kurz. Belgio e Slovenia soltanto una volta hanno fatto lo sforzo di accogliere alcuni richiedenti asilo, e parliamo di sei a testa: un gruppo della nave Lifeline e un gruppo della Sea Watch.

A conferma di questa grande bolla sui migranti, i numeri, su cui non si può discutere: da giugno 2018 sono state redistribuite 850 persone fra gli Stati volontari. Un numero a dir poco basso rispetto alle richieste di asilo: 635mila. Numeri bassissimi che fanno il pari con le promesse non mantenute di alcuni soloni dell’immigrazione.

La Germania, che si era impegnata con l’Italia per prendersi 50 rifugiati su 447 salvati nel luglio 2018 ne ha accolti solo 23 persone. Il Portogallo aveva promesso di accogliere 50 rifugiati e ne ha presi 19. L’Olanda non fa più parte della lista dei Paesi volontari.  La Spagna, dopo le mosse di Sanchez con l’Aquarius, ha deciso addirittura di non far più partire le motonavi ong dai porti iberici e di accordarsi con il Marocco per consegnare a Rabat una parte dei migranti raccolti. E Macron, che ha avuto il coraggio di attaccare l’Italia sul tema migranti, li ha addirittura rispediti oltre confine.

Tutto per scopi politici, ovviamente. Non ce ne sono altri. I Paesi “virtuosi” accusano quelli anti-accoglienza di fare politica sulla pelle dei migranti, ma in realtà fanno la stessa politica soltanto come altra faccia della medaglia. Loro sfruttano i migranti per scopi politiciinternazionali, per delegittimare le azioni di alcuni governi. E nello stesso tempo, chiudono le porte a rifugiati e immigrati per motivi interni, per non perdere il consenso di quella parte di popolazione preoccupata dall’arrivo di ondate migratorie.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.