Ci vorranno ancora sette anni. È solo una questione di tempo anche per i muri di cemento e mattoni, per le cancellate con e senza filo spinato dell’Irlanda del Nord. L’imponente sistema di reticolati – che da più di quarant’anni divide la comunità irlandese da quella filo-britannica – verrà smantellato.[Best_Wordpress_Gallery id=”267″ gal_title=”Muri_Irlanda_1″]Ad annunciare l’intenzione di mantenere la promessa fatta nel 2013 da Peter Robinson – l’allora primo ministro nordirlandese – è stata Megan Fearon, parlamentare dello Sinn Féin, durante un incontro che ha visto anche la partecipazione di Julie Ann Corr, la consigliera del Progressive Unionist Party.La parlamentare repubblicana ha confermato che il governo rimuoverà tutti i muri di interfaccia entro il 2023. Anche perché, ha spiegato, “la riconciliazione è stata ostacolata dalle divisioni fisiche” e per “aiutare la costruzione di una comunità condivisa, unita e riconciliata”, l’unica soluzione è quella di “rimuovere queste strutture”.Le Peace Lines, come vengono chiamate le barriere che dividono caseggiati, scuole, pub e negozi, sono state costruite negli anni Settanta, all’apice dei troubles, gli scontri tra la comunità nazionalista repubblicana e quella fedele a sua maestà più pesanti che l’Irlanda del Nord abbia mai conosciuto. Finiti dopo un trentennio di guerra, grazie allo storico accordo del Venerdì SantoGood Friday Agreement – firmato il 10 aprile del 1998 dal governo britannico ed irlandese e da diversi partiti politici di entrambi gli schieramenti.[Best_Wordpress_Gallery id=”268″ gal_title=”Muri_Irlanda2″]Attualmente, secondo i numeri forniti dal Ministero della Giustizia, esistono ancora 50 barriere, 39 muri e 11 cancellate. Alcune Peace Lines corrono per diversi chilometri e arrivano ad essere alte quasi sei metri. La maggior parte si trovano negli epicentri del conflitto, le città divenute simbolo della lotta repubblicana, come Belfast e Derry. Anche in cittadine più piccole però, come Portadown e Lurgan, barriere e recinzioni segmentano gli isolati.Il muro più famoso si trova a Belfast e divide Shankill Road, roccaforte dei protestanti, da Falls Road, baluardo dei nazionalisti irlandesi. Diventato un’attrazione turistica grazie ai murales identitari che lo ricoprono, per i combattenti di oggi e di allora, rappresenta un santuario eretto alla memoria dei caduti di ambo gli schieramenti.“Ci vuole coraggio per impegnarsi su questioni difficili, ma il coraggio che molti nella comunità hanno dimostrato e continuano a mostrare quotidianamente, può cambiare la nostra società in meglio. Si stanno facendo progressi”, ha concluso Megan Fearon durante l’incontro di ieri.[Best_Wordpress_Gallery id=”269″ gal_title=”Muri_Irlanda3″]Ma se è vero che negli ultimi anni sono stati fatti moltissimi progressi, la divisione tra irlandesi e filo-britannici è ancora molto alta. Un recente studio della Queen’s University, realizzato in dodici zone della città di Belfast, ha rilevato che quasi il 70 per cento degli adolescenti tra i 18 e i 25 anni non hanno mai avuto neanche una conversazione con un coetaneo dell’altra comunità.E non si tratta solo di questo. Anche se con minor intensità, gli attacchi settari e le attività paramilitari continuano. L’ultimo omicidio risale a pochi giorni fa, con l’assassinio di John Boreland, ritenuto uno dei leader storici dell’Ulster Defence Association (UDA). Le circostanze sono ancora da chiarire, ma è probabile che la causa va ricercata nel suo passato da militante armato.Anche l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA), nell’ultimo periodo è tornato in azione. Nello scorso marzo, come avevamo già raccontato sulle pagine de Gli Occhi della Guerra, il gruppo paramilitare ha piazzato una bomba sotto la macchina della guardia carceraria Adrian Ismay, deceduto qualche giorno più tardi a causa delle ferite riportate nell’esplosione.banner_occhi_sotto_attaccoNel mese di maggio, l’attività dei gruppi armati repubblicani ha portato il governo di Londra ad alzare il livello di allerta da “moderato” a “sostanziale”. Si tratta di un’evoluzione preoccupante, se si considera che l’ultima volta era stato innalzato nel 2010 ed abbassato solo due anni più tardi. Fonti dell’intelligence britannica, in più occasioni, hanno posto l’accento sul fermento delle organizzazioni paramilitari irlandesi che, in questi mesi, hanno dato inequivocabili segnali di attività.@fabio_polese

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