Monteduro (ACS): l’uccisione di Suor Maria De Coppi ennesimo tributo del sangue per evangelizzare le nazioni africane

Un attentato terroristico di matrice presumibilmente jihadista verificatosi ieri sera a Chipene, in Mozambico, è costato la vita a Suor Maria De Coppi, 84enne comboniana italiana originaria di Vittorio Veneto, in missione in Africa dal 1963. In salvo due missionari veneti e le altre suore. La missione è stata data alle fiamme. I due sacerdoti che sono riusciti a scappare sono Don Lorenzo Barro e Don Loris Vignadel. La parrocchia di Chipene, nella diocesi di Nacala, accoglie sfollati che scappano dai gruppi terroristici islamisti.

«La crescita e la concentrazione delle organizzazioni criminali, la radicalizzazione islamica e il terrorismo jihadista dall’ottobre 2017 rappresentano le maggiori minacce per la popolazione, in particolare nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese. Sono migliaia oramai le vittime dei locali gruppi terroristici, innanzitutto al-Sunna wa Jama’a, localmente noto come al – Shabaab. Si sta creando una nuova generazione di sfollati interni, oramai ben oltre 800.000, ed evidentemente il governo non riesce a controllare le attività criminali e terroristiche islamiste», commenta Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia. «Non solo le autorità civili, ma anche i leader religiosi devono condannare e isolare la radicalizzazione con maggiore determinazione. Oggi, 7 settembre, ricorre l’ottavo anniversario dell’eccidio delle Missionarie di Maria Suor Lucia Pulici, Suor Olga Raschietti e Suor Bernadetta Bogian, avvenuto in Burundi. A otto anni di distanza, le missionarie pagano ancora il tributo del sangue per evangelizzare le nazioni africane. La barbara uccisione della religiosa italiana Suor Maria De Coppi rappresenta solo l’ennesimo colpo alla comunità cristiana del Mozambico e africana nel suo complesso», conclude Monteduro.

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