Omar El Akkad, reporter di guerra e giornalista, ne è certo: il 2047 sarà l’anno della nuova guerra civile americana. Il reporter ha ipotizzato questo scenario nel suo  American War, un romanzo distopico in cui si immagina il futuro (disastroso) degli Stati Uniti d’America. Un po’ come ha fatto Michel Houellebecq con Sottomissione o Boualem Sansal con 2084. La fine del mondo. Singolare il fatto che il futuro, per i romanzieri, non è affatto roseo. Anzi: vengono ipotizzate guerre o dominazioni religiose.

L’idea di questo libro – racconta Akkad in un’intervista al Fatto Quotidiano di oggi – risale a un racconto di un esperto di affari esteri, che “ha rivelato che quando le forze speciali americane conducono incursioni nei villaggi afghani in cerca di terroristi, talvolta vengono colpiti anche le mogli e i figli, e le loro case vengono distrutte. Non si tratta di lotta al terrore ma di stravolgere la vita di famiglie intere, eppure non riusciamo a capirlo perché accade dall’altra parte del pianeta. Ho desiderato invertire la prospettiva, scrivendo sul desiderio universale di vendetta che nasce dalle ingiustizie. Se scoppiasse una nuova guerra civile capiremmo cosa provano i civili in Afghanistan?“. Vero. La politica estera americana degli ultimi 15 anni, ma forse bisognerebbe tornare ancora più indietro, è stata fallimentare, come ha scritto Fausto Biloslavo su Il Giornale. Tuttavia non bisogna nemmeno prestare il fianco alla propaganda dei terroristi, i cui video sono pieni di stragi di civili compiute dagli americani o dai russi. 

Quello di Akkad, però, non è un racconto fantastico: “Non racconto fantascienza ma qualcosa che, purtroppo, è già realtà dall’altra parte del mondo. Per una persona che vive in Afghanistan, in Libia o in Yemen, i droni che sorvolano continuamente il cielo sono una realtà. Per le persone che erano detenute nelle prigioni americane di massima sicurezza, il waterboarding non è fantascienza. Nel mio libro unisco i puntini e ribalto la prospettiva, adesso le torture e le violenze accadono in America e non si può voltare la testa dall’altra parte”. Tutto vero, a parte il fatto che Akkad si dimentica che il presidente americano che fece un uso smodato (e talvolta a sproposito) dei droni fu il democratico Barack Obama.

Poi l’attacco a Trump, che lo spaventa: “Ma ho più paura del partito che gli ha permesso di prendere il potere. La presidenza Trump non durerà per sempre ma il partito repubblicano durerà più a lungo e non c’ è garanzia che i candidati futuri non saranno peggiori”.

Ma su una cosa Akkad ha ragione. Gli Stati Uniti stanno vivendo un momento di crisi, di divisione e di tensione interna senza precedenti. In futuro vedremo una nuova guerra civile? Può essere. Le premesse ci sono tutte.

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