“Ottenere cento vittorie su cento battaglie non è il massimo dell’abilità: vincere il nemico senza bisogno di combatterlo, quello è il trionfo massimo”. I primi concetti del terzo capitolo dedicato “all’attacco” contenuto nel trattato Ping Fa (L’arte della Guerra) di Sun Zu, suggeriscono un approccio diverso dallo scontro fisico tra gli eserciti. Basti pensare che nel primo paragrafo del terzo capitolo Sun Zu scrive che “in guerra è meglio conquistare uno Stato intatto, devastarlo significa ottenere un risultato minore”. Ancora più chiaro il secondo paragrafo nel capitolo dedicato all’attacco: “Catturare intatto un esercito nemico è meglio che sterminarlo, questo è un principio fondamentale dell’arte della guerra”. I concetti di Sun Zu hanno portata universale. Come sappiamo alla base del Ping Fa vi è il dualismo cosmico cinese imperniato sull’eterno equilibrio tra yin e yang. È la polarizzazione del tutto per quell’universo dinamico ed armonioso. Nel quarto paragrafo dedicato all’attacco, Sun Zu scrive che “il generale esperto attacca la strategia del meno esperto: questa è la prima cosa da fare”. Ancora nel nono paragrafo del terzo capitolo dedicato all’attacco si legge che “chi è veramente esperto nell’arte della guerra vince senza dare battaglia, prende le sue città senza assediarle, rovescia lo Stato senza operazioni prolungate”. Così come rilevato da Ciang Yu, autorevolissimo biografo della dinastia Sung, “il generale esperto sventa i piani del nemico, ne fa rompere le alleanze, ne taglia i rifornimenti, ne blocca le vie di comunicazione. Vince senza combattere”.

Per Sun Zu vincere la guerra senza combatterla è la dimostrazione suprema di abilità nella strategia militare.

Le teorie di Sun Zu nella strategia ibrida russa e cinese  

Mentre l’esercito statunitense continuava a prepararsi a possibili conflitti convenzionali di altissima qualità, Cina e Russia elaborarono delle strategie per raggiungere i loro scopi senza combatterle. La strategia di Pechino della Informationized Warfare pone come bersaglio primario l’asset politico decisionale di un avversario. Nel suo concetto di guerra ibrida, Mosca fa largo impiego di forze paramilitari nei Paesi all’estero (in Ucraina la Russia ha fatto largo uso di cecchini in formazioni a tre livelli. Il primo livello era composto da forze locali. Il secondo livello era formato da forze locali scelte, mercenari addestrati e cecchini non istituzionalmente addestrati con i soldati russi. Il terzo livello era  costituito da cecchini altamente addestrati e le migliori forze russe presenti. I tre livelli si concentrano su un’unica area). Per la Russia e la Cina gli approcci sono simili in quanto il loro obiettivo primario non è quello di distruggere le forze armate di un avversario. Analogamente, entrambe le strategie si basano sull’utilizzo di azioni in tempo di pace per raggiungere i loro obiettivi strategici.

Così come rilevato nella relazione Force Planning for the Era of Great Power Competition del Center for Strategic and Budgetary Assessments, Cina e Russia hanno riscritto la strategia sulle teorie di Sun Tsu nel sottomettere il nemico senza combattere. Per meglio chiarire la strategia russa e cinese. Le azioni in tempo di pace (diplomatiche, informative ed economiche) associate ad operazioni militari a bassa intensità ma supportate da capacità di alto livello, garantiscono la vittoria senza un conflitto su larga scala. Mosca e Pechino hanno quindi plasmato le rispettive strategia ibride sulla teoria dell’attacco di Sun Zu.

Lo studio dell’Asymmetric Warfare russa

La strategia ibrida russa si basa sul raggiungimento del cambio di regime attraverso la collaborazione delle forze locali piuttosto che con la vittoria militare convenzionale. Poiché il nuovo obiettivo è il cambiamento di un intero sistema di governo senza un conflitto su larga scala, l’approccio russo utilizza qualsiasi strumento di influenza a disposizione per ottenere questo cambiamento. Non tutti i cambiamenti di regime devono essere risolti con un’opzione militare. Tuttavia quando attivata l’opzione militare, questa opera attraverso i segmenti della popolazione locale. Il coinvolgimento degli abitanti conferisce validità all’azione militare sulla scena mondiale. A livello tattico l’approccio delle forze russe alla guerra moderna può essere riassunto attraverso l’acquisizione dei bersagli. Le forze russe hanno adottato l’approccio americano per mappare il campo di battaglia ed individuare le forze nemiche e lo hanno applicato alla loro dottrina. Il concetto russo consiste nella capacità di effettuare devastanti sbarramenti di artiglieria pur mantenendo la posizione contro il nemico e proteggere le proprie forze attraverso l’uso di sistemi di guerra elettronica. Soltanto dopo questa fase le forze terrestri russe iniziano a manovrare, preferibilmente su veloci piattaforme blindate. La principale vulnerabilità della tattica russa in una grande operazione di terra è determinata dalla scarsa disponibilità di sistemi EW ed Air Defense in grado di instaurare una bolla A2AD. Non possiedono ancora i numeri necessari per sopperire alle perdite di tali asset in uno scontro su larga scala. Perdere anche uno di questi sistemi rappresenterebbe un colpo significativo per le forze russe e creerebbe un divario nella loro bolla A2AD che può essere sfruttata. Sebbene la Russia abbia comandanti molto qualificati e capaci, essi sono vincolati dal limitato ambiente fiscale. Questo determina la necessità di combattere asimmetricamente.

Soltanto negli ultimi anni il Pentagono ha riconosciuto la necessità di plasmare il proprio esercito per gli scontri a bassa intensità. Ancora oggi le forze regolari statunitensi sono strutturate per un conflitto tradizionale di alto livello. Basti pensare, ad esempio, che le attuali strategia adottate dai militari statunitensi per contenere l’armoniosa espansione di Pechino nell’Asia Pacifico, prevede sempre l’entrata in guerra degli Stati Uniti con la Cina. Tuttavia, è ancora una volta evidente l’approccio di Sun Tzu nella guerra ibrida cinese. Pechino ha adottato un’influenza sistematica e graduale non militare per raggiungere i suoi obiettivi strategici. Russia e Cina hanno semplicemente deciso di sviluppare ed adottare concetti scalari. Ciò non significa la fine delle operazioni su larga scala, ma le rende altamente improbabili poiché le attuali e future guerre a bassa intensità si concentreranno nelle zone grigie. Concetto ribadito anche nel documento concettuale Multi-Domain Battle: Evolution of Combined Arms for the 21st Century 2025-2040, dove nel capitolo Employ Resilient Formations si spiega che “il Multi-Domain Battle richiede formazioni semi-indipendenti in grado di condurre diverse operazioni scalabili a livello tattico. Tali unità dovranno possedere le capacità e la forza letale delle grandi unità di massa ed essere in grado di  operare agilmente in ambienti non permissivi”. Il Multi-Domain Battle richiede una convergenza politica, militare e la capacità letale/non letale su più domini nel tempo e nello spazio.

Alterato il modo stesso di concepire una battaglia

Avversari innovativi si sono adattati all’ambiente, alterando il modo stesso di concepire una battaglia e creando sistemi resilienti per sostenere tali strategie. Il campo di battaglia sta diventando più letale mentre la complessità operativa aumenta globalmente. Letalità e complessità plasmeranno le operazioni del futuro, alterando costantemente le battaglie nel tempo. La distinzione tra guerra e pace per identificare geograficamente un conflitto continuerà ad assottigliarsi nel tempo. Le forze nemiche combatteranno nei conflitti armati per raggiungere gli obiettivi strategici che l’US Army considera tali solo nella guerra convenzionale. Per rispondere ai conflitti armati, i comandanti Usa dovranno comprimere il campo di battaglia sia tatticamente, con capacità letali e non in qualsiasi parte del mondo, sia strategicamente respingendo contemporaneamente qualsiasi tipo di attacco. Internet sarà un aspetto fondamentale del campo di battaglia. Non solo in termini di attacchi informatici, ma nella necessità di formare costantemente e professionalmente l’opinione globale sul conflitto. Gli eserciti di troll che diffondono false notizie e disinformazioni sui social complicheranno la capacità di acquisire e mantenere una comprensione accurata e aggiornata della situazione, così come il controllo sull’informazione. Per combattere in questo ambiente, l’esercito degli Stati Uniti sta plasmando formazioni più piccole, molto più versatili e più capaci ed alla stregua delle forze speciali di oggi, ma con maggiore capacità letale. Le formazioni semi-indipendenti non solo saranno impegnate a conquistare ed occupare un territorio, ma accederanno a funzionalità letali fino ad oggi a loro precluse con meno protezione sul campo e senza le costanti comunicazioni con i centro di comando. La parte semi-indipendente suggerita nel Multi-Domain Battle: Evolution of Combined Arms for the 21st Century, 2025-2040 è la chiave per vincere le guerre ibride del futuro.

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