S’intitola Knock Down the House (“Alla conquista del Congresso”) ed è il nuovo, pluripremiato, documentario realizzato da Netflix che racconta il dietro le quinte della campagna elettorale di Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane attivista dei democratici socialisti proveniente da una umile famiglia del Bronx – ora deputata – che ha sconfitto a sorpresa un pezzo da novanta come Joseph Crowley alle primarie democratiche del 2018 nel Quattordicesimo Distretto di New York.

Il documentario di Netflix – regia di Rachel Lears – racconta la corsa alle primarie del 2018 di Ocasio-Cortez e di altre tre candidate progressiste (Cori Bush, Paula Jean Swearingen e Amy Vilela) contro l’establishment del Partito democratico Usa. Aoc è l’unica delle quattro candidate liberal ad aver sconfitto il proprio avversario e ad essere stata eletta al Congresso.

L’ascesa di Alexandria Ocasio-Cortez

“La gente non vede quello della cameriera come un lavoro” racconta Aoc, mentre lavora dietro al bancone. “È la mia esperienza in questo campo che mi ha preparato a questa impresa. Sono abituata a stare in piedi 18 ore al giorno e ricevere molte richieste. Sono abituata alla gente che mi tratta male. Si chiama working class per un motivo: perché lavori tutto il giorno” afferma. Gli americani non chiedono molto, prosegue, “chiedono solo di tirare avanti. Chiedono ai politici di avere abbastanza coraggio da permettere loro di farcela”.

Ocasio-Cortez, mamma portoricana, papà del sud Bronx, ha battuto Crowley grazie a un linguaggio semplice e a una massiccia presenza sui social media. Uno stile comunicativo anti-élite che, paradossalmente, ricorda molto quello utilizzato da Donald Trump nella campagna elettorale del 2016 e, prima, durante le primarie del partito repubblicano. “Non si tratta solo di democratici contro repubblicani – spiega Aoc – anzi è un’altra cosa. Non è sinistra o destra. È essere contro o subire. Noi siamo contro un avversario che ha preso 3 milioni di dollari per ciclo a Wall Street da immobiliari e aziende farmaceutiche. Dobbiamo avere il coraggio di lottare per i lavoratori e contro gli interessi delle corporation”.

Dalle primarie dem alla famiglia

Il documentario racconta come il fratello minore di Alexandria Ocasio-Cortez, Gabriel, abbia inviato alla fine del 2016 la candidatura della sorella a Brand New Congress, un gruppo progressista vicino al senatore Bernie Sanders che recluta candidati per la Camera e il Senato. Nel programma elettorale di Aoc e di Brand New Congress ci sono tutti i punti cari alla sinistra radicale americana: il Medicare for All, la fine delle incarcerazioni di massa e della guerra alla droga, la riforma della legge sull’immigrazione, la sfida ai cambiamenti climatici e la proposta di un’economia basata sulle energie rinnovabili (Green New Deal).

In Knock Down the House, vengono narrati numerosi aneddoti relativi alla famiglia e alla storia personale della più giovane deputata eletta al Congresso americano. In particolare, la morte prematura del padre. Cinque giorni dopo la clamorosa vittoria contro Crowley, Aoc fa visita al Campidoglio con il fidanzato e racconta, in lacrime: “Quando ero bambina, mio padre voleva andare in viaggio con i suoi amici. Volevo andarci a tutti costi anche io e l’ho pregato e lui ha ceduto. Così, eravamo quattro uomini adulti e una bambina di cinque anni, in viaggio da New York. Ci siamo fermati proprio qui [al Campidoglio], ed era una bella giornata”.

“Mio padre si è inchinato davanti a me, indicandomi il monumento dedicato a Washington, spiegandomi che tutto questo ci appartiene. Mi disse che il governo era nostro. L’ultima cosa che mi ha chiesto mio padre era di renderlo orgoglioso. Penso di averlo fatto. Lo spero” racconta Alexandria Ocasio-Cortez.

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