Da molti anni, la Cina ha avviato il programma “Thousand talents” per richiamare gli studenticinesi che hanno studiato all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Le università americane offrono programma all’avanguardia e migliaia di studenti cinesi si recano ogni anno oltreoceano per studiare.

Giunto al decimo anno di vita, il programma di rientro in patria degli studenti e dei ricercatori cinesi preoccupa (e molto) il Pentagono e l’intelligence Usa. Il motivo, come riporta Bloomberg, è che secondo i servizi americani, dietro questo programma si cela un obiettivo molto più pericoloso: copiare e portare in patria la tecnologia scoperta negli Stati Uniti.

Come ha riportato un’analisi non classificata del National Intelligence Council, il vero scopo di questo programma è quello di “facilitare il trasferimento lecito e illecito di tecnologia, proprietà intellettuale e know-how degli Stati Uniti” in Cina. Il programma è stato analizzato questa settimana dai membri dell’House Armed Services Committee dopo che Pentagono e intelligence hanno segnalato i rischi di questo programma.

L’analisi del National Intelligence Council, che è stata prodotta ad aprile, ha descritto il Thousand Talents Plan come “il programma di punta della Cina è probabilmente il più grande in termini di finanziamenti”. E i suoi rischi, sono stati analizzati anche da un report della Casa Bianca apparso questa settimana riguardo all’acquisizione della proprietà intellettuale americana da parte dei cinesi.

Michael Griffin, sottosegretario per la Ricerca, ha parlato in audizione al Comitato con toni molto drammatici. A dimostrazione che il pericolo di cui parla l’intelligence è compreso perfettamente anche in sede politica. Il Pentagono “sta affrontando una minaccia senza precedenti alla sua base tecnologica e industriale” ha detto Griffin. Gli Stati Uniti, con la loro società “aperta”, hanno “offerto alla Cina e ad altri l’accesso alla stessa tecnologia e informazione che è cruciale per il successo delle nostre future capacità belliche”.

“Abbiamo visto i migliori talenti cinesi nelle università americane e nei laboratori di ricerca del settore privato, inclusi gli appaltatori della Difesa e del governo degli Stati Uniti “, ha affermato Griffin. E adesso il Pentagono chiede una maggiore opera di controspionaggio che precluda la possibilità di accesso ai settori strategici. 

Secondo Tony Schinella, un alto funzionario dell’intelligence militare americana, la Cina, oltre a utilizzare il programma Thousand Talents, “ha anche impiegato ricercatori istruiti in Occidente per attuare importanti cambiamenti nei suoi programmi scientifici, ingegneristici e matematici che promuovono una maggiore creatività e applicazione nelle università più importanti della Cina”.

In sostanza, quello che scaturisce da questo quadro descritto dagli Stati Uniti è che l’America si trova di fronte a un complesso meccanismo di penetrazione da parte della Cina. Pechino è da sempre accusata di rubare la tecnologia americana nel settore industriale e militare. Ma adesso, il rischio, secondo Washington, è che lo faccia semplicemente sfruttando la libertà garantita dagli Stati Uniti. E la Cina ottiene benefici semplicemente facendo rientrare quegli studenti che l’America stessa attrae sul proprio territorio.

Questo pericolo non riguarda soltanto il settore militare, come potrebbe sembrare a una prima ricostruzione. Secondo quanto riportato dai servizi statunitensi, l’attuale bacino di reclute del programma Thousand Talents è di 2.629 studenti. Ma di questo numero, “il 44% è specializzato in medicina o scienze della salute, il 22% in tecnologie industriali, l’8% in informatica e il 6% in aviazione aerospaziale e astronomia. Percentuali più piccole possedevano competenze raccolte negli Stati Uniti in economia, finanza e matematica”.

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