La sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe ha provocato una “situazione delicata” in Europa. Parola di Angela Merkel, che ha discusso della vicenda che scuote l’Unione europea durante una riunione della presidenza della Cdu, stando a quanto riferito dai media tedeschi e riportato dall’agenzia Agi. La cancelliera, tuttavia, si dice “ottimista” sulla possibilità di trovare una soluzione alla voragine che si è aperta fra Berlino e Bruxelles. In questo senso, secondo Merkel il verdetto dei giudici costituzionali sarebbe “sanabile” se la Banca centrale europea spiegherà il proprio modo di procedere quando acquista titoli di Stato. A detta della cancelliera, la situazione è delicata anche perché la sentenza è stata apprezzata da “altri Stati Ue” (come Polonia e Ungheria).

Per arrivare a un difficile compromesso, però, tutte le parti in causa devono affrontare la questione “con intelligenza”, ha aggiunto Merkel stando alle fonti, intendendo sia l’Ue e la Bce, la cui indipendenza per la Germania è “determinante”. Dichiarazioni che vengono diffuse non a caso a poche ore da quelle pronunciate dalla presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, secondo la quale la Commissione europea starebbe valutando la possibilità di un procedimento d’infrazione contro Berlino a seguito della sentenza di Karlsruhe. “Ora stiamo analizzando in dettaglio la sentenza della Corte costituzionale tedesca. Esamineremo i possibili passi successivi, che potrebbero includere l’opzione di procedure di infrazione “, ha dichiarato in una nota.

Merkel e von der Leyen: da due tedesche passa il futuro dell’Ue

L’ex ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen si spingerà davvero contro il suo ex capo di governo, Angela Merkel? Difficile, ma al momento le due parti non sembrano disposte ad arretrare di un millimetro. Von der Leyen ha ricordato che “la politica monetaria dell’Unione è di competenza esclusiva; che il diritto dell’Ue ha il primato sul diritto nazionale e che le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti per tutti i tribunali nazionali”. Visione opposta a quella di Berlino.

Come spiegato qui, dopo la sentenza di Karlsruhe, la Bundesbank non potrà partecipare più al programma di acquisto dei titoli di Stato se non vi sarà un chiarimento della Bce entro tre mesi, di fatto dichiarando il Quantitative Easing (Qe) parzialmente “illegale”. Come riporta la sentenza, alla Bundesbank è “proibito, dopo un termine di un periodo transitorio di massimo tre mesi, partecipare a decisioni anticostituzionali” se “il consiglio della Bce con una nuova decisione non chiarirà” che con il Pspp “non proceda a obiettivi di politica monetaria sproporzionati e che abbiano effetti di politica fiscale e di bilancio”.

E la Bce va per la sua strada

Anche la Banca Centrale Europea sembra intenzionata ad andare per la sua strada. Come riferisce Bloomberg, nel bel mezzo della diatriba fra Bruxelles e Berlino, la presidente della Bce Christine Lagarde si starebbe preparando “a fare di più”. Lagarde avrebbe riferito che la sua istituzione farà “ciò che è necessario” per portare la zona euro fuori dalla crisi del coronavirus. Per molti economisti e investitori, sottolinea Bloomberg, “ciò significa quasi sicuramente che vorrà accelerare un piano separato di acquisto di obbligazioni – da 750 miliardi di euro – che è stato creato a marzo appositamente per combattere le ricadute della pandemia”. La Bce potrebbe dunque “decidere di aumentare tale programma ed estenderlo nel 2021”.

Come conferma Finanza Online, a dare conferma ai rumor, che parlano di una Bce pronta a fare ancora di più, è stata Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce che, in un’intervista a Repubblica, ha fatto intendere che l’istituzione non ha assolutamente intenzione di mostrarsi subalterna ai verdetti di Karlsruhe.

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