Altro “assist” del presidente russo Vladimir Putin allo sfidante democratico di Donald Trump, Joe Biden. Come riporta l’agenzia stampa Adnkronos, Putin sembra liquidare le accuse di Trump, relative all’Ucraina e alla Russia, rivolte al figlio di Joe Biden, Hunter, accuse che sono state cavallo di battaglia degli attacchi del Presidente al suo rivale alle elezioni della prossima settimana. “È vero, in Ucraina Hunter Biden ha avuto, o ha tuttora, interessi economici. Non so, non ci riguarda. Riguarda gli americani e gli ucraini. Ma sì, ha avuto almeno una società, di cui era di fatto il capo, e complessivamente ha guadagnato tanto. Non c’è niente di criminale in questo e non abbiamo informazioni che ci sia stato nulla di criminoso”, ha dichiarato il Presidente russo, anticipando la sua disponibilità a lavorare con entrambi i candidati, se eletti, pur notando la “dura retorica anti russa” di Biden. Quanto ai legami di Putin con l’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkov e al presunto pagamento effettuato in favore di Hunter Biden dalla vedova, Putin ha risposto con evidente irritazione. Precisando di non essere a conoscenza di alcun elemento circa i rapporti fra Hunter e la donna.

“Assist” del presidente russo a Biden?

Lo scorso 7 ottobre, Vladimir Putin aveva dichiarato di avere “delle basi ideologiche per stabilire contatti con il candidato democratico” alla Casa Bianca. In un’intervista rilasciata alla tv Rossiya-1, il presidente russo ha detto pubblicamente di essere pronto alla proroga del New Start – il trattato sulla riduzione delle armi nucleari firmato da Russia e Stati Uniti e che l’amministrazione Trump non vorrebbe prolungare senza includervi la Cina. In precedenza, durante il primo confronto televisivo fra Donald Trump e Joe Biden, il candidato democratico aveva accusato il Presidente Usa di essere “un pupazzo” del presidente russo Vladimir Putin durante il primo confronto in tv. L’espressione era già stata utilizzata nel 2016 dall’allora sfidante democratica del tycoon, Hillary Clinton.

Ecco cosa c’è dietro le parole di Putin

Perché dunque questa apertura di Putin a Biden? La diplomazia russa è al lavoro ed è pronta a lavorare con chiunque vinca le prossime elezioni presidenziali. Dalle parti del Cremlino ci si prepara a entrambi gli scenari. E non è detto che a Mosca preferiscano una vittoria dell’imprevedibile Donald Trump. Complice anche l’inchiesta sul Russiagate, che ha sabotato qualsiasi tentativo del tycoon di stabilire un dialogo con la Federazione Russa dopo le gravi tensioni, ad oggi non superate, derivate dalla crisi del 2014, l’amministrazione Trump, grazie anche a una buona dose di imprevedibilità, non si è certo mossa a favore di una distensione dei rapporti con il Cremlino. Anzi. Come nota peraltro Igor Pellicciari su Formiche, nei corridoi del ministero degli Affari esteri a Mosca si fa notare che un Biden presidente riproporrebbe una politica americana sì antirussa ma secondo direttrici pragmatiche e prevedibili che lo renderebbero un devil you know con cui sarebbe più facile trovare un accordo, rispetto alla imponderabile azione di Trump.

D’altro canto, come già rilevato su Insideover, dimostrandosi disponibile a una “futura cooperazione” con i democratici, Putin potrebbe voler togliere le castagne del fuoco a Trump: forse non tanto per aiutare direttamente il tycoon – anche se tra i due presidenti, l’intesa e la simpatia personale c’è – quanto per scongiurare l’ennesima campagna elettorale dove la Russia viene accusata di interferire nelle elezioni altrui, a danno dei democratici.

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