La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, recita un celeberrimo aforisma attribuito a Karl Marx. I democratici americani, dunque, rischiano di ripetere gli errori commessi nel 2016, quando tutti i sondaggi davano per spacciato Donald Trump e vincente l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Tre giorni prima delle elezioni presidenziali, un sondaggio condotto dal Princeton Election Consortium attribuiva alla candidata dei dem il 99% di chance di vittoria contro il misero 1% di The Donald. Poi, come sappiamo, la storia andò molto diversamente. I democratici, incapaci di leggere la realtà di ammettere la sconfitta, umiliati nel profondo da un risultato sorprendente e totalmente inaspettato, tirarono fuori dal cilindro l’isteria sulla fake news e la controversa inchiesta sul Russiagate – che dopo due anni di indagini del procuratore speciale Robert Mueller non ha portato a nulla.

Dopo lo schock del 2016, i dem ora gongolano per le rilevazioni che danno in nettissimo vantaggio Joe Biden in un possibile confronto con il Presidente Donald Trump. Secondo l’ultimo sondaggio della Quinnipiac University, infatti, Biden sarebbe avanti di 13 punti rispetto a Trump. Altri cinque candidati democratici riuscirebbero a sconfiggere il presidente, secondo lo stesso sondaggio: Bernie Sanders, Kamala Harris ed Elizabeth Warren avrebbero un netto vantaggio su The Donald, con Sanders sopra di 9 punti percentuali, Harris di 8 e Warren in vantaggio di 7. Persino Pete Buttigieg e Cory Brooker sono sopra di 5 punti percentuali.

Biden in vantaggio su Trump, ma è davvero così?

“Mancano 17 mesi al giorno delle elezioni, ma Joe Biden è in vantaggio con proporzioni schiaccianti”, ha dichiarato a The Hill Tim Malloy, vice direttore del Quinnipiac University Poll. Secondo il sondaggio, il vantaggio a due cifre di Biden su Trump è in gran parte determinato dal divario di genere. L’ex vicepresidente riuscirebbe a sconfiggere Trump per 47 a 46 tra gli uomini ma tra le donne Biden è sopra di 26 punti, 60 a 34. Allo stesso modo, gli elettori bianchi sono divisi equamente tra i due, con Trump sopra di un punto rispetto all’avversario: Biden, tuttavia, conduce la sfida tra gli elettori afroamericani – 85 a 12 – e tra gli ispanici – 58 a 33. Entrambi i candidati superano il 90% di supporto all’interno dei rispettivi partiti, ma gli indipendenti si esprimono per Biden con un divario di 58 a 28.

“Nel 2020 – nota The Hill – il Michigan, la Pennsylvania e il Wisconsin saranno i principali campi di battaglia”. I democratici, tuttavia, rischiano di sottovalutare ancora una volta l’avversario, che può vantare i formidabili risultati ottenuti in campo economico. Come illustra lo stesso sondaggio, il 70% degli americani ha definito l’economia Usa “eccellente” o “buona”. E il 77% percento ha dichiarato che la propria situazione finanziaria personale è “eccellente” o “buona”, che si avvicina al massimo storico del 78% registrato nell’aprile del 2018.”La nostra economia è la numero uno. Tutto il Pianeta invidia l’America e il meglio deve ancora venire” scriveva Trump all’inizio di maggio. Come sottolinea il Corriere della Sera, “al di là di tutti gli artifici dialettici, non c’è dubbio che i dati della crescita dell’economia americana in questo primo scorcio del 2019 sono estremamente positivi, soprattutto se confrontati con quelli del rallentamento dell’Europa e della Cina”.

Ma Trump è più popolare di quando Obama fu rieletto

I dem sbagliano di grosso se credono che la vittoria nel 2020 sia scontata. Come riportava l’Agi non più tardi di un mese fa, secondo l’ultima rilevazione Gallup, il Presidente Donald Trump non è mai stato così popolare come ora. Il suo tasso di approvazione ha raggiunto il massimo storico, con quasi la metà degli americani che esprime un giudizio positivo. Il 46% degli elettori Usa approva l’operato del presidente nella seconda metà di aprile dal 45% nella prima metà del mese. Il dato segue i positivi risultati sull’andamento dell’economia e l’esito non particolarmente negativo per Trump delle indagini sul Russiagate. Approvano Trump Il 91% dei repubblicani e il 12% dei democratici.

Ma il dato che più fa sorridere Trump è ciò che riporta Rasmussen, secondo il quale il Presidente gode, in questo momento, di una popolarità che tocca il 50%, contro il 47% degli intervistati che disapprova il suo operato. Nel maggio 2011, quando nello stesso periodo Barack Obama era in corsa per la sua rielezione – confermatasi nel novembre del 2012 – il presidente dem e Nobel per la Pace era persino meno apprezzato di Trump, con un indice di gradimento fermo al 49%.

Un altro elemento che potrebbe convincere gli elettori centristi e moderati ad affidarsi al Presidente in carica è la linea politica poco chiara del Partito democratico. Joe Biden viene costantemente tirato per la giacchetta dall’ala progressista del partito – rappresentata da Bernie Sanders, Elizabeth Warren e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez – come dimostra il suo “dietrofront” sull’aborto e sull’emendamento Hyde che potrebbe far storcere il naso ai centristi.

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