L’estrema sinistra entra in azione e assalta l’Issep, la scuola di Marion Maréchal Le Pen a Lione. Un’azione rivendicata dal Groupe Antifasciste Lyon et Environs. E tanto basa a far capire il livello di tensione sociale e politica raggiunto in questi giorni in Francia. La facciata dell’edificio è stata imbrattata di vernice nera, come il colore degli incappucciato che hanno vandalizzato la scuola. Ma oltre alle mura sporcate di nero, si contano anche un vetro distrutto a colpi di martello e le porte forzate. Un assalto in piena regola, tipico delle bande di estrema sinistra che in queste settimane sembrano essersi scatenate in tutta la Francia e che ricorda la violenza che ha caratterizzato Parigi nell’ultimo periodo.

La nipote di Marine Le Pen, erede della famiglia che continua a guidare la destra radicale francese, ha commentato su Twitter: “Quando i nemici del sapere se la prendono con la libertà di insegnamento, attaccano un diritto costituzionale e dunque la libertà di tutti”. E al quotidiano francese Le Figaro, l’ex rappresentante del Front National, ora libera da vincoli formali di partito ha dichiarato: “Useremo tutte le vie legali per far rispettare la libertà di istruzione in Francia, ovviamente violata dalle bande di sinistra violente e i cui membri sono noti alle forze dell’ordine” . E ha detto che “chiederà anche un appuntamento al prefetto, al rettore e al sindaco di Lione per prendere provvedimenti contro tali minacce alla sicurezza della mia istituzione”.

Il Groupe Antifasciste Lyon et Environs ha rivendicato l’azione senza alcuna preclusione. Non hanno paura di essere denunciate: l’odio nei confronti dell’area sovranista francese supera di gran lunga i timori di una denuncia e anche di una possibile ritorsione da parte delle aree più estreme della destra francese. Ma è soprattutto la rivendicazione a essere preoccupante.

Sulla loro pagina Facebook, gli estremisti di sinistra dichiarano senza mezzi termini: “Questa scuola creata da Marion Maréchal-Le Pen è stata aperta all’inizio dell’ anno accademico 2018 nel quartiere La Confluence, con l’obiettivo di formare la futura élite di estrema destra identitaria. Considerate questo attacco come una risposta a tutti gli atti razzisti, sessisti, omofobi, transfobi, ma anche alle politiche assassine contro i migranti e all’attentato di Christchurch perpetrato da poco”. Accuse che non hanno chiaramente nulla di realistico, visto che è impossibile trovare un collegamento fra la strage di Christchurch e la scuola di Marion Le Pen, che tra l’altro ha abbandonato qualsiasi tipo di ruolo politico nel nuovo Rassemblemnt National. Ma tanto basta ormai per far correre l’odio sui social. E trasformare quest’odio virtuale in un odio reale, concreto e pericoloso. Come dimostrato dall’azione di Lione.

Quello che inquieta è soprattutto il silenzio del governo e da parte di molte istituzioni e di tutti i partiti francesi. Un silenzio assordante, che dimostra il doppiopesismo nei confronti della violenza politica. L’assalto da parte dei black bloc dell’estrema sinistra contro la scuola fondata da Marion Maréchal – nata per creare una sorta di élite politica che possa sconfiggere anche sul piano della formazione l’establishment francese ed europeo – ha un significato importante non tanto nell’assalto in sé, che è solo il simbolo di una violenza cieca e odiosa. Ma è il simbolo di una certa cultura tipica del mondo progressista che, in questo modo, di fatto sdogana la violenza o comunque ne dà sempre una lettura pietista. La violenza va condannata sempre. Altrimenti il rischio di creare una doppia valutazione su quella che è la stessa cosa, ovvero il vandalismo, è dietro l’angolo. E Emmanuel Macron, ancora una volta, tace.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.