Una missione in Asia per evitare che il Brasile possa fare la fine dell’Argentina di Mauricio Macri. Jair Bolsonaro è arrivato ieri a Tokyo, e proprio dal Giappone il presidente brasiliano inaugurerà il proprio tour nell’Estremo Oriente, in un viaggio che toccherà cinque Paesi e pure il Medio Oriente. L’obiettivo di Bolsonaro è uno: rafforzare le relazioni di Brasilia con quanti più partner possibili e attirare investimenti stranieri in patria. L’impegno preso è molto delicato, perché il Brasile resta un gigante malato e perché chi ha puntato tutto sull’aiuto di governi stranieri, soprattutto in America Latina, non ha mai fatto una bella fine. Certo è che anche affidarsi ai prestiti del Fondo Monetario Internazionale può rivelarsi una pratica mortale; Buenos Aires – sempre continuando il confronto a distanza con l’Argentina – nel 2018 ha chiesto all’Fmi la mostruosa somma di 57 miliardi di dollari ma oggi quei soldi, ancora da restituire, gravano sulla schiena ormai prossima al cedimento del popolo argentino. L’economia del Brasile non è disastrata come quella argentina, ma presenta delle evidenti crepe che potrebbero provocare cedimenti strutturali.

Economia brasiliana in difficoltà

Appena un anno fa, fu proprio l’Fmi a prevedere per il Brasile un tasso di crescita del 2,5% nel 2019 e del 2,2% nel 2020. Bolsonaro era stato appena eletto presidente e sembrava che per l’intero Paese si stesse per aprire una stagione di riscossa. A distanza di pochi mesi, la Banca mondiale ridusse però le stime di crescita del prodotto interno lordo brasiliano del 2019 all’1,5% a causa della contrazione avvenuta nel primo trimestre del 2019, provocata, tra gli altri fattori, dal rallentamento degli investimenti (-1,7%), dell’industria (-0,7%) e dell’agricoltura (-0,55%). L’economia del Brasile è ancora in apnea e avrebbe bisogno al più presto di una boccata d’ossigeno, visto che è stata colpita da una recessione nel 2015 e nel 2016, e che negli ultimi due anni ha avuto una crescita irrisoria. Bolsonaro spera di trovare l’ossigeno che serve nella lontana Asia.

L’obiettivo di Bolsonaro

Il primo impegno di Bolsonaro è in Giappone. Qui il presidente brasiliano è stato invitato a partecipare alla cerimonia di intronizzazione e incoronazione dell’imperatore Naruhito; in un secondo momento è previsto l’incontro con Abe Shinzo, al quale Bolsonaro sottolineerà la volontà di aprire ai rapporti economici con il governo nipponico. Nel frattempo, il Brasile ha eliminato l’obbligo di richiesta di visto per i cittadini giapponesi per favorire l’ingresso nel Paese agli uomini d’affari con gli occhi a mandorla. Archiviata la pratica Giappone, Bolsonaro è atteso da Xi Jinping: è questa, secondo esperti e analisti, la visita chiave per il futuro economico del Brasile. Per non farsi mancare niente, il presidente brasiliano visiterà anche Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, per cercare di beneficiare dei programmi di investimento dei ricchi fondi sovrani dei Paesi mediorientali. Bolsonaro proverà quindi a presentare agli interlocutori vari progetti infrastrutturali, nella speranza che qualcuno sia disposto a finanziarli e a investirci sopra un po’ di denaro. Resta da capire come (e se) cambierà il rapporto del Brasile con gli Stati Uniti, soprattutto se Xi dovesse rispondere presente alla chiamata di Bolsonaro.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.