Ora anche i Boy Scout devono sottostare ai rigidi dettami del politicamente corretto. Dopo 108 anni di storia, riferisce Fox News, i Boy Scout eliminano il “genere” dal loro nome per diventare semplicemente “Scouts Bsa”. L’annuncio è stato dato mercoledì da Boy Scouts of America, l’organizzazione madre del programma Boy Scout, che si prepara ad accogliere tra le proprie file anche le ragazze. Benché tale decisione sia stata accolta con freddezza e non poche polemiche, il capo esecutivo degli scout Mike Surbaugh è sicuro della bontà della scelta fatta. “Volevamo scegliere qualcosa che evochi il passato, ma che trasmetta anche la natura inclusiva del programma” ha affermato. “Stiamo cercando di trovare il modo giusto per dire che siamo qui sia per i giovani che per le giovani donne”.

“Un programma più inclusivo”

Il consiglio di amministrazione degli scout, riporta la Bbc, ha votato all’unanimità la proposta di aprire il club centenario a tutti i bambini, di ogni genere, a partire da ottobre mentre il cambio di nome dovrebbe entrare in vigore il prossimo febbraio. Boy Scouts of America e Cub Scouts manterranno la vecchia dicitura. Cub Scouts – il programma per bambini dai 7 ai 10 anni – ha già iniziato ad ammettere ragazze da qualche anno. Gli studenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni che entreranno a far parte di Scouts Bsa, inizieranno probabilmente a riferirsi a se stessi come “esploratori”, senza fare riferimento al genere, ha aggiunto Surbaugh.

Il programma avrà unità separate per ragazzi e ragazze, in maniera tale, secondo l’organizzazione, di alleviare le preoccupazioni secondo cui le ragazze che aderiscono al nuovo programma potrebbero essere svantaggiate rispetto ai maschi nel raggiungere in futuro ruoli di leadership. Una decisione che è stata però criticata da Girls Scouts of America, e che ha innescato una violenta reazione sul web.

La dura reazione delle Girl Scout

“Girl Scout è la principale organizzazione a favore dello lo sviluppo della leadership per le ragazze”, ha dichiarato Sylvia Acevedo, l’amministratore delegato delle ragazze scout. “Siamo, e resteremo, la prima scelta per ragazze e genitori che vogliono offrire alle loro ragazze l’opportunità di costruire nuove competenze … e diventare adulte felici, di successo, e civilmente impegnate”. Le Girl Scout hanno detto che la loro organizzazione non è stata minimamente coinvolta nella decisione e sta pianificando una campagna aggressiva per aumentare le nuove reclute. Inoltre, le ragazze scout osservano che il cambio di nome è stato promosso senza una vera e propria programmazione incentrata sulle donne. 

“Siamo orgogliose di mantenere ‘Girl’ nel nome”, ha osservato una portavoce citata dal Washington Post. “Fin da quando siamo nate, le Girl Scout hanno messo le ragazze al centro, assicurando che tutto ciò che facciamo sia non solo nel loro miglior interesse, ma le renda delle leader senza paura e responsabili del cambiamento che le nostre oltre 50 milioni di scout dimostrano di portare avanti”. La decisione dei Boy Scout, che voleva strizzare l’occhio al mondo femminile e al politicamente corretto imperante, rischia insomma di rivelarsi un vero e proprio boomerang. 

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