Che gli hacker russi siano ormai diventati l’oggetto di tutti i grandi complotti del mondo è qualcosa di assodato. In ogni elezione che si rispetti, l’idea in caso di sconfitta è quella di puntare il dito sul Cremlino. Da lì Vladimir Putin farebbe partire la sua fitta rete di violatori di sistemi informatici per colpire le democrazie dell’occidente e fare in modo che esca sempre il risultato favorevole alla Russia. Insieme alla Russia, di solito, ci sono anche i cinesi. Pechino e Mosca formerebbero questa sorta di alleanza informatica distruttrice della volontà popolare e manovratrice del consenso collettivo che piegherebbe in realtà tutte le potenze occidentali al volere del diabolico piano dell’Est.L’ultima accusa in ordine di tempo viene dal Regno Unito. Gli accusatori di questo processo mediatico sono due giornali: The Guardian e The Independent. Secondo i due quotidiani, fra i maggiori del Regno Unito, una commissione d’inchiesta della House of Commons avrebbe affermato che potenze straniere, in particolare Russia e Cina, potrebbero aver colpito il sistema informatico britannico nei giorni prima del voto. In particolare, sempre secondo i giornali in questione, la Commissione avrebbe dichiarato in questo report che gli hacker russi e cinesi avrebbero interferito nella fase della registrazione facendo collassare il sito internet che serviva a questo scopo.Peccato però che il report non dica assolutamente niente di tutto ciò. L’atto pubblicato dal Public Administration and Constitutional Affairs Committee è intitolato “Lessons Learned from the Eu Referendum”. Il suo contenuto è pubblico e visibile dal sito internet del Comitato che si è occupato della stesura di questa relazione. Una relazione molto approfondita, in cui la sezione della House of Commons ha chiarito alcuni punti critici del referendum su Brexit. Uno di questi punti critici è stato questo fatidico crash del sito internet per alcune ore a pochi giorni del voto. È un’analisi che servirà dunque al sistema elettorale britannico come base per modificare e implementare le proprie normative e il proprio sistema per evitare incresciosi incidenti. Fra i molti parametri, è anche inserito quello dell’utilizzo dell’informatica.In un paragrafo del report viene segnalato che il Comitato non ha alcuna prova per sostenere che il crash del sito sia stato opera di un attacco hacker, ritenendo che il motivo sia da rintracciare esclusivamente a un sovraccarico del sistema dovuto all’altissimo numero di registrazioni contemporanee nel sito a pochi giorni dal referendum. Questo sovraccarico, sempre a detta del Comitato, potrebbe anche essere stato, teoricamente, una conseguenza di un attacco hacker con sistemi DDOS, ma non vi sarebbe comunque alcuna prova a sostegno.Aiutaci a combattere le fake news. Scopri come quiRussia e Cina vengono citate dopo, ma come potenziali minacce. In sostanza, il report afferma che Stati Uniti e Regno Unito utilizzano un approccio tecnico per la comprensione e l’utilizzo del sistema elettorale informatico. Cina e Russia, invece, usano un approccio cognitivo basato anche sulla comprensione della psicologia delle masse e sullo sfruttamento degli individui per fini manipolatori. Per carità, non sono parole diplomatiche quelle che utilizza il rapporto ufficiale della Commissione, ma non vengono mai apertamente citate le due potenze orientali come autrici del potenziale attacco né viene citato alcuna prova a sostengo di questo eventuale colpo degli hacker. Tanto che, appunto, si afferma l’assenza di qualsiasi prova in tal senso.La conclusione del rapporto, nella parte in cui si tratta della sicurezza cibernetica del voto popolare, è che il governo implementi la difesa contro gli attacchi hacker perché viene ritenuta una minaccia credibile che, in futuro, potrebbe colpire effettivamente il sistema elettorale britannico. Questo è quanto. E sono state poi le fonti ufficiali governative a ricordare che il governo britannico non ha mai ritenuto quel fatidico crash come un attacco informatico da parte del Cremlino o della Cina. Una portavoce del governo, al contrario, ha sostenuto che oltre all’assenza di prove d’interferenze straniere, un’accurata indagine ha reso evidente che si sia trattato di un semplice quanto devastante sovraccarico di utenze.Ma la stampa mainstream del Regno Unito ha ovviamente dato una sua personale interpretazione alla vicenda. Anzi, ha ritenuto anche di dover segnalare come questi risultati delle indagini fossero frutto dei ripetuti reclami al Cremlino per i tentativi di influenzare le elezioni negli Stati Uniti e in Francia. In sostanza, se non vince un alleato del mainstream o potrebbe vincere un avversario dei grandi giornali, il motivo non sarebbe da rintracciare nella volontà del popolo, né nella capacità de singolo uomo o movimento, ma nell’interferenza di Mosca o di Pechino. Che sarebbero minacce terribili, come ha giustamente segnalato il report della Commissione, ma che tuttora sono da considerare tali, nonostante molti media vogliano far credere di essere già divenute delle realtà effettive.

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