Gli esponenti dei dem che intendono partecipare alle primarie interne sono già molti, quasi dieci a distanza di un anno dai caucus in Iowa, ma l’ultimo tra questi, in ordine di tempo, è un politico – un sindaco, per essere specifici – apertamentegay.

Nessuna persona omosessuale, stando a quello che sappiamo e guardando alle dichiarazioni rilasciate, come segnalato pure dall’Huffington Post – ha mai partecipato alla sfida finale per la presidenza: l’uno contro uno tra il candidato del Gop e quello dei Dem. E tanto è bastato a far accendere i riflettori su quella che per ora rimane solo una possibile discesa in campo. 

Le prossime elezioni, la turnata valevole per laCasa Bianca, terranno banco per l’intero prossimo biennio: nel 2020, gli Stati Uniti dovranno scegliere se confermare o no Donald Trump. Gli asinelli cercano di serrare le fila in vista del setaccio che permetterà agli elettori,ai finanziatori e ai simpatizzanti di filtrare i candidati, ma il quadro che sta emergendo è più che frastagliato. L’ultimo dei Dem a lanciare la sua corsa verso la competizione interna – come anticipato – è stato proprio il giovane Pete Buttigieg, che nel corso della sua esistenza ha contratto un matrimonio – ancora valido – con un altro uomo.

Il sindaco trentasettenne – a dire il vero – non ha ancora comunicato che farà parte di coloro che si misureranno tra di loro, e Stato per Stato, sino alla nomination, ma ha promosso un comitato esplorativo in vista delle presidenziali. Ma è difficile ipotizzare che, dopo aver messo mano al portafoglio, preferisca tornare indietro. Aprire un comitato elettorale esplorativo fa parte di quegli atti doverosi che un aspirante presidente deve fare. Lo stesso discorso può essere riferito alla sede elettorale aperta dalla senatrice Kirsten Gillibrand, un’altra che non ha ancora ufficializzato la sua candidatura. 

Nel frattempo ha sciolto la riserva Kamala Harris, che è di sicuro una delle più accreditate a vincere le primarie. Esiste un alone di mistero attorno all’endorsement di Barack Obama: qualcuno dice che abbia intenzione di supportare tanto la Harris quanto Joe Biden, altri, invece, sostengono che stia per spiazzare tutti, sposando la causa di Beto O’Rourke. Ci sarà modo e tempo per analizzare le mosse dell’ex presidente democratico degli Stati Uniti. Per ora si può asserire con certezza che la sua scelta avrà un peso specifico superiore a tante altre. E il nostro Buttigieg?

Da poco, dalle parti della Casa Bianca, è stata sollevata una polemica perché la moglie di Mike Pence, che per chi non lo ricordasse è il vice del tycoon, è tornata a insegnare in un istituto privato della Virginia dove le persone omosessuali non vengono ammesse. Le possibilità che Buttigieg sbaragli la concorrenza sono ridotte al lumicino, ma la sua candidatura permetterà alla campagna elettorale dei Dem di affrontare il tema dei diritti civili con maggiore frequenza. 

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