“Chi è indeciso se votare per me o per Trump non è un vero nero”. Sono passati circa due anni da quando Joe Biden, al tempo candidato alla Casa Bianca, pronunciò ai microfoni della trasmissione The Breakfast club, seguitissima da milioni di afroamericani negli Stati Uniti, una delle sue innumerevoli gaffes da quando ha iniziato a fare politica. Una frase razzista che, tuttavia, non incise sull’andamento delle elezioni presidenziali: Biden riuscì infatti a raccogliere alle elezioni di quell’anno circa l’87% dei voti della minoranza afroamericana nel Paese. Ora la vera domanda è: l’anziano presidente originario del Delaware spopola ancora fra gli afroamericani?

Forse alle ultime elezioni e in qualche vecchio sondaggio, ma non certo fra il personale della Casa Bianca. Secondo quanto riportato da Politico, infatti, almeno 21 membri di colore dello staff hanno lasciato la Casa Bianca dalla fine dello scorso anno o stanno pianificando di andarsene presto. E quelli che rimangono al servizio di “Sleepy Joe” – così come lo definiva Donald Trump – affermano che non c’è da meravigliarsi del motivo di questo vero e proprio esodo: l’ambiente di lavoro, dicono, è fatto di superiori che danno scarso sostegno ai loro sottoposti e di scarse possibilità di promozione. E così, chi può, se ne va, verso lidi migliori.

Afroamericani, esodo dalla Casa Bianca: in 21 via dallo staff di Joe Biden

Il presidente, probabilmente conscio dal grave danno d’immagine che la notizia della fuga degli afroamericani dalla Casa Bianca avrebbe potuto recargli, ha giocato d’anticipo: per questo motivo, lo scorso 6 maggio, ha nominato come portavoce Karine Jean-Pierre al posto di Jen Psaki. Pierre è la prima persona apertamente omosessuale e la prima afroamericana a ricoprire questo incarico, iniziato ufficialmente lo scorso 13 maggio. Una nomina in linea con la tendenza “woke” e “inclusiva” della sinistra liberal Usa, che però non è stata sufficiente per mettere a freno ciò che Biden temeva di più e che l’inchiesta di Politico mette ora in luce. Questa fuga di mussa degli afroamericani dalla Casa Bianca che imbarazza il presidente ha addirittura un nome: “Blaxit” (“black” e Brexit).

Il primo addio è arrivato a dicembre, quando la portavoce di Kamala Harris, Symone Sanders, ha annunciato che se ne sarebbe andata. Da allora, gli assistenti senior di Harris Tina Flournoy, Ashley Etienne e Vincent Evans e Cedric Richmond hanno presentato le loro dimissioni. A queste si sono aggiunte quelle di Carissma Smirth, di Kalisha Dessources Figures, del direttore senior del Consiglio di sicurezza nazionale Linda Etim, di Cameron Trimble, del consulente legale Funmi Olorunnipa Badejo, del capo dello staff Ron Klain, dei consiglieri Elizabeth Wilkins e Niyat Mulugheta, dell’assistente alla comunicazione Natalie Austin. Anche i collaboratori del National Economic Council, Joelle Gamble e Connor Maxwell, nonché gli assistenti del personale presidenziale Danielle Okai, Reggie Greer e Rayshawn Dyson, hanno detto addio. E come se non bastasse, i funzionari della Casa Bianca, il vice consigliere della Casa Bianca Danielle Conley e l’assistente del Council of Economic Advisers Saharra Griffin hanno in programma di andarsene nelle prossime settimane.

La preoccupazione degli esperti

È un esodo che preoccupa gli esperti e quelli che chiedono a Joe Biden di avere un “governo inclusivo”, capace di rappresentare tutte le minoranze .”Ho sentito parlare di un esodo di membri del personale nero dalla Casa Bianca – ‘Blaxit’ – e sono preoccupato”, afferma Spencer Overton, presidente del Centro congiunto per gli studi politici ed economici. “Gli elettori neri rappresentavano il 22% degli elettori del presidente Biden nel novembre 2020. È essenziale che il personale nero non solo venga reclutato per ricoprire posizioni di alto livello, medio e basso alla Casa Bianca, ma sia anche incluso nelle principali decisioni politiche”. La neo-portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, respinge le accuse. “Il presidente è incredibilmente orgoglioso di aver costruito quello che continua ad essere lo staff della Casa Bianca più diversificato nella storia e si impegna a continuare la rappresentanza storica per il personale nero e tutte le comunità” spiega.

La sensazione che si respira nell’opinione pubblica è che Biden abbia speso belle parole ma, nei fatti, abbia voltato le spalle al gruppo demografico che più lo aveva premiato alle elezioni presidenziali del 2020. Un sondaggio della Nbc di gennaio, ad esempio, ha rilevato che il sostegno degli afroamericani al presidente, che ad aprile era stato dell’83%, è sceso al 64%. Molti afroamericani, infatti, ritengono semplicemente preferibile Jo Biden a Donald Trump, ma il loro sostegno è circoscritto e limitato a questo, in molti casi.E con le elezioni midterm alle porte, si tratta di una pessima notizia per il presidente Usa.

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