Diventa fotografo professionista con noi
Iscriviti alla masterclass

Anche durante il viaggio in Medio Oriente di Donald Trump continua il ridimensionamento dell’amministrazione del presidente statunitense. La lista dei “silurati” quindi continua ad allungarsi. Prima era toccato all’ex direttore della campagna elettorale Corey Lewandoski, dopo all’ex consigliere per la sicurezza nazionale Micheal Flynn. Anche Steve Bannon, inizialmente considerato braccio destro di Trump, è stato progressivamente messo ai margini dell’amministrazione, cacciato dal Consiglio di sicurezza dopo le pressioni – secondo lo stesso Bannon – di Jared Kushner su suo suocero . La scorsa settimana, infine, è toccato all’ex direttore del FBI James Comey, travolto dal Russiagate, farsi da parte.Recentemente Trump ha confermato che il candidato più quotato a prendere in mano le redini del Federal Bureau of Investigation sia il 75enne Joe Lieberman. In caso venisse confermata, la nomina di Lieberman segnerebbe una novità sostanziale rispetto a tutti coloro che lo hanno preceduto in questo ruolo. Basta paragonare il suo Curriculum con quello dei precedenti direttori del FBI per capirlo. I sei uomini, succeduti da quando fu istituito il Bureau nel 1908, che hanno ricoperto questo ruolo avevano avuto, tutti, una carriera come giudici federali, procuratori federali o, direttamente, erano stati per anni agenti dell’ente investigativo degli Stati Uniti. A partire da J. Edgar Hoover, direttore del FBI per ben 37 anni, fino al fresco di licenziamento James Comey, che la sua carriera l’ha costruita da procuratore in uno degli studi più prestigiosi di Manhattan. Lieberman può essere considerato un outsider – in particolar modo per due motivi – sempre che nei prossimi giorni la sua nomina venga effettivamente ufficializzata.Il primo motivo, come accennato, risiede nella carriera che ha avuto Lieberman rispetto a tutti coloro che lo hanno preceduto alla direzione del Federal Bureau of Investigation. Laureato nella facoltà di Legge di Yale, prima di diventare senatore ha lavorato dal 1983 al 1989 come procuratore generale del Connecticut. E’ stato senatore per lo stato del Connecticut dal 1988, anno in cui sconfisse il repubblicano Lowell Weicker, carica che ha ricoperto fino al 2013. Altro elemento non trascurabile è proprio l’orientamento politico di Lieberman: da sempre un Democratico, corse durante la campagna di Al Gore (2000) in qualità di aspirante vice-presidente. L’anno scorso, durante lo scontro Clinton-Trump, il suo endorsement fu per la candidata democratica Hillary, in cui Lieberman diceva di riporre “grande fiducia”. Nel 2006 è cominciato il suo cambio di rotta che lo ha portato a lasciare i Dem per correre come indipendente per tentare di rimanere saldo alla sua posizione in Senato. Solo due anni dopo, nel 2008, ha partecipato alla Convention repubblicana occasione in cui, dopo il suo discorso, ricevette una vera e propria standing ovation.Attualmente, invece, Joe Lieberman è consulente dello studio legale Kassowitz, Benson, Torres & Friedman, studio che spesso in passato ha assistito Trump durante le sue tante vicende giudiziarie. Altro elemento che potrebbe frenare la sua nomina risiede proprio nei rapporti che lo studio legale – dove attualmente lavora – intrattiene con il presidente statunitense, il che potrebbe facilmente far scattare accuse di conflitto di interessi. L’eventuale nomina di Joe Lieberman sarebbe una novità per la storia del FBI anche per un altro motivo, oltre quelli già menzionati, ovvero che l’ex senatore del Connecticut sarebbe il primo uomo con una carriera politica alle spalle a ricoprire questo ruolo. Per un ente che da sempre vanta la sua natura apolitica, sarebbe un cambiamento radicale avere a capo un ex membro del Senato che ha addirittura corso come vice-presidente durante la campagna di Al Gore.Donald Trump, dopo aver firmato ieri in Arabia Saudita un accordo per la vendita di armi pari a 110miliardi di dollari, andrà in Israele, dove passerà a Tel Aviv, Gerusalemme e Betlemme. Dopo volerà alla volta di Roma e visiterà il Vaticano per incontrare papa Francesco e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 25 maggio, a Bruxelles, incontrerà, tra gli altri, il nuovo presidente francese Emmanuel Macron. Al suo ritorno dovrà decidere a chi affidare l’importante ruolo di direttore dell’ente investigativo della polizia americana. Secondo alcune fonti i due si sono già incontrati alla Casa Bianca questo mercoledì. Il senatore e capo della Commissione del Senato per i servizi armati, John McCain, ha indicato Joe Lieberman come la “migliore scelta possibile”.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.