Non solo il protezionismo commerciale. Gli Stati Uniti alzano le barriere anche in campo accademico, attuando una stretta sul rilascio dei visti per studenti, ricercatori e professori cinesi. La risposta della Cina non si è fatta attendere: Pechino ha lanciato un allarme per la sicurezza dei propri cittadini esortandoli a fare una valutazione dei rischi prima di approdare in territorio americano.

L’allarme di Pechino

Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha messo in guardia i cinesi che intendono andare, o già si trovano, negli Stati Uniti. Nella nota si esortano i turisti e le istituzioni finanziate dalla Cina a intensificare le precauzioni e prendere appropriate misure preventive per evitare di trovarsi in spiacevoli situazioni. Chen Xiofeng, vice direttore generale del Dipartimento degli Affari consolari del Ministero degli Affari Esteri cinese, ha sottolineato come le forze dell’ordine americane abbiano più volte molestato i cittadini cinesi con sproporzionati controlli sull’immigrazione e umilianti interviste sul posto.

Stretta di Washington sugli studenti cinesi

La Cina si è poi rivolta agli accademici: studiare negli Stati Uniti comporta dei rischi. Il Ministero dell’Educazione cinese ha allertato professori e studenti di tutti i pericoli in cui potrebbero imbattersi una volta arrivati negli Usa. Da alcuni mesi, infatti, Washington sta applicando una politica più restrittiva in materia di concessione dei visti, anche per quanto riguarda gli accademici.

Molte richieste sono state respinte, altre accettate ma con un periodo di studio più breve del dovuto. Secondo la televisione di Stato cinese Cctv, nel periodo compreso fra lo scorso gennaio e marzo, su 1.350 studenti richiedenti il visto, 182 non sono riusciti a partire come programmato. La pratica degli Stati Uniti, secondo la Cina, oltre a danneggiare la collaborazione accademica tra i due Paesi, danneggerebbe la dignità degli studenti cinesi.

Le paure della Casa Bianca

Gli Stati Uniti stanno estendendo la guerra commerciale con la Cina in tutti i campi, compreso il settore accademico. La Casa Bianca sospetta che gli studenti cinesi possano essere spie capaci di rubare segreti o conoscenze strategiche per conto di Pechino. Da qui la burocrazia asfissiante e le restrizioni quando si tratta di assegnare un visto a un accademico proveniente da oltre Muraglia. Il problema è che questa restrizione improvvisa non si basa su prove, quanto su una prevenzione generale.

Una delle conseguenze più diffuse è che molti ragazzi cinesi, già iscritti a corsi di laurea negli Stati Uniti, non riescono a rinnovare il loro permesso per terminare gli studi. Eppure gli studenti cinesi presenti nei campus americani sono più o meno 360mila, ovvero un terzo del totale: un numero in grado di iniettare nell’economia statunitense una cifra compresa fra i 15 e i 19 miliardi di dollari annui.

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