Lo avevamo conosciuto per essere il ministro degli Esteri della Cina. Adesso che il suo posto è stato occupato da Qin Gang, Wang Yi è entrato nel Politburo ed è diventato il direttore dell’Ufficio della Commissione per gli affari esteri del Comitato centrale sostituendo Yiang Jiechi. Quella di Wang, dopo dieci anni di onorato servizio presso il Ministero degli Esteri, è a tutti gli effetti una promozione, visto che ricopre adesso il ruolo di massimo diplomatico cinese.

Ebbene, tra gli altri impegni in agenda, toccherà proprio a Mister Wang il delicato compito di ricalibrare i rapporti tra Pechino e l’Unione Europea, diventati tesi da un anno a questa parte in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina e alla partnership tra Xi Jinping e Vladimir Putin.

L’ex Ministro è pronto a effettuare un tour intensivo nel Vecchio Continente. Nelle scorse settimane si era discusso della possibilità che il gigante asiatico potesse cercare di intavolare relazioni con l’Europa e, di pari passo, effettuare un’inversione a U sulla Russia. L’imminente viaggio di Wang, che secondo quanto riportato da Politico dovrebbe visitare Germania e Paesi Bassi, sarebbe coerente con questo ipotetico piano.

Del resto, con gli Stati Uniti nei panni di principale rivale strategico, la Cina sta cercando un modo per riscaldare i legami con Bruxelles attraverso un massiccio impegno diplomatico. Le visite a Pechino, lo scorso novembre, del cancelliere tedesco Olaf Scholz e di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, saranno con ogni probabilità seguite all’inizio di quest’anno dai viaggi oltre la Muraglia del presidente francese Emmanuel Macron e del premier italiano Giorgia Meloni. La Russia potrebbe insomma trasformarsi solo ed esclusivamente in un partner energetico della Cina.



La partita europea

Non sappiamo ancora le date esatte del viaggio di Wang in Europa. Il tour dell’alto diplomatico cinese rappresenta tuttavia un’occasione d’oro che la Cina cercherà di sfruttare al meglio per superare la diffidenza di Bruxelles.

Pare che l’ex Ministro possa partecipare alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco e visitare il quartier generale dell’Ue. In ogni caso, Wang sarà il funzionario di più alto livello a visitare l’Europa dal Congresso del Partito Comunista di ottobre, lo stesso che ha consegnato a Xi Jinping un inedito terzo mandato.

Nonostante l’avvertimento di Pechino sulle minacce nucleari di Mosca, Xi e Putin si sono uniti per sostenere una partnership alternativa all’ordine mondiale occidentale. Nella sua ultima telefonata con Putin, il 30 dicembre, il leader cinese ha addirittura salutato un partenariato strategico globale con la Russia “più maturo e resiliente” rilevando un “massimo record” per il commercio bilaterale nei primi 11 mesi dello scorso anno.

I diplomatici cinesi, d’altra parte, hanno però cercato di minimizzare l’importanza dei legami sino-russi. Il nuovo ambasciatore cinese presso l’Ue, Fu Cong, è persino arrivato ad affermare che le persone non dovrebbero dare troppo peso alle etichette o a termini come “nessun limite” (usato da Putin e Xi per descrivere la loro amicizia), aggiungendo che Pechino potrebbe descrivere allo stesso modo le relazioni con l’Unione europea.

La posta in palio

Per quale motivo la Cina ha (ri)acceso i riflettori sull’Europa? I dossier in ballo sono numerosi. Tra i più scottanti troviamo senza dubbio il futuro del Comprehensive Agreement on Investment (Cai), ovvero l’accordo sugli investimenti siglato tra Unione Europea e Cina, ma rimasto in fase di stallo.

Pechino auspicava che il processo di ratifica dell’intesa potesse sbloccarsi nel 2022. Così non è stato, tanto che, stando alle testimonianze di alcuni funzionari europei, l’ambasciatore Fu, all’opera da poco più di un mese, sarebbe ansioso di rilanciare l’iter burocratico per ottenere la fumata bianca.

Il Cai, spinto con fervore dall’ex cancelliere tedesco Angela Merkel e dal dipartimento commerciale della Commissione europea, è stato “congelato” dal Parlamento europeo dopo che la Cina ha sanzionato alcuni legislatori dell’Ue in risposta alle sanzioni europee contro i funzionari cinesi coinvolti nella repressione dei musulmani uiguri nello Xinjiang. Non è un caso che Wang farà tappa proprio in Germania e che effettuerà la trasferta europea nell’anno del 20esimo anniversario del partenariato strategico globale Cina-Ue.

Nel frattempo, lo stesso Wang ed Emmanuel Bonne, consigliere diplomatico di Macron, hanno discusso di un “importante programma bilaterale” per le due nazioni in vista della visita cinese del capo dell’Eliseo. “L’attuale situazione mondiale è piena di turbolenze e cambiamenti, e lo sviluppo sano e stabile delle relazioni sino-francesi è di particolare importanza”, ha detto l’ex Ministro, facendo presente che la Cina è disposta “a intensificare gli scambi ad alto livello, ad approfondire la fiducia reciproca strategica e ad aprire nuove prospettive per un partenariato strategico globale Cina-Francia”. 

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