Cina e Stati Uniti devono “trovare il modo di andare d’accordo” per tutelare la pace e lo sviluppo nel mondo. Lo ha scritto, nero su bianco, niente meno che Xi Jinping in un messaggio di congratulazioni inviato e letto alla cena di gala annuale del National Committee on Us-China Relations (Ncuscr), al Plaza di New York.

Fresco di un nuovo e inedito mandato nelle vesti di segretario del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi ha lanciato un inaspettato segnale di avvicinamento al suo omologo statunitense Joe Biden. Le parole usate dal leader cinese lasciano trasparire la volontà di Pechino di “collaborare” con Washington in nome di una “coesistenza pacifica”.

Certo, le due potenze dovranno trovare il “modo giusto” per innescare un processo fino a qualche mese fa pressoché utopico. Ma il Dragone, intanto, ha quanto meno gettato le fondamenta sulle quali ricostruire un dialogo diplomatico con gli Usa, sulla base del “rispetto reciproco” e di una “cooperazione vantaggiosa per tutti”.

La giusitificazione di tale esigenza, nelle parole di Xi, è che Cina e Stati Uniti devono fare questo importante passo in avanti perché il mondo “oggi non è né pacifico né tranquillo”. Potrebbe esserci dell’altro.



Il messaggio di Xi

“In quanto grandi potenze, il rafforzamento della comunicazione e della cooperazione tra Cina e Stati Uniti aiuterà ad aumentare la stabilità e la certezza globali e a promuovere la pace e lo sviluppo nel mondo“, ha aggiunto il presidente cinese, secondo quanto riferito dall’emittente cinese CCTV. In questo modo “non sarà solo un bene per entrambi i paesi, ma anche per il mondo”, ha ribadito Xi nella lettera.

Ricordiamo che l’ultimo terreno di scontro tra i due Paesi è quello relativo a chip e semiconduttori, con Biden che ha recentemente firmato il Chips and Science Act, un disegno di legge che dovrebbe aiutare gli Stati Uniti a produrre chip sofisticati in modo tale da anticipare la Cina e portare a compimento progressi tecnologici strategicamente rilevanti.

Prima ancora la tensione era salita alle stelle su Taiwan, con la visita estiva di Nancy Pelosi sull’isola, poi con la notizia, recente, di una possibile produzione congiunta di armi tra Usa-Taiwan. La spaccatura principale, tuttavia, risiede nella partnership stretta tra Russia e Cina, arrivata alla vigilia della guerra in Ucraina. Pechino ha fatto di tutto per restare fuori dalla contesa. Ha più volte sottolineato la necessità di trovare una soluzione pacifica al conflitto e ribadito il rispetto all’integrità territoriale di Kiev, anche se non ha appoggiato le sanzioni contro il Cremlino e, allo stesso tempo, ha puntato il dito contro l’espansionismo della Nato come una delle cause primarie del conflitto.

La mossa del Dragone

Per capire da dove arriva il ramoscello d’ulivo che Xi Jinping ha portato fino a New York bisogna guardare alla politica interna cinese e anche al calendario. Innanzitutto Xi ha ricevuto un altro mandato quinquennale alla guida del PCC, blindando il suo potere e circondandosi di un team di fedelissimi e lealisti, con l’intenzione di traghettare la Cina fuori dalle acque tempestose che stanno minacciando la crescita nazionale.

Se le tensioni e le guerre non portano mai pace, affari e prosperità, per Pechino è arrivato il momento di far valere il suo peso diplomatico. Anche perché Biden potrebbe cambiare atteggiamento dopo le midterm di novembre. E, proprio in quei giorni, sempre a novembre, è in calendario anche il G20 di Bali, in Indonesia, dove Xi potrebbe avere il primo faccia a faccia presidenziale di persona con l’inquilino della Casa Bianca, da quando ques’tultimo è stato eletto nel 2020.

Nella lettera, Xi Jinping ha auspicato infine che la la Ncuscr, e cioè la Commissione nazionale per le relazioni tra Stati Uniti e Cina, continui a svolgere un ruolo attivo affinché le relazioni tra le due nazioni “tornino sulla strada di uno sviluppo sano e stabile”. Biden aveva definito la Cina come l’unico competitor degli Stati Uniti “con l’intento di rimodellare l’ordine internazionale e, sempre più, il potere economico, diplomatico, militare e tecnologico per portare avanti tale obiettivo”.

Xi ha insomma fatto capire, al contrario, di voler collaborare con Biden e con i suoi successori. I punti di appiglio dai quali iniziare il dialogo non mancano. Citiamo, ad esempio, l’emergenza climatica, la crisi energetica ed economica e la guerra in Ucraina. La palla passa adesso tra i piedi di Biden.

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