La notizia era nell’aria da diversi giorni e, nelle prossime ore, potrebbe essere confermata: per la città di Douma potrebbe profilarsi una soluzione politica e diplomatica, volta ad evitare quello che condurrebbe ad un vero e proprio bagno di sangue. La città di Douma non è una qualsiasi nella crisi che, da cinque anni a questa parte, interessa l’area damascena e l’hinterland della capitale siriana; già dal 2012 infatti, questo importante e grosso centro è diventato un vero e proprio capoluogo del Ghouta occupato dagli islamisti, un punto di riferimento fondamentale ed essenziale per coloro che l’occidente fino a non molto tempo fa chiamava “ribelli moderati” anti Assad. L’eventuale capitolazione di Douma, darebbe un importante colpo sotto il profilo militare e psicologico alle sigle estremiste presenti nel Ghouta, la città del resto si ritrova comunque isolata dal resto di quel che rimane della “sacca” islamista ma alcuni recenti fatti testimonierebbero una possibile resa da parte dei combattenti. 

I corridoi umanitari di russi e siriani 

In primo luogo, a differenza di quanto accaduto nei giorni precedenti, sembrano essere state corredate da successo le iniziative volte a creare veri e propri corridoi per l’evacuazione dei civili da Douma e da altre località del Ghouta Est; secondo l’agenzia siriana Sana, sarebbero circa dodicimila gli abitanti di questa regione fatti evacuare grazie ai passaggi controllati dall’esercito di Damasco sotto la supervisione dei russi: Russia Today, a partire dal pomeriggio di questo giovedì, ha iniziato a seguire in diretta l’evacuazione dei cittadini dai territori in mano agli islamisti a quelli invece governativi. Si tratta, seguendo le immagini, di un vero e proprio esodo massiccio, segno che potrebbe in effetti essere stato trovato un accordo con alcuni gruppi che controllano Douma i quali, in cambio di aiuti umanitari e della possibilità di fuga dalla città verso Idlib, starebbero quindi lasciando passare i civili. 

Nei giorni scorsi invece, i terroristi hanno più volte sparato contro i cittadini del Ghouta che intendevano percorrere i corridoi umanitari al fine di mettersi in salvo ed evitare di rimanere coinvolti negli scontri; oltre che una buona notizia per migliaia di famiglie, adesso al riparo ed in salvo nei territori governativi, la fuga permessa ad almeno dodicimila civili dal Ghouta implica il buono stato delle trattative per la resa quanto meno della città di Douma. 

Preoccupa la situazione umanitaria

Dunque ci si potrebbe trovare al cospetto di uno scambio: la libertà per i civili e la fine per loro degli orrori della guerra, in cambio di un lasciapassare; a Douma i gruppi integralisti presenti potrebbero aver scelto la strada del buon senso, visto che in nessuno modo a questo punto della battaglia essi potrebbero ribaltare la situazione militare. L’esercito siriano avanza, le bandiere del governo di Damasco vengono apposte in località che, fino a pochi giorni fa, erano feudi islamisti da almeno sei anni; inoltre, proprio nei giorni scorsi, la popolazione è scesa in piazza in diverse città per protestare contro la presenza delle sigle jihadiste: oltre al sostegno ad Assad, i civili in strada hanno manifestato contro le condizioni di estrema precarietà in cui versano, implorando il ritiro dei cosiddetti ribelli per porre fine alle sofferenze.

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