In molti, all’interno dell’entourage repubblicano, vanno dicendo che le elezioni Usa del prossimo 8 novembre saranno truccate. Primo fra tutti, Donald Trump, che ha anche detto che non accetterà il risultato del voto (ma solo in caso di sconfitta). Dubbi e timori di una campagna elettorale sempre più combattuta, talvolta anche con l’insulto.I siti vicini ai repubblicani, come il Daily caller, hanno evidenziato i legami tra George Soros (grande finanziatore di Hillary Clinton) e l’azienda che vigilerà “sulle macchine per le votazioni in sedici Stati” americani. Per i repubblicani, l’attenzione è quindi altissima e le preoccupazioni molte.Ora l’Observer ripesca un audio del 2006 in cui l’attuale candidata alla presidenza americana dice a Eli Chomsky, redattore del Jewish Press: “Non credo che avremmo dovuto spingere per elezioni nei Territori palestinesi. Credo che sia stato un grande errore. E se avessimo invece spinto per le elezioni, allora avremmo dovuto assicurarci di fare qualcosa per determinare il vincitore” (Clicca qui per sentire l’audio registrato da Chomsky). Alle elezioni del 25 gennaio del 2006, infatti, Hamas aveva ottenuto 74 seggi contro i 45 di Fatah, organizzazione paramilitare palestinese più gradita agli Stati Uniti rispetto al Movimento Islamico di Resistenza.La Clinton, nel 2006, cercava di essere rieletta al senato americano e, per questo, girando di redazione in redazione per rilasciare interviste, aveva deciso di incontrare anche Eli Chomsky del Jewish Press, il quotidiano della comunità ebraica ortodossa di New York.banner_cristianiChomsky ricorda sull’Observer che venne preso in contropiede dal fatto che “chiunque poteva supportare l’idea – confermata da niente popò di meno che da un leader politico nazionale – che gli Usa potessero essere coinvolti nell’orientamento di elezioni politiche di Stati esteri“. Una preoccupazione, secondo i repubblicani, quanto mai attuale.

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