Tre città in attesa e protagoniste dell’odierna intensa giornata diplomatica: Bengasi, Tripoli e Roma appaiono legate da un unico filo conduttore che vede le proprie stanze della poliica attraversate dagli impegni istituzionali afferenti ai rapporti tra Italia e Libia. Una giornata delicata, che inizia a Bengasi con il decollo di un aereo diretto a Roma, dove a bordo Haftar si prepara a vedere il premier italiano Giuseppe Conte.

l’intensa giornata vissuta nelle stanze di palazzo chigi

Ma mentre il generale sorvola il Mediterraneo, il presidente del consiglio italiano è già nei suoi uffici di piazza Colonna ed oltre ad aspettare Haftar ha il tempo di un altro delicato incontro. Si tratta, in particolare, del colloquio con l’ambasciatore Usa a Roma, Lewis Eisenberg. Il fatto che la conversazione tra i due arrivi a poche ore dall’approdo del generale della Cirenaica nella capitale, non è certo un caso. Da Palazzo Chigi viene emanato solo uno scarno comunicato stampa, tre righe in cui si conferma l’incontro ma non si fa riferimento agli argomenti trattati. Il collegamento però con il dossier libico appare molto stretto: a prescindere se è o meno l’argomento principale nell’agenda dell’incontro tra il premier e l’ambasciatore, di certo la Libia non è passata in sordina.

Del resto gli Usa appaiono sì defilati, ma non del tutto fuori dallo scacchiere libico. Washington più volte negli ultimi anni fa comprendere di non voler essere protagonista nel paese nordafricano, ma la situazione viene valutata e seguita molto da vicino anche al Pentagono ed alla Casa Bianca. Nei giorni scorsi basta una telefonata rivolta da Trump ad Haftar, per rimescolare non poche carte sul tavolo. Il presidente Usa, in particolare, riconosce il governo di Al Sarraj ma consegna ad Haftar lo scettro di principale attore impegnato contro il terrorismo. Il fatto che il rappresentante di Washington a Roma incontri il capo del governo italiano a poche ore dall’arrivo di Haftar, potrebbe rappresentare un importante segnale politico circa l’evolversi dei rapporti diplomatici sul fronte libico.

Quando Haftar atterra, l’ambasciatore torna nella sua residenza romana. A Palazzo Chigi fa il suo ingresso il generale, il cui pensiero non può non andare al fatto che quegli stessi corridoi da lui percorsi vedono protagonista Al Sarraj esattamente una settimana fa. Il protocollo chiarisce la natura della visita: otto giorni fa il premier libico viene accolto come un capo di Stato, circostanza non riservata ad Haftar. Questo perchè il governo di Roma riconosce come premier solo Al Sarraj, ma oramai dialoga intensamente con il capo dell’Lna, il Libyan National Army. Altro particolare: Haftar, come già altre volte quando arriva in Italia, è in giacca e cravatta e non in uniforme. Dunque lui è a Roma come importante interlocutore libico, non come capo del suo esercito. Così come fa sapere Palazzo Chigi tramite una nota, i due parlano della situazione sul campo con l’Italia che ribadisce il suo sostegno ad un cessate il fuoco e le preoccupazioni per i civili.

movimenti diplomatici anche a tripoli

Fin qui dunque la giornata vissuta tra Bengasi e Roma. Ma anche nella capitale libica non mancano incontri direttamente collegati alle notizie che arrivano da Palazzo Chigi. A Tripoli, in particolare, il ministro dell’interno del governo di Al Sarraj, il misuratino Fathi Bishaga, incontra il nostro ambasciatore Giuseppe Buccino. A darne notizia è la pagina Facebook del dicastero tripolino. Nella nota si parla, in particolare, di un incontro ritenuto soddisfacente ma l’impressione è che Bishaga sia andato dal nostro rappresentante per avere rassicurazioni circa la posizione italiana alla luce dell’arrivo a Roma di Haftar.

Eloquente in tal senso è la risposta di Buccino, il quale fa presente che l’Italia è tra i paesi promotori della dichiarazione congiunta dei ministri degli esteri Ue di lunedì scorso, in cui l’attacco di Haftar su Tripoli viene visto come “minaccia alla pace internazionale”. Un modo per ribadire che Roma riconosce il governo di Al Sarraj e le sue ragioni ma, al contempo, vede in Haftar un importante interlocutore ed un imprescindibile attore per la stabilizzazione della Libia. Finita la giornata romana, la palla adesso passa a Parigi: è lì che Haftar è diretto per la sua prossima tappa europea, è sulla capitale francese adesso che si puntano tutte le attenzioni.

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