La Nato approverà l’impiego degli AWACS per aiutare la coalizione a guida Usa contro il gruppo estremista dello Stato islamico. Per approfondire: La Nato si prepara alla “guerra ibrida”Il Segretario Generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha praticamente dato per certa l’approvazione di uno dei principali punti all’ordine del giorno del prossimo summit che si terrà il prossimo fine settimana in Polonia. I leader della Nato si ritroveranno al National Stadium di Varsavia per ratificare gli obiettivi e le nuove strategie militari da adottare. Stoltenberg, durante la conferenza stampa di presentazione del vertice, ha svelato alcuni dettagli sull’imminente impiego degli AWACS. Voleranno nello spazio aereo turco o internazionale, ma saranno in grado di monitorare sia la Siria che l’Iraq. La flotta E-3A AWACS agirà anche per gestire il flusso dei profughi provenienti dalla Siria. I leader della Nato dovranno anche decidere sulle misure di formazione e rafforzamento dell’esercito iracheno. Il Segretario della Nato ha poi confermato gli altri punti all’ordine del giorno. La Polonia sarà riconosciuta formalmente come un alleato chiave nella nuova architettura di difesa della Nato (ospiterà la seconda postazione di fuoco dello scudo antimissile) e saranno valutate le sue proposte.La Polonia chiederà ufficialmente alla Nato di schierare truppe fisse nel paese, anche se da sole non saranno sufficienti in caso di un conflitto su larga scala. Varsavia chiederà poi sistemi di difesa e piattaforme tattiche. La Nato ufficializzerà lo schieramento delle truppe in rotazione in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, nell’ottica di una “difesa credibile” contro un massiccio attacco convenzionale russo. Gli Stati baltici hanno formalmente richiesto alla Nato di schierare truppe nei loro territori. L’Alleanza ha già approvato il dispiegamento di truppe nell’Europa orientale: quattro battaglioni operativi a protezione dei confini con la Russia.

Perché la guerra degli Usa all'Isis non porta i risultati sperati?
Nella prima turnazione, gli Stati Uniti garantiranno due battaglioni. Il terzo battaglione sarà inglese ed il quarto tedesco. La dimensione complessiva della forza sarebbe di 4000 soldati. I quattro battaglioni saranno sempre in rotazione ed agiranno sotto egida Nato. Il sistema di comando e controllo delle truppe spetterà al quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa. La Nato analizzerà la posizione della Norvegia e la sua richiesta di potenziare l’Europa del Nord con una flotta navale. L’esercito americano, lo scorso febbraio, ha completato il rischieramento di carri armati ed artiglieria all’interno di strutture corazzate segrete realizzate durante la guerra fredda in Norvegia.Per approfondire: Tensione Nato-Russia sul Mar NeroLa mossa rientra nella nuova strategia di Washington per rafforzare le difese della Nato in Europa, con immediata disponibilità di sistemi d’arma qualora si verificasse una crisi con la Russia. C’è poi la posizione di Helsinki, che confina ad est con la Russia. La Finlandia non è membro della Nato, ma negli ultimi anni si è allineata con la politica dell’Alleanza. Mosca si è sempre opposta ad una ulteriore espansione della Nato, in particolare nella regione del Mar Baltico, minacciando il rischieramento di missili tattici.La Svezia, già minacciata dal puntamento di missili balistici russi qualora fosse entrata nella Nato, continua a fortificare l’isola di Gotland, ritenuta l’anello debole della difesa svedese. Il Presidente degli Stati Uniti, presente a Varsavia, chiederà agli alleati un maggiore impegno per la condivisione degli oneri. Posizione già ribadita dal Segretario della Difesa Usa Ash Carter, lo scorso 20 giugno. L’impegno di spesa per gli Alleati, ribadito due anni fa nel Galles, è fissato al 2 per cento. Sebbene si possano contare sulle dita di una mano i paesi che hanno raggiunto tale impegno di spesa, Carter ha rilevato che  la stragrande maggioranza degli alleati ha invertito la tendenza dei tagli, iniziando anche ad aumentare la spesa militare. L’agenda prevede anche una discussione preliminare sulle cosiddette nazioni della zona grigia, per intenderci quelle tra il confine orientale della Nato e quello occidentale della Russia.Il Montenegro sarà a Varsavia in qualità di osservatore. La Nato ribadirà l’apertura verso gli altri paesi. In lizza ci sono la Georgia, la Macedonia, la Bosnia e l’Ucraina.Per approfondire: Il Montenegro nella Nato e le pressioni della RussiaPer quest’ultima ci sarebbero dei problemi di natura geografica a causa del continuo mutamento dei suoi confini. La stabilità di questi ultimi è considerato un requisito per l’adesione alla Nato. Ostacolo che potrebbe essere aggirato, ma probabilmente non sarà adottato alcun atto formale, almeno in questa sessione. La Romania proporrà la creazione di una brigata multinazionale per la regione del Mar Nero per rafforzare la parte meridionale del fianco orientale. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, infine, non dovrebbe avere alcun effetto significativo sulla tattica strategica dell’Alleanza. La cooperazione sulla difesa resterà invariata poiché in vigore anche al di fuori delle istituzioni comunitarie. La Gran Bretagna, storica piattaforma l’Europa ed il Nord America, dovrà però avviare la ricerca di una nuova base sottomarina, qualora la Scozia diventando indipendente chiudesse Faslane, con fondi che dovranno essere stornati dagli altri programmi della difesa. L’importanza strategica di Faslane, andrebbe inserita anche nel nuovo scacchiere venutosi a creare nel GIUK gap, dopo la ripresa dei pattugliamenti strategici dei sottomarini russi. L’incapacità di operare da Faslane, preoccupa anche Washington. Il Pentagono potrebbe essere costretto ad ospitare i sottomarini inglesi nella Naval Submarine Base di Kings Bay, in Georgia, comando della Flotta Atlantica Usa.

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