“L’era della pazienza strategica è finita”. Donald Trump, in visita in Giappone, ha ribadito la posizione degli Stati Uniti nei confronti della Corea del Nord. “Alcuni dicono che la mia retorica è forte, ma guardate a quello che è accaduto con la retorica debole degli ultimi 25 anni. Guardate dove siamo ora”. Sembra quindi che la linea dei colloqui diretti con il regime di Kim Jong-un non sia più presente sul tavolo delle opzioni. Il premier nipponico Shinzo Abe, che si è detto in “pieno accordo” con gli Stati Uniti, ha annunciato un ulteriore rafforzamento delle sanzioni unilaterali giapponesi  contro Pyongyang. “Per più di 20 anni, la comunità internazionale ha tentato il dialogo con la Corea del Nord”, ha dichiarato Abe. “Ora non è il momento del dialogo, ma quello di applicare il massimo livello di pressione”. 

La Cina

Se il Giappone forza la mano, dalla Cina arrivano richieste per ridurre le tensioni e tornare al dialogo. Nei giorni scorsi Donald Trump aveva sorpreso tutti dichiarando che sarebbe stato aperto a incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. “Incontro molti leader, non penso che si tratti di forza o di debolezza, sedere attorno a un tavolo con le persone non è una cosa negativa. Sono certamente pronto a farlo, ma vedremo cosa succede, penso che sia troppo presto”, aveva dichiarato il presidente americano. Parole che i cinesi hanno apprezzato. Fin dall’inizio dell’escalation nordcoreana, infatti, la Cina ha sostenuto una politica di apertura e dialogo, escludendo qualsiasi azione militare contro Pyongyang. Pechino vuole evitare la crisi politica nel Paese confinante. Nonostante l’insofferenza nei confronti della Nord Corea, la Cina ha sempre tenuto una posizione ambigua: i test di Kim Jong-un minacciano Pechino che continua comunque a essere il principale fornitore di cibo e materie prime della Corea del Nord. 

La Russia

Il Cremlino ha da sempre assunto una posizione defilata sulla questione. La Russia potrebbe svolgere invece un ruolo chiave nella crisi con la Corea del Nord: lo stesso Trump auspica un aiuto da parte di Putin per affrontare il regime di Kim Jong-un. La Russia però non si espone, cerca una via meno aggressiva rispetto a quella degli Stati Uniti, ma vuole avere un ruolo nella crisi per diventare influente in Asia. 

La Corea del Nord

“Nessun dittatore deve sottovalutare la determinazione e la risolutezza degli Stati Uniti”, ha dichiarato Donald Trump. Il presidente americano, in Giappone, ha ribadito la “ferma volontà americana” di bloccare e smantellare il programma nucleare di Pyongyang. “Nessun Paese può rivaleggiare con le capacità militari americane”. Dichiarazioni che non sono piaciute a Kim Jong-un. Il leader nordcoreano continua infatti a minacciare l’occidente. La Corea del Nord ha avvertito che imporrà punizioni spietate agli Stati Uniti “con la mobilitazione di tutte le nostre forze”, hanno dichiarato da Pyongyang. La Corea del Nord rinnova così le minacce nucleari e sembra ora più che mai pronta ad attaccare.

Un possibile conflitto?

Nel caso in cui gli Stati Uniti decidessero di intraprendere la strada dell’azione militare, il Giappone appoggerebbe in modo incondizionato la scelta dell’amministrazione americana. Per molti l’unica soluzione sarebbe quella di un conflitto armato, ma in questo caso la vittoria dell’America e dei suoi alleati potrebbe non essere così scontata. Secondo Affari Internazionali, in caso di sconfitta del regime nordcoreano, la gestione post-conflitto porrebbe numerosi interrogativi. Molto più probabile invece che l’affaire Nord Corea rimanga ancora in uno stato di emergenza permanente.

 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.