Ad oggi, in Italia il numero delle persone positive al coronavirus è di 26.062. Il numero delle persone in isolamento è di 11.108, mentre 2.060 so o in terapia intensiva. Sono 192 le persone guarite per un totale di 2.941, mentre il numero dei decessi di oggi è di 345 per un totale di 2.503. Siamo il secondo Paese al mondo più colpito dalla pandemia Covid-19 dopo la Cina. Secondo l’economista Ashoka Modi (ex Fmi), il nostro Paese avrebbe bisogno aiuti finanziari tra i 500 e i 700 miliardi di euro per rassicurare i mercati che lo Stato e le banche possono pagare i loro debiti. Una mega-operazione di salvataggio che dovrebbe coinvolgere non solo l’Ue, ma anche il Fondo monetario Internazionale e gli Stati Uniti. In buona sostanza servirebbe un intervento choc, in grado di risollevare la nostra economia. Come se fossimo stati in guerra. 

Il piano del governo: 25 miliardi di euro. Sarà sufficiente?

Nella giornata di ieri, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno illustrato in conferenza stampa il Decreto #CuraItalia, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e recante le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia. “Con questo decreto – ha dichiarato Conte – forte e deciso nei numeri delle misure, noi non esauriamo il nostro compito per quanto riguarda gli interventi in campo economico. Siamo consapevoli che questo decreto non basterà ma voglio dire ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie che oggi il governo risponde presente e risponderà presente anche domani” . Il decreto mette in campo subito tutti i 25 miliardi di euro per fare fronte, sia dal punto di vista sanitario che economico, alle ripercussioni della pandemia del Covid-19 su imprese e famiglie. Ma a questo, ha precisato il premier, si aggiungono “flussi per complessivi 350 miliardi” di euro. C’è da sperare che sia davvero così perché i numeri che hanno messo in campo gli altri governi europei – e mondiali – e da subito, per far fronte al coronavirus, sono molto più importanti e significativi rispetto a quelli di Palazzo Chigi, totalmente insufficienti. 

Anche la Spagna fa meglio di Conte

Il pacchetto di misure più consistente è quello annunciato dall’amministrazione americana e dal Presidente Donald Trump: ben 850 miliardi di dollari tra rinvio delle tasse e assegni diretti ai cittadini. Poi c’è Berlino, che ha annunciato un “bazooka” da 500 miliardi di euro. Con buona pace dei vincoli europei nei giorni scorsi la Germania ha annunciato misure straordinarie illimitate d’intervento finanziario a sostegno di banche, imprese e famiglie. Il ministro delle finanze tedesco Scholz ha spiegato che il governo fornirà assistenza illimitata in termini di liquidità alle società tedesche colpite dalla pandemia. I prestiti saranno erogati dalla banca statale Kfw che potrà contare su una potenza di fuoco di oltre 500 miliardi di euro. “Questo è il bazooka e lo useremo per fare tutto il necessario”, ha detto Scholz ai giornalisti a Berlino. Ha poi aggiunto che “non esiste un limite massimo alla quantità di prestiti che KfW può emettere”. Per quanto riguarda la Francia, nei giorni scorsi il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire ha annunciato un pacchetto di aiuti da 45 miliardi di euro per le piccole imprese e destinato agli altri settori dell’economia colpiti duramente dalla pandemia e dalla sue ripercussioni.

Ma meglio di noi fa anche la Spagna, tredicesima economia mondiale. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, riporta l’agenzia Agi, ha annunciato quella che ha definito “la maggiore mobilitazione di risorse economiche della storia della Spagna”: un piano da 200 miliardi di euro per “creare uno scudo sociale al servizio dei cittadini” e attutire così l’impatto della crisi. Secondo quanto scrive la stampa spagnola, il piano del governo, che combina sforzi pubblici e privati, prevede 100 miliardi di euro di garanzie alle imprese per l’accesso al credito e una moratoria temporanea del pagamento dei mutui sulla prima casa di lavoratori dipendenti e autonomi che si trovano in situazione di difficoltà o colpiti dal coronavirus. Anche le misure adottate dal Regno Unito fanno impallidire quelle del governo giallo-rosso. Il governo di Boris Johnson ha previsto misure per 330 miliardi di sterline in prestiti e garanzie per le imprese. Il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha inoltre annunciato una moratoria di tre mesi sul pagamento dei mutui per chi è colpito da coronavirus.

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