Mossa di Donald Trump contro il coronavirus. Il Presidente degli Stati Uniti ha proclamato l’emergenza nazionale, annunciando che “presto” si sottoporrà al tampone dopo essere stato a contatto con diverse persone che si sono messe in auto-quarantena o che sono risultate positive. Parlando con i giornalisti, il presidente Usa ha anche affermato che la sua amministrazione sta lavorando per “aumentare drasticamente la disponibilità dei test” in tutto il Paese.

“Stiamo annunciando una nuova partnership con il settore privato per aumentare notevolmente e accelerare la nostra capacità di testare il coronavirus”, ha dichiarato Trump durante la conferenza stampa al Rose Garden. “Vogliamo che le persone facciano rapidamente un test se ne hanno bisogno”. Come spiega Fox News, la dichiarazione del presidente di un’emergenza nazionale significa che emanerà il Robert T. Stafford Disaster Relief and Emergency Assistance Act, che consente alla Casa Bianca di mobilitare l’Agenzia federale di gestione delle emergenze (Fema) e indirizzare gli aiuti federali agli stati colpiti dall’emergenza. “Sto dichiarando ufficialmente un’emergenza nazionale – due parole molto importanti”, ha continuato Trump. “L’azione che sto intraprendendo aprirà l’accesso fino a 50 miliardi di dollari e una grande quantità di denaro per stati, territori e contee”. Trump ha poi aggiunto: “Abbiamo lavorato molto duramente su questo. Supereremo la minaccia del virus”.

Coronavirus, poteri speciali a Trump

Durante il suo discorso, Donald Trump era affiancato dalla task force ufficiale sul coronavirus, guidata dal vicepresidente Mike Pence e dai leader delle principali società e aziende farmaceutiche, tra cui Target, Walgreens, Quest Diagnostics e Cvs Health. Il Presidente Usa ha affermato che con le autorità federali di emergenza, la Food and Drug Administration, fornirà “mezzo milione di test aggiuntivi” che saranno disponibili “all’inizio della prossima settimana”. “Il nostro obiettivo prioritario è fermare la diffusione di questo virus e aiutare gli americani. Passerà e saremo ancora più forti di prima”.

Inoltre, il presidente chiederà agli ospedali di tutta la nazione di attivare i loro “piani di preparazione alle emergenze”. Secondo una proiezione choc pubblicata dal New York Times, tra le 160 milioni e le 214 milioni di persone negli Stati Uniti potrebbero essere infettate nel corso dell’epidemia. Il tutto potrebbe durare mesi o anche più di un anno, con infezioni concentrate in periodi diversi. Potrebbero morire dalle 200.000 a 1,7 milioni di persone. Dalle 2,4 a alle 21 milioni di persone potrebbero richiedere il ricovero in ospedale, il che provocherebbe il collasso del sistema statunitense.

Trump può obbligare gli americani a rimaner a casa?

Come già illustrato da InsideOver le misure sulla quarantena cambiano da stato a stato. Pertanto, dare una risposta univoca a livello federale può risultare complesso. Un’altra difficoltà sta nel fatto che gli stati decidono quanto potere dare a contee, città e altre località nell’affrontare focolai come Covid-19 e altri problemi di salute pubblica. Alcuni stati non hanno dipartimenti sanitari locali e altri ne hanno centinaia: in buona sostanza, alcuni stati hanno un solo dipartimenti sanitario in ogni contea e altri ancora ne hanno in ogni singola città. “In pratica – spiega the National Interest – ciò significa che, sebbene il governo federale svolga un ruolo importante, il compito di proteggere la salute dei cittadini spetta ai singoli stati”. Quindi no, se una persona risulta positiva al coronavirus, Donald Trump non può farla rimanere a casa. Lo può fare un funzionario del governo locale, non il presidente degli Stati Uniti.

Alle difficoltà di coordinamento fra il governo federale e i singoli stati si aggiunge il fatto che anche gli Stati Uniti devono fare i conti con gli importanti tagli alla sanità degli ultimi ultimi 15 anni. I dipartimenti sanitari locali hanno perso 43.000 dipendenti, pari al 22% della forza lavoro dalla crisi del 2007-2008. Nonostante le responsabilità non siano tutte sue, come abbiamo appurato, tutti gli occhi sono puntati su Donald Trump, che quest’anno si gioca la rielezione. Se la situazione nel Paese dovesse degenerare per via del covid-19, le possibilità che The Donald vinca a novembre si ridurranno drasticamente.

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