Antonhy Blinken, segretario di Stato americano, e Wang Yi, ministro degli Esteri cinesi, si incontreranno a Bali a margine dell’ormai imminente ministeriale degli Esteri del G20, in programma in Indonesia. Nessuno si sarebbe mai aspettato un faccia a faccia tra Stati Uniti e Cina così a stretto giro, tanto più in un momento delicatissimo, tra la guerra in Ucraina, la crisi energetica e l’inflazione galoppante in quasi tutto il mondo. E invece Blinken e Wang parleranno, faccia a faccia, per affrontare diverse tematiche scottanti, in primis la partnership “senza limiti” stretta tra Pechino e Mosca.

Il Washington Post ha scritto che Washington sta cercando e cercherà in tutti i modi di dissuadere la Cina ad intensificare i suoi legami con la Russia. Non è da escludere che Washington, in cambio di adeguate garanzie, possa, se non eliminare, quanto meno allentare i dazi americani che pendono sui prodotti cinesi dai tempi di Donald Trump. E non bisogna scordarci, poi, del dossier relativo al decoupling tecnologico e di quelli inerenti alle catene di approvvigionamento. L’annuncio del meeting Wang-Blinken è stato inizialmente lanciato dal dipartimento di Stato Usa, poi confermato da una nota notturna diffusa dalla diplomazia di Pechino.



Un incontro strategico

Al di là delle tematiche che saranno analizzate in Indonesia tra Wang e Blinken, è interessante provare a chidersi che cosa chiedono e cosa vorrebbero ottenere reciprocamente Cina e Stati Uniti. L’amministrazione democratica guidata da Joe Biden ha più volte dimostrato di voler dissuadere Pechino dall’avvicinarsi troppo alla Russia. Bisogna inoltre ricordare che i funzionari statunitensi stanno, tra le altre cose, valutando l’allentamento dei dazi nei confronti della Repubblica popolare per alleviare l’inflazione, e questa potrebbe rivelarsi un’interessante leva strategica nelle mani degli Usa.

Il momento è dunque cruciale, tanto per il mondo intero quanto, nello specifico, per le relazioni sino-americane. È per questo che gli Stati Uniti sperano che l’incontro Blinken-Wang possa in qualche modo portare maggiore stabilità alle relazioni Usa-Cina, anche in virtù delle preoccupazioni relative ad una possibile escalation militare tra le due potenze. Non scordiamoci, infatti, che in seconda fila, dietro la guerra in Ucraina, c’è sempre la questione taiwanese.

Dal canto suo, per la Cina sarà importante capire quali sono le linee rosse tracciate dagli Stati Uniti in merito alla partnership con la Russia. Detto altrimenti, Pechino vorrà capire quanto è possibile avvicinarsi a Mosca senza provocare la possibile reazione statunitense ed europea. Il ministero degli Esteri cinesi ha fatto sapere che Wang incontrerà Blinken “per scambiare opinioni sulle attuali relazioni Cina-Usa e sulle principali questioni internazionali e regionali”.

I temi sul tavolo

Definita la cornice, non resta che analizzare cosa c’è al suo interno. Quali saranno i temi principali? Il piatto forte, come detto, sarà costituito dalla guerra in Ucraina. Funzionari Usa hanno affermato che l’incontro fornirà a Blinken il pretesto di trasmettere al suo omologo cinese le preoccupazioni degli Stati Uniti sull’approfondimento delle relazioni della Cina con Mosca. Tra le altre cose, Blinken dovrebbe sottolineare il desiderio dell’amministrazione Biden sul fatto che la Cina continui ad astenersi dal fornire armi alla Russia o ad aiutare Mosca a eludere le sanzioni.

Pare, infatti, che il Cremlino abbia chiesto più volte maggiore assistenza ai cinesi, in quanto il conflitto avrebbe iniziato a richiedere maggiori risorse militari ed economiche. Fin qui Pechino non sembra disposta violare – e neppure rischiare di violare – le sanzioni occidentali e si è fermata prima di soddisfare tutte le richieste della Russia. Il Dragone, allo stesso tempo, sta cercando modi per assistere Mosca senza entrare in conflitto con le suddette sanzioni.

“Prevediamo che questa sarà anche un’opportunità per discutere le aree in cui i nostri interessi si intersecano, o la cooperazione sarebbe nel nostro reciproco interesse, in particolare su questioni come il cambiamento climatico, la salute globale, la lotta alla droga e forse anche altre aree”, ha affermato un anonimo funzionario al WP. Attenzione però, perché c’è ancora molta diffidenza reciproca. Per alcuni media cinesi, ad esempio, l’apparente apertura americana sarebbe tutt’altro che sincera, bensì un tentativo di sfruttare la Cina per alleviare i propri contraccolpi economici.

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