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Il trampolino Italia per assicurarsi il dominio sul 5G. La Cina punta forte sui robot made in Italy per raggiungere il suo ambizioso traguardo e l’ultima edizione della China International Import Expo (Ciie) ha dimostrato quali sono le reali intenzioni di Pechino. Già, perché l’esposizione era il pretesto adatto per attirare oltre Muraglia Luigi Di Maio, uno dei deus ex machina dell’avvicinamento del Dragone a Roma. Come sottolinea il quotidiano La Verità, il grillino ha visitato lo stabilimento cinese Comau di Fca, la quale, dopo la fusione con Psa, è adesso a rischio vendita. All’orizzonte potrebbe spuntare un intrigo non da poco, visto e considerando che la Cina ha già messo le mani sulla “cugina” tedesca Kuka, scatenando tra l’altro le ire di Donald Trump.

Il piano della Cina

L’Italia ha firmato un Memorandum d’intesa per aderire alla Nuova Via della Seta, eppure il primo passo per costruire un rapporto “win-win”, come piace dire ai cinesi, dà la sensazione di essere univoco. La tanto sperata crescita dell’export c’è stata, ma a una sola direzione: verso la Cina e non viceversa. Tra le esportazioni italiane a Pechino assumono un peso sempre più rilevanti quelle tecnologiche, o meglio una serie di robot che possono consentire a Xi Jinping di attuare il suo piano di sviluppo industriale. Lo stesso che dovrebbe permettere al Dragone di diventare una superpotenza da qui al 2040. In altre parole, la Cina ha trovato nell’Italia uno dei partner perfetti per costruire, mattone dopo mattone, una fortezza inespugnabile.

Gioielli italiani in vendita

La strategia di Pechino segue vari step. Innanzitutto il governo cinese vuole estendere il più possibile la rete del 5G, la stessa attaccata dagli Stati Uniti e considerata dalla Casa Bianca una minaccia per la sicurezza nazionale dei Paesi che intendono ospitarla nei rispettivi territori. L’offerta della Cina è più o meno la seguente: concedere a Roma un piccolo investimento sul 5G, necessario quanto basta per trasformare il Belpaese in un hub dei big data relativo all’area mediterranea. In cambio di questo privilegio, va da sé che l’Italia dovrà consentire al Dragone la possibilità di sfruttare la posizione geopolitica del nostro Paese. Il secondo step è ancora più ambizioso: attingere ai robot italiani per mettere le mani sul konw how utile per rendere la Cina indipendente il più in fretta possibile. La conseguenza indiretta è che i tentacoli di Pechino si stringeranno ancora più forte attorno ad alcune aziende italiche, non si sa se con risultati positivi o negativi.

Le conseguenze per l’Italia

Tornando alla trasferta di Di Maio, il grillino ha come detto visitato la Comau, nei pressi di Shanghai. Questa azienda appartiene al gruppo Fca e produce robot di ultima generazione con i quali è possibile rafforzare la produzione manifatturiera di alto livello. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, proprio per questo motivo Comau ha una lunghissima fila di corteggiatori cinesi, pronti a mangiarsela in un sol boccone. Cosa potrebbe succedere? Che il nuovo colosso Fca+Psa decida ad esempio di scorporare i robot e mettere così in vendita Comau. A quel punto la Cina avrebbe le giuste armi per competere contro tutto e tutti: una moderna ed efficiente tecnologia delle telecomunicazioni, cioè il 5G, e i robot in grado di utilizzarla al meglio. Qualora Cmau passasse in mano cinese, l’Italia potrebbe dover subire conseguenze non da poco. C’è infatti da mettere in conto la prevedibile reazione negativa degli Stati Uniti, con Washington che non sarà affatto contenta di assistere all’ennesimo assist di Roma all’indirizzo di Pechino.

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