Le elezioni del 2017 saranno ricordate in Francia come la fine del Partito Socialista. Un crollo vertiginoso, una disfatta annunciata, con il candidato Benoit Hamon che si ferma a una percentuale intorno al 6%. Mai un candidato socialista era andato così male in un’elezione presidenziale. Il Partito Socialista francese, il partito che esprimeva il Presidente uscente Hollande, è diventato nel giro di qualche ano il sesto partito di Francia ed ha consegnato alla storia il suo ruolo di guida per la socialdemocrazia francese.È un dato storico, clamoroso, perché la Francia e il Partito Socialista vivono ormai da più di un secolo un binomio indissolubile fatto di lotte, di resistenza, di presidenze e di tutta una rete territoriale dove ancora ci sono molti comuni e dipartimenti in mano loro. Eppure, anche questa, come tante storie, ha avuto il suo epilogo. Con Benoit Hamon al 6-7%, la Francia ha deciso di escludere dal sistema politico, almeno per ora, i socialisti.Non è una novità nel panorama politico europeo. In molti Paesi i partiti socialisti e socialdemocratici hanno ricevuto sonore sconfitte nelle ultime elezioni, diventando partiti minori dopo essere stati al governo. È stato così in Grecia con il Pasok, e in Spagna con il PSE. Anche il partito laburista è crollato nelle ultime elezioni parlamentari inglesi. Ora, anche la Francia è teatro della stessa crisi della socialdemocrazia.In molti si sono arrovellati per comprenderne le cause. Molto probabilmente, in questo tracollo elettorale hanno influito però diverse situazioni e diversi fattori, sia sociali che prettamente politici. In primo luogo, il Partito Socialista francese ha avuto il suo primo nemico in François Hollande. Il presidente uscente meno tollerato della storia francese non ha di certo fatto un ottimo spot per il suo partito, e anzi, ha innescato una serie di reazioni di ripudio verso il partito socialista da parte del suo elettorato. In questo hanno contribuito anche gli ultimi due primi ministri: Valls e Cazeneuve, autori di politiche che hanno smantellato lo stato sociale francese e che hanno smentito la stessa ragione d’esistere del Partito Socialista. Politiche cui ha partecipato attivamente anche Emmanuel Macron, che adesso sfiderà Marine Le Pen al ballottaggio.A contribuire a questa sconfitta senza mezze misure è stato poi anche il personaggio di Hamon. Un politico che non ha mai attratto gli elettori socialisti, e che è sempre stato parte della minoranza del P.S. Odiato da Hollande e Valls, e nemico delle politiche di Macron quando era ministro socialista, Hamon ha subito il fuoco incrociato dei detrattori interni al partito e di quelli esterni che non vedevano l’ora di disfarsi dei socialisti. Inoltre, va sottolineato che i leader del partito non hanno mai nascosto il loro appoggio a Macron, di fatto rinnegando l’appartenenza di Hamon al loro stesso movimento.Ma è una sconfitta che manifesta anche tutta l’incapacità della socialdemocrazia europea a rispondere alle esigenze degli elettori europei, e francesi in questo caso, rispetto ai grandi temi del nostro tempo. Di fronte all’immigrazione incontrollata, al terrorismo, alla globalizzazione e all’Europa, il Partito Socialista non si è mai schierato in nessun senso, lasciando quindi se stesso in un limbo ideologico che col tempo ha avuto il sapore dell’ignavia. E per questo ha perso i suoi elettori. Una parte del suo elettorato operaio e dei piccoli imprenditori si è spostata con Marine Le Pen e con le sue ricette antiglobalizzazione e protezionistiche. Una parte si è spostata su Mélenchon, perché ha saputo ergersi come vero leader di sinistra e ha ricordato a molti socialisti delusi il loro retaggio culturale. Un’altra parte invece ha votato Macron, che rappresenta le ricette europeiste e liberiste che ormai il Partito Socialista aveva intrapreso da anni, e quindi tanto valeva scegliere la novità.Ora che Benoit Hamon ha chiesto ai suoi sostenitori di votare per Macron al ballottaggio, sarà interessante vedere come sarà il futuro del Partito Socialista. Le legislative di giugno saranno un banco di prova importante. Se crollerà anche sul territorio, allora sarà davvero la fine per un Partito che ha rappresento per anni e anni la storia politica francese. 

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